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Dopo il voto negli Usa

Per vincere nel 2016
il Gop deve aprire
sulle nozze gay

I sondaggi indicano che il favore dell'opinione pubblica è cresciuto dal '93 a oggi. La posizione intransigente è stata pagata a caro prezzo

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Per vincere nel 2016
il Gop deve aprire
sulle nozze gay

I gay del GOP fanno sentire le loro ragioni dopo la batosta elettorale che, non solo secondo loro ma anche dalle cifre degli exit polls, sarebbe dovuta, per una parte non trascurabile, alla politica del partito in materia di nozze omosessuali. Ken Mehlman, omosessuale uomo d’affari di New York che è stato il chairman del Comitato Nazionale Repubblicano dal 2005 al 2007, ha creato il gruppo www.ProjectRightSide.com per “aiutare i Repubblicani ad apprezzare il cambiamento del contesto” della società americana sul problema, come ha scritto l’ex dirigente del partito in un editoriale sul Wall Street Journal del 21 novembre, presentando una serie di rilevazioni di sondaggi e ricerche di varie fonti. “Alcuni sbagliano a percepire la causa dell’uguaglianza delle nozze come esclusivamente progressista, di sinistra”, ha argomentato Mehlman. “Che cosa potrebbe essere più conservatore del sostegno per più libertà e per meno governo? E quale libertà è più di base di quella di sposare la persona che ami? Inoltre, permettere le nozze civili per gli omosessuali farà prosperare la stabilità nelle comunità, incoraggerà la fedeltà e l’impegno, e rafforzerà i valori della famiglia”. Seguono i numeri che determineranno, con tutta probabilità, una seria virata nella posizione del GOP alle prossime scadenze elettorali.  

In un sondaggio della Target Point tra 16mila votanti di quest’anno, in un campione dove i repubblicani erano sovra-rappresentati, è emerso che una maggioranza è a favore del matrimonio civile tra gay per 49% a 46%. Il 6 novembre, in Maryland (52-48), nel Washington State (52-48) e nel Maine (53-47) la maggioranza dei cittadini ha votato sì alla legalizzazione del matrimonio gay nei tre Stati, portando a 9 il numero totale nel Paese di Stati pro-omosex. 

Secondo Jan van Lohuizen, che faceva i sondaggi per George Bush, il sostegno pubblico verso le nozze omosex è cresciuto costantemente dell’1% all’anno tra il 1993 e il 2009, per aumentare poi del 5% nel 2010 e ancora del 5% nel 2011. Sondaggi recenti hanno evidenziato che i favorevoli alle nozze gay sono una maggioranza anche tra gli afro-americani (51% per Edison Research), tra gli ispanici (52% secondo Pew) e tra i votanti che hanno dai 18 ai 36 anni (66% secondo Washington Post-ABC News). Il sondaggio Wall Street Journal-NBC ha mostrato un incremento del 41% del sostegno tra i Repubblicani, che in 3 anni è passato dal 22% al 31%.

Importante notare che la questione della eguaglianza del diritto a sposarsi tra persone dello stesso sesso conta molto di più per chi è a favore di quanto non pesi per i contrari. L’uscita di Obama in appoggio “personale” alle nozze gay è stato un motivo positivo per tre su quattro dei suoi elettori. E il 45% dei votanti di Obama ha detto, all’exit poll del 6 novembre, che la dichiarazione del presidente li aveva fatti “molto più” intenzionati a sceglierlo; invece, solo il 35% dei repubblicani hanno detto che la contrarietà di Romney li avevano resi “molto più” convinti a votarlo.

Secondo il sondaggio promosso da ProjectRightSide il 58% degli Indipendenti sono a favore delle nozze gay, con il 22% che ha indicato questo tema prioritario o “in qualche misura importante”. L’80% degli Indipendenti è d’accordo sulla frase “il governo dovrebbe stare fuori dalla vita privata degli adulti, compresi lesbiche e gay”. I votanti sotto i 45 anni, infine, appoggiano fortemente l’”uguaglianza di fronte al matrimonio” , con una percentuale del 60% che pensa che la legge dovrebbe riconoscere le nozze tra gay e tra lesbiche come valide, con gli stessi diritti del matrimonio tradizionale. E’ in pratica la stessa percentuale di questa categoria di votanti under 45 che ha fatto passare la legge in Maine (60%) e nel Washington State (58%).  “Questi trend sono in accelerazione, non spariranno. Io spero e ho fiducia che andranno ancora più veloci grazie al fatto che i conservatori, e tutti gli americani che sono a favore della libertà, dell’impegno e della stabilità, sostengono uguali diritti sotto la legge per tutti i cittadini”, conclude il “manifesto pro gay” di Ken Mehlman.

di Glauco Maggi   

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