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Complimenti per la trasmissione

Bear Gryll il mangiascarafaggi: un eroe dei nostri tempi

Vizi e virtù dell' "Ultimo sopravvissuto"

Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...
bear grylls buongustaio

Nei grandi circhi del ‘700  il francese Tarrare “Bom Bom” (dal rumore del suo tonante processo digestivo) era chiamato “il polifago” per la voracità e la capacità di ingollare qualsiasi cosa: gatti vivi, orologi, monete, spazzatura, lampade ad olio, perfino –dicono- arti di cadaveri in guerra. Il suo intestino era l’immensa discarica di un secolo devastato.
Oggi la storia di Bom Bom Tarrere mi torna in mente a vedere Edward Michael Grylls, 38 anni, Capo Scout, ex membro delle Forze Speciali Irlandesi noto come Bear Grylls; il quale, infiliatosi di notte in una palude del Guatemala, tra le fauci di un caimano, afferma: “Fare il pieno di energie è molto importante per il morale…” e, dicendolo, si pappa vermi vivi, scarafaggi e larve giganti. Protagonista del programma Ultimate Survival-L’ultimo Sopravvissuto (su Discovery Channel di Sky, ma anche, random, su Italia 2 in Man vs. Wild oltrechè su Youtube) questo tizio con l’aria da perito assicurativo insegna a “vivere nelle condizioni più estreme nei posti più pericolosi della Terra”, buttandosi da cascate di 70 metri; costruendo a mani nude igloo che sembrano motel in Patagonia; gettandosi nelle (finte) auto in fiamme per salvare (finti) turisti da morte certa. Ma queste sono cosette che sapeva fare, anni fa, anche Chuck Norris.
Grylls è oltre. La sua vera specialità è sopravvivere dissezionando, in modo creativo, animali. In una puntata nel Sahara, per dire, l’uomo s’imbatte in un cammello morto –capita a tutti, no?- ; da lì l’ideona di scuoiarlo davanti alla telecamera, dissetarsi con uno dei due stomaci, cavargli le viscere e usarlo come tenda contro l’escursione termica notturna.  Un’altra volta Bear per sopravvivere al freddo irlandese, sventra una pecora e ci fa un sacco a pelo, non prima d’averne divorato il cuore crudo, ricco di proteine. Non vi dico cosa s’inventa col sangue con gli escrementi degli ornitorinchi. “Certo, bisogna vincere il disgusto, però poi ci si abitua…”, sostiene Bears come si rivolgesse a un elettore ciociaro che si trovasse in lista ancora Fiorito; anche se sono convinto che, per abituarsi a tali nefandezze spacciate per lezioni di vita, il suo cameraman deve avere con sé derrate di Plasil, o essere cieco. Intendiamoci: Gryll, cattolico, diplomato a Eton e laureato a Londra, non è un pirla. Ma ai miei tempi sarebbe finito sotto cura per sospetto esaurimento. Oggi è il vero eroe televisivo.

 

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