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La dinastia

Jeb, ecco l'ultimo Bush
che mira alla Casa Bianca

Il fratello di George sarebbe seriamente intenzionato a prepararsi per la sfida del 2016: ecco chi è

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Jeb Bush

Jeb Bush

 

C’è  una crescente eccitazione attorno alla famiglia Bush nel frustrato ambiente repubblicano. Il fratello di George, Jeb, secondo amici e compagni di partito sarebbe seriamente intenzionato a prepararsi per la sfida del 2016. Il suo nome era già circolato un paio d’anni fa come possibile antagonista di Obama per il 2012, ma Jeb era stato fermissimo nel respingere le avances dell’establishment del GOP. Aveva calcolato che il cognome era ancora scomodo, solo quattro anni dopo l’uscita dalla Casa Bianca dello screditato fratello, e aveva sicuramente ragione. Se Barack ha avuto la riconferma il 6 novembre, tra gli argomenti che ha speso in abbondanza durante la sua campagna c’era quello della “colpa a Bush per la grande recessione del 2008”. Ma nel 2016 George W sarà roba passata da 8 anni, e sarà molto più arduo, anzi ridicolo, per il candidato democratico (o la candidata, se Hillary quasi settantenne giocherà come pare la sua ultima carta) attaccare un nuovo Bush per il suo cognome. Anche perché il fratello minore di W.Bush non ha mai vissuto nella sua ombra, e non può essere considerato una “replica”. Intanto, perché è nato in Texas ma poi ha vissuto la sua vita adulta in un altro Stato, la Florida. Poi perché è a Miami che ha costruito una brillante e indipendente carriera politica-amministrativa diventando governatore per il GOP (dal 1999 al 2007), per i due mandati previsti dalla legge, e finendo con alti rating di popolarità. Ma, soprattutto, perché il suo appeal è rafforzato dal fatto di avere come moglie la messicana Columba Garnica Gallo, conosciuta quando, a 17 anni, era andato a insegnare inglese a Leon (Guanajuato, Mexico) come parte di uno scambio studentesco del suo liceo (la Phillips Academy di Andover, Massachusetts). Con Columba, sposata nel 1974, Jeb Bush ha avuto tre figli, George Prescott, Noelle e John Ellis Jr. Stimato dalla comunità cubana e sudamericana in generale della Florida, Jeb è insomma un “quasi” ispanico, fluente in spagnolo e marito di una messicana: una caratteristica che peserà oro per la prossima tornata elettorale, quando i repubblicani avranno come primo obiettivo proprio quello di riconquistare il favore e la fiducia dei “latinos”.   

Jeb Bush, dopo le primarie che avevano laureato Mitt Romney, si era speso senza esitazioni nel suggerirgli la scelta come vice di Marco Rubio, senatore cubano-americano della Florida, di vent’anni più giovane di lui, e come lui dottore in legge. Per la prossima corsa nel 2016, se davvero Jeb scioglierà le riserve, potrebbe dunque scatenarsi una sfida tra i due “ispanici” del sud, sia pure dalle radici diverse (i Bush dal New England, i Rubio dall’Avana) . Oppure il senatore (dal 2010) Rubio potrebbe pazientare e fare magari il vice di Jeb nel 2016, visto che con la sua età ha poi davanti almeno altre quattro o cinque possibilità. 

John Ellis Bush, detto Jeb, non è il solo Bush che sta scaldandosi i  muscoli di questi tempi per entrare in politica. Anche suo figlio George Prescott Bush, 36 anni, ha fatto i primi passi burocratici per prepararsi a correre per una carica elettiva, in Texas, nel novembre del 20l4, e diventare il quarto Bush del clan politico più importante della storia recente del GOP, dopo George H. Bush (41esimo presidente), George W. Bush (governatore in Texas e 43esimo presidente) e Jeb Bush (due volte governatore della Florida). L’ufficio a cui la matricola George Prescott punterebbe come esordio della sua vita politica potrebbe essere quello di “commissario territoriale in Texas”, se non si aprisse già qualche distretto in cui gareggiare per un posto legislativo, o nel parlamento locale di Austin, o addirittura come deputato a Washington. Lui è un “ispanico” a pieno titolo, poiché la madre Columba è nata ed è cresciuta in Messico. George Prescotte Bush non sa insomma solo bene lo spagnolo, ma è stato allevato in un ambiente familiare bi-culturale.  Se ai liberal dà ancora fastidio il solo sentire il nome “Bush” dovranno farsene una ragione. I Bush non finiscono mai, e anzi ora hanno nell’anagrafe la carta della diversità etnica, chiave per il successo politico futuro nella demografia americana in costante trasformazione.

di Glauco Maggi 

 

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