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Lo scandalo

L'ordine ai soldati Usa: "Non offendete i talebani"

Niente commenti sugli afghani, non citare i diritti delle donne e degli omosessuali: ecco i consigli del nuovo manuale in dotazione ai militari americani. Ma i vertici si sono ribellati

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

L'ordine ai soldati Usa: "Non offendete i talebani"

di Glauco Maggi

Tutto cominciò nel 2009 con l'epurazione del termine "atti di terrorismo islamico" dal materiale ufficiale del Dipartimento della Sicurezza Nazionale di Janet Napolitano, poco dopo che il neoeletto Barack Hussein Obama la nominò ministro e le diede istruzioni di "correttezza politica". Al suo posto i solerti funzionari coniarono gli "eventi causati dall'uomo", ma era un'espressione tanto ridicola che non riuscì a imporsi nella cronaca della realtà degli anni successivi,  zeppi di atti di terrorismo nel mondo, e sempre ad opera di musulmani. Ora gli scribacchini del Pentagono hanno redatto un manuale di guida su come comportarsi con la popolazione, con i Talebani, e con i "colleghi" militari della polizia e dell'esercito di Kabul. Alla base del testo c'è un'idea distorta, che è tipica della filosofia liberal sposata da Obama: accusare gli Usa di tutte le colpe nei rapporti con gli altri, che sono sempre vittime a prescindere, così da giustificare chi attacca e uccide gli americani: dai 3mila delle Torri Gemelle dell'11/9/2001 al povero ambasciatore libico Chris Stevens ucciso l'11/9/2012 tutti, in fondo, se la sono un po' cercata. Ci sono stati finora quest'anno 63 militari Usa ammazzati da poliziotti e soldati afghani? La colpa è dell’ignoranza dei marines della "cultura" locale: non  conoscendo e non rispettando la mentalità della gente, la offendono e ne provocano, nei soggetti più "sensibili", la furia omicida. "Una migliore consapevolezza e comprensione della cultura afghana aiuterà il soldato ad essere un miglior partner e a evitare conflitti culturali che portano alla violenza", si legge nel testo.

Di qui le 75 pagine di consigli che, se applicati, secondo gli estensori sarebbero una polizza sulla vita dei soldati. "Molti dei contrasti capitano per l'ignoranza o per la mancanza di empatia verso le norme della cultura musulmana e/o afghana, e il risultato sono le violente reazioni dei membri delle forze di sicurezza afghane", ha riportato ilWall Street Journal che ha avuto accesso alla bozza del manuale. Lo studio, basato su interviste con 600 poliziotti locali e con 200 soldati americani che mostrano l'abissale scontro di vedute tra i due mondi, si conclude con avvertenze di resa ai militari Usa. In sostanza, devono evitare di toccare gli argomenti tabù, di cui viene fornita una dettagliata lista nera: "Mai fare commenti offensivi sui Talebani", "non esporsi a difendere i diritti delle donne", "evitare ogni critica della pedofilia", "non indirizzare critiche contro gli afghani", "mai menzionare l'omosessualità o ogni condotta omosessuale", e "non citare nulla in relazione all'Islam".   

Gli attentati e gli attacchi letali alle forze della coalizione da parte di personale in divisa afghana, insomma, non sarebbe un problema di infiltrazioni dei Talebani, ma di galateo linguistico, anzi di prevaricazione della cultura occidentale su quella locale, diversa e da rispettare in ossequio al multiculturalismo ideologico anche se mascherato da precauzione "operativa". L’anticipazione del testo uscita sul Wall Street Journal, con il coro di critiche che ha subito scatenato, potrebbe però ora far cestinare il manuale. Il comandante in capo dei marine in Afghanistan, John Allen, l'ha bocciato senza mezzi termini. "Non lo sponsorizza e ha respinto la richiesta di fare la prefazione", ha detto l'ufficiale suo portavoce. "Non approva i suoi contenuti". 

Ancora sotto inchiesta, nell'ambito dello scandalo Petraeus, per la relazione via email con una faccendiera della Florida, Allen con questo rifiuto si è magari scavato la fossa, ma ha compiuto un gesto d'orgoglio difendendo l'esercito dal virus della politica corretta. O dal ridicolo, che spesso è la stessa cosa. 

twitter @glaucomaggi

 

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Commenti all'articolo

  • pcnewsystems

    18 Dicembre 2012 - 18:06

    Oh, cavolo, come sono suscettibili questi pacifici e civili talebani...non ricordiamogli che sono culturalmente arretrati a causa dell'Islam, e lo restaranno per sempre....altrimenti si incavolano, e ci vengono a conquistare, coi ventri delle loro donne, come in effetti già hanno iniziato a fare.

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  • franziscus

    17 Dicembre 2012 - 18:06

    dovrebbe essere costretto in modo "politically correct", cioè a calci in culo, a mangiarsi tutto l' opuscolo.

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