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Complimenti per la trasmissione

La civiltà in tv di Renzi e Bersani (che non sono Nixon e Kennedy)

L'ultimo confronto a Raiuno per le Primarie del centrosinistra

Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...
confronto Renzi-Bersani con Maggioni di spalle

Certo non è stato The Dabate del ‘60, il dibattito in cui Nixon, sudatissimo, avvolto nei rigagnoli di cerone, diceva cose anche intelligenti; ma era sopraffatto dalla controffensiva del folgorante John Kennedy che non diceva cose intelligentissime ma le diceva con uno charme innaturale. Al punto che i commentatori non badarono ai contenuti, ma al contenitore, e Nixon pareva estratto da un sarcofago: “ Oddio, sembra che l’abbiamo sepolto ancora in vita…”. 
Certo, il “confronto finale” fra Matteo Renzi e Pieluigi Bersani non è stato epocale. Ma s’è dimostrato, inconsuetamente, una bella pagina di civiltà televisiva. Non accadeva da tempo, a Raiuno. Tecnicamente possiamo segnalare lo studio rubato a SkyTg24 specie nei colori e nel  ritmo, e la piccola genialata di coinvolgere elettori e -soprattutto – comitati degli schieramenti opposti nelle domande che richiedevano risposte sincopate, date con la bombola d’ossigeno (3 minuti per l’appello finale, 2 per i questiti lungo, 30 secondi per quelli brevi). Tra l’altro, se tocchi Bersani sulle liberalizzazioni, ti rendi conto che. nella materia specifica, Pigi è un drago (io gli devo la portabilità del mio mutuo, Montezemolo quella del suo treno…); e se lasci sfogare Renzi sulle contraddizioni del Pd dall’irrealizzata legge sul conflitto d’interesse alle devastante riforma Berlinguer, be’ contribuisci a rendere  lo spettacolo di due che parlano davanti a un leggio,  finanche emozionante. Ci sono un sacco di elementi che consegnano questo dibattito se non agli onori della storia, a quelli della buona cronaca.
Renzi in maniche di camicia per non apparire un impiegato del catasto;  Bersani in giacca blu che in tv sembra  marron e che lascia passare l’idea di una persona perbene lasciatosi soggiogare dai suoi oligarchi e che ora vuole  affrancarsi; la Monica Maggioni moderatrice metà donna metà sedia ma incalzante e abbastanza sexy fiera di “essere cittadina di un paese normale”; l’applauso di parte ma discreto sulle domande dal web;le battute sui tacchini sul tetto e i passerotti (Bersani) e quelle su Pericle, Fiorito, Fede e la Santanchè (Renzi), roba che non è farina del sacco degli spin doctor checché ne dica Vittorio Zucconi su Repubblica; infine lo snodarsi di un dibattito onesto che finisce nelle scuse al parroco (Bersani) per lo sciopero sacrosanto dei chierichetti, e in quelle al fratello medico (Renzi) costretto a lavorare in Svizzera invece che nella città dove Matteo fa il sindaco: tutto, qui, ha insufflato nello spettatore un’idea di quella democrazia che la politica aveva da tempo inumato. Nessuno s’è azzannato, solo qualche uppercut ben assestato nelle regole e nel rispetto. Nessuno che ha accusato l’altro di atti inesistenti come fece la Moratti con Pisapia. Nessun neo, in una serata mediaticamente perfetta. Il mio primo pensiero è stato: “Chissà se nel Pdl riusciranno a fare lo stesso…”; il secondo pensiero era sull’Ansa battuta subito dopo: “Pdl, le Primarie saranno annullate”. E poi dice, come diceva Totò, che uno si butta a sinistra…


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Commenti all'articolo

  • zioFranco

    01 Dicembre 2012 - 12:12

    non ci vuol certamente un Einstein per capirlo....nè parimenti serve aver ricevuto un particolare soffio divino per individuar chi dei due possa, fossero i fratelli De Rege di buona memoria, a pieno titolo concorrer per la parte del sempliciotto chiamato con l'ormai famoso "vieni avanti..."; zio Franco

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  • zioFranco

    30 Novembre 2012 - 14:02

    uniche componenti ad aver ravvivato la trasmissione anche con qualche battuta intelligente io veramente non ho notato nessun altro; zio Franco

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  • zioFranco

    30 Novembre 2012 - 14:02

    uniche componenti ad aver ravvivato la trasmissione anche con qualche battuta intelligente io veramente non ho notato nessun altro; zio Franco

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