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La polemica

Guantanamo non si tocca: parola dei democratici (alla faccia di Obama)

Non solo i repubblicani: anche il partito di Barack vuole che i terroristi islamici restino nella prigione di Cuba e non vengano trasferiti negli Stati Uniti

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Guantanamo non si tocca: parola dei democratici (alla faccia di Obama)

di Glauco Maggi

Se e quando catturerà i terroristi della cellula libica collegata ad Al Qaeda che hanno ammazzato l'11 settembre 2012 quattro ufficiali americani a Bengazi, tra i quali l'ambasciatore Chris Stevens, dove mai li schiafferà Obama? (Se li prende vivi, perché lui preferisce i droni o le "catture" alla Bin Laden). Un buon posto è Guantanamo, che già ospita l'architetto dell'attentato alle Torri Gemelle Khalid Sheikh Mohammed dell'11 settembre di 11 anni prima, e il Senato americano sta già preparando le celle. Mentre l'amministrazione Obama, dal primo giorno dell'entrata alla Casa Bianca nel gennaio 2009, le ha pensate tutte per smantellare la galera cubana e trasferire detenuti e processi sul suolo patrio, addirittura a New York per trattarli come mariuoli internazionali invece che come combattenti determinati a distruggere l'America, gli americani sono più concreti e seri. Così, anche se i Democratici controllano il Senato con 55 voti contro 45, ieri l'altro è passata, per 54 a 41, una misura che vieta al governo di insistere con i suoi piani di trovare una prigione sul territorio Usa per piazzarci i terroristi. E la motivazione, banale e pratica, è che "la sede di Guantanamo Bay è equipaggiata singolarmente bene, con una prigione di livello eccellente per trattare i terroristi", come ha spiegato la senatrice repubblicana del New Hampshire Kelly Ayotte, prima firmataria dell'emendamento che nega i finanziamenti per studiare e pianificare la costruzione di una galera alternativa negli Usa. "L'amministrazione pensa di chiudere Guantanamo, ma il popolo americano non vuole che terroristi stranieri del tipo di Khalid Sheik Mohammed siano portati qui", ha aggiunto la senatrice. Pur in minoranza al Senato, il GOP si è tirato dietro un buon numero di senatori democratici moderati e con la riconferma a rischio nel 2014, che evidentemente non vogliono passare, davanti agli elettori del proprio stato, per sostenitori della volontà di Obama di chiudere Guantanamo. 

La mozione è venuta come immediata risposta ad una notizia, diffusa in esclusiva da Fox News, secondo cui la senatrice Dianne Feinstein, democratica liberal della California, aveva commissionato uno studio federale per valutare la fattibilità dell'operazione. Il rapporto aveva concluso che, ovviamente, chiusura e trasferimento sono possibili sul piano tecnico, e come non potrebbero? Ciò che non esiste, però, è la fattibilità politica dell'idea, che è respinta da una larga maggioranza di americani nei due partiti e in tutto il Paese. 

Oltretutto, avete notato, anche dai giornali italiani, che il "problema", o "scandalo", o "vergogna", o "inciviltà", o "immoralità", o quello che volete voi (whatever, dicono qui) dell'esistenza stessa di Guantanamo è sparito, svanito, scomparso, dissolto? Da quando non c'è più Bush, e al suo posto c'è il comandante in capo buono, umano, premio Nobel, e, nelle misurate parole di Jamie Foxx, "our Lord and Savior Barack Obama" ("nostro padrone e salvatore Barack Obama"), Gitmo è diventato il Club Mediterranee. Non sarà, forse, che il trattamento disumano dei prigionieri a Guantanamo non è mai esistito neppure sotto i generali di Bush? Galera era, e galera è. E per terroristi da guardare a vista, ma con tanto di pasti per la dieta islamica, con i tappetini e i corani, e il traffico degli avvocati che sembra Times Square. Ah, per chi fosse sfuggito, il regime del carceriere buono, Obama, ha anche avuto il suo bel suicida qualche settimana fa in una cella di Guantanamo, ma non è andato in prima sul New York Times e quindi non potevate certo leggerlo neppure in prima pagina in italiano, o come apertura dei tg. 

twitter @glaucomaggi

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Commenti all'articolo

  • franziscus

    01 Dicembre 2012 - 20:08

    non si cambia nulla, a parte il nome della prigione. Non la si chiama più Guantanamo ma le si dà un bel nome, per esempio Disneyland. Così Guantanamo non esiste più. Comunque è giusto che resti e venga anche ampliata.

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