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Segretario di stato, il Gop
contro la nomina della Rice:
"Non è all'altezza"

L'attuale ambasciatrice Usa all'Onu non ha fornito ai senatori repubblicani spiegazioni convincenti sulle sue dichiarazioni dopo l'attentato di Bengasi

Il suo we quello di John Kerry sono gli unici due nomi in lizza per la successione a Hillary Clinton nel secondo mandato di Obama
Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Segretario di stato, il Gop
contro la nomina della Rice:
"Non è all'altezza"

Ha aggravato la sua situazione Susan Rice, l’ambasciatrice Usa all’Onu che andò in televisione per sostenere la panzana del video su Maometto come causa della “manifestazione di rabbia popolare” (non ci fu affatto, e lei lo sapeva) che portò alla morte di 4 americani a Bengazi, uccisi dai mortai durante l’attacco terroristico di Al Qaeda. Essendo la probabile scelta di Obama al posto di Hillary Clinton (dal prossimo anno) come segretario di stato, la Rice aveva chiesto di parlare stamane con i tre senatori repubblicani Lindsey Graham (Sud Carolina), John McCain (Arizona) e Kelly Ayotte (New Hampshire) che avevano richiesto la settimana scorsa una speciale commissione congressuale in stile Watergate per andare a fondo nella vicenda. Siccome le nomine del presidente ad incarichi ministeriali necessitano di una formale conferma dei senatori, la Rice, per diventare segretario, deve ottenere l’OK anche dei senatori repubblicani. I tre, giorni fa, avevano manifestato l’intenzione, invece, di opporsi alla sua promozione. Il comportamento tenuto dalla ambasciatrice nell’occasione libica, secondo loro, era la prova che è inadatta ad un simile ruolo.

Oggi, dopo l’abbondante ora di colloquio, e con l’attuale direttore provvisorio della Cia Michael Morell che l’accompagnava, i parlamentari repubblicani hanno detto di essere ancora più preoccupati di prima. Non hanno ripetuto esplicitamente la minaccia di opporsi ma hanno assicurato che hanno ancora tanti interrogativi che attendono risposte. “In conclusione, io sono più disturbato ora di quanto non lo fossi in precedenza dalle parole della Rice sulla spiegazione per la morte dei 4 americani a Bengazi data dalla ambasciatrice il 16 settembre (5 giorni dopo i fatti, in 5 interviste televisive NDR)”, ha detto Graham. “Noi siamo significativamente più turbati adesso per  molte delle risposte che abbiamo avuto e per quelle che non abbiamo avuto a proposito delle prove che erano schiaccianti su ciò che ha portato all’attacco al nostro consolato”, ha rincarato McCain. In sostanza, i senatori continuano a non trovare plausibili spiegazioni né per la manipolazione del rapporto iniziale della Cia, che conteneva l’esplicito riferimento alle responsabilità di Al Qaeda e l’inesistenza della sommossa della folla, e tantomeno per la decisione della Casa Bianca di mandare la Rice in Tv a dire bugie che in quel momento erano ormai stranote nella comunità dell’intelligence, e già uscite persino sulla stampa. 

In verità, la motivazione politica è chiarissima ma nessuno tra i democratici, da Obama in giù, è ovviamente disposto a fornirla: bisognava far credere che la colpa fosse dell’intolleranza anti-islamica di un video su YouTube invece che riconoscere che Al Qaeda, cioè il terrorismo islamico,  era ancora viva, vegeta e letale qualche settimana prima del voto del 6 novembre. “Siamo ancora più preoccupati adesso, dopo aver incontrato il responsabile attuale della Cia e l’ambasciatrice Rice”, ha fatto eco ai due colleghi la Ayotte. “Quando uno è  in una posizione come quella di ambasciatore degli Usa all’Onu deve andare ben oltre i semplici punti di un memo non classificato mentre svolge i suoi compiti e assume le responsabilità per quel lavoro. Ciò che mi turba ancor di più è che la Rice non ha fatto alcuna domanda ulteriore”. L’accusa è di aver fatto da pappagallo a ciò che la Casa Bianca aveva deciso, al di là dell’evidenza. 

Inoltre, i senatori hanno fatto capire di non aver apprezzato la presenza all’incontro del direttore provvisorio della Cia, invece del capo dell’Intelligence Nazionale James Clapper, il suo superiore che aveva fornito versioni diverse della manipolazione del rapporto. Il Gop è anche in attesa che la stessa Hillary Clinton , la responsabile della diplomazia Usa, dia finalmente la sua versione sugli eventi di prima, durante, e dopo l’attacco mortale in Libia. Il suo silenzio è un altro dei tanti misteri di questa pagina nera.  La strada per l’assunzione reale dell’incarico da parte della Rice è dunque ancora molto lunga, anche se pare che Obama abbia intenzione di fare l’annuncio della nomina questa settimana. Con la Rice, il solo altro nome che gira è quello di John Kerry.


twitter @glaucomaggi

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