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Primo turno primarie centrosinistra

Bersani vince il primo round, ma con una zavorra che lo azzoppa

Bilancio iniziale sui risultati. Renzi sfonda nel Nord Ovest e nelle regioni rosse

Elisa Calessi

Elisa Calessi

Elisa Calessi nasce a Ferrara e studia a Bologna dove si laurea in Lettere Classiche. Voleva fare la latinista, poi la vita le ha fatto incrociare una redazione. E ha scoperto che la sua passione era il presente. Inizia alla Nuova Ferrara, poi al Resto del Carlino. Nel giugno 2000 arriva a Libero, dove è assunta e partecipa alla fondazione del quotidiano. Nel 2001 arriva a Roma dove diventa cronista parlamentare. Ha lavorato per un programma su Rai Due, ne ha condotto un altro su Red Tv. Partecipa come opinionista a vari talk show politici. Soprattutto scrive di politica.
Bersani vince il primo round, ma con una zavorra che lo azzoppa

Lo scrutinio non è finito, siamo circa a metà, ma qualche bilancio lo si può già fare.

1)      Bersani, nonostante avesse con sé il 95% dell’apparato e la macchina del partito, non vince al primo turno. Per ora sembra che il distacco sia tra gli otto e i dieci punti.

2)      L’affluenza si ferma a 3 milioni e 100, la meno alta di sempre. Persino del 2009, quando le primarie erano solo interne al Pd, mentre queste coinvolgono una coalizione con tre partiti: Sel, Socialisti e Tabacci. Le nuove regole, quindi, hanno pesato eccome. 

3)      Bersani, se si confermano i dati, perde 200mila voti rispetto al 2009.

4)      Bersani vince grazie al Sud (Calabria, Campania, Basicilia, Puglia, Sicilia), dove il potere dei capobastone è pesante. E perde non solo nella parte più produttiva del Paese, nel motore economico dell’Italia (Nord Ovest) , ma anche nelle regioni rosse: in Toscana, in Umbria e nelle Marche, mentre arretra in Emilia Romagna dove si ferma sotto il 50%.

5)      Renzi vince nel motore economico e produttivo del Paese: il Nord Ovest. Si piazza bene anche in Lombardia e nel Nord Est. Le idee liberali che rappresentava conquistano, insomma, quelle zone dove il Pd e la sinistra è storicamente debole. Può Bersani, se vuole vincere le elezioni, non tenerne conto?

6)      Renzi vince in Toscana, in Umbria e nelle Marche, in gran parte della Romagna e in molti comuni del modenese e del bolognese. Forse non è poi così di destra. Forse il consenso di Renzi è radicato anche nell’elettorato del Pd, persino in quello che viene dal Pds-Ds. Forse una grande parte degli elettori del Pd, specie quelli che sono nati, cresciuti e invecchiati con la ditta, chiedono un forte, fortissimo cambiamento del Cda della ditta.

7)      Bersani, per vincere, dovrà riconfermare i voti del Sud più arretrato e ottenere quelli di Vendola . Sarebbe un condizionamento segnato dalla conservazione.

8)      Se fosse un secondo turno normale, cioè aperto a tutti quelli che vogliono votare, la partita di domenica prossima sarebbe aperta. Invece, se non cambiano le regole, potranno votare solo coloro che si sono espressi al primo turno, che si registrano nella finestra del 29 e 30, ma con giustificazione plausibile. Ancora una volta le regole peseranno. Eccome.

 

 

 

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Commenti all'articolo

  • sparviero

    26 Novembre 2012 - 23:11

    Non puoi spostare il filo di lana dove più ti piace.

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