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La Rai Montizzata

No, non è la Bbc. Questa è la Rai del "sobrio" Monti. Che vede solo il premier

Il professore occupa tutti gli spazi. Alla fine tocca alla Vigilanza mettere un freno alla bulimia da video di superMario

Varato il regolamento dalla par condicio che si applica anche al presidente del Consiglio  uscente
Enrico Paoli

Enrico Paoli

Toscano di nascita, ma romano di adozione (e vocazione) ha iniziato a "imbrattare" pagine al Tirreno di Livorno, scrivendo di sport e spettacoli, passando poi alla Nazione di Firenze. Prima di approdare al Giornale, (edizione toscana) si è divertito lavorando in radio (una passione che non accenna a diminuire nonostante gli anni). A Libero sono arrivato quasi dieci anni fa, per "colpa" di Feltri, transitando per la cronaca di Roma, che ho guidato sino al 2007. Da allora ad oggi politica e Rai.... quanto basta per non annoiarsi....

enrico.paoli@liberoquotidiano.it

Mario Monti

Il premier non potrà più andare in televisione quando vuole lui

Quando è troppo è troppo. Perché se anche il “sobrio” presidente della commissione di Vigilanza sulla Rai, Sergio Zavoli, arriva a parlare di «sgarro» da parte dei direttori Rai circa la debordante presenza in tv dell'ex “sobrio” premier Mario Monti - che non cita esplicitamente, ma è evidente che si riferisce a lui, essendo stato ospite ieri, per la seconda volta in tre settimane, a Uno mattina - significa che la situazione non è seria, ma grave. Talmente grave da aver indotto i vertici dell'azienda di viale Mazzini, a partire dal direttore generale Luigi Gubitosi, scattante e solerte quando si tratta del Cav, distratto se c'è di mezzo Monti, a bloccare l'apparizione del presidente del Consiglio a “Domenica In”, dopo essere stato chiamato in causa da Paolo Bonaiuti, il poportavoce di Silvio Berlusconi.

Va bene la Rai montizzata, anzi deberluconizzata come dicono a viale Mazzini, ma c'è un limite anche per l'ossequio. Soprattutto quando si viene presi con le mani nella marmellata e chiamati a chiarire, come ha chiesto Zavoli, in che modo «i direttori di reti e testate decidono come formulare gli inviti», sottolineando che «c'è un atteggiamento recidivo e inquietante» e che «lo sgarro è palese e grave». Soprattutto per un'azienda che si vanta di essere servizio pubblico, e non una tv privata.

Fatto è che il premier, folgorato sulla via dell'etere, domenica sarebbe dovuto essere l'ospite principale di Massimo Giletti, conduttore de “L'Arena” su Rai Uno, nello stesso spazio che ha visto protagonista Silvio Berlusconi due domeniche fa. Secondo la logica dell'altalena il conduttore televisivo aveva pensato bene di offrire al premier lo stesso salotto televisivo, che garantisce un ottimo share. Vista l'approvazione del regolamento sulla par condicio da parte della Vigilanza, che imbriglia anche il presidente del Consiglio, i vertici di Rai Uno hanno deciso, invece, di tirare il freno a mano. Il dispositivo varato dalla commissione bicamerale, infatti, ha introdotto una novità sostanziale. Il regolamento vale anche per il presidente del Consiglio dimissionario Monti, il quale deve sottostare alle regole della comunicazione politica come tutti gli altri. E le funzioni di presidente del Consiglio andranno dimensionate, nel periodo di par condicio, alla stretta attualità.

Peccato che Monti, nell'arco di queste settimane, non ha occupato solo il salotto televisivo della Rai, ma si è preso tutta la casa, trasformando i direttori Rai, sia di rete che di testata, in domestici. E poi criticano tanto Barbara D'Urso, la conduttrice di “Domenica Live” su Canale 5, accusata di essere stata troppo compiacente con l'ex presidente del Consiglio. Al confronto è stata una leonessa. Perché Monti, nel giro di tre settimane, è stato ospitato due volte da Uno Mattina, contro l'unica presenza di Berlusconi. Al quale è stata sbattuta la porta in faccia quando era emersa la notizia di un possibile ritorno a Porta a Porta, il programma di Rai Uno condotto da Bruno Vespa. Eppure a Monti è stato concesso tutto.

Rapido flash back. Il 23 dicembre la Rai manda in onda l'intera conferenza stampa del presidente del Consiglio. Due ore di televisione pagate dal contribuente. Non contento del megaspot, il “sobrio” professore lo stesso giorno chiede, e ottiene, ospitalità da Lucia Annunziata su Rai Tre. “In mezz'ora”, titolo e tempo del programma, Monti rispiega agli italiani ciò che ha detto al mattino. Una ripetizione necessaria, volendo coprire la partecipazione di Berlusconi a “Domenica In”. Passate le feste si ritorna in pista. Prima “Radio anch'io”, storico programma di Radio Rai e poi il bis a Uno Mattina, segno che la prima fascia della giornata è quella preferita dal professore.

Al quale non fa difetto la tattica e un uso sapiente di una Rai prona ai suoi voleri. Il caso da manuale si verifica il 28 dicembre. Il Tg1 diretto da Mario Orfeo, indicato da Casini e molto gradito al presidente del Consiglio, ha in agenda un'intervista con Berlusconi, visto che Monti ha convocato un'altra conferenza stampa di fine anno. Peccato che l'incontro con il premier finisca poco prima delle venti, giusto in tempo per far saltare l'intervista con il Cavaliere. In termini di minuti lo spazio dedicato all'inquilino di Palazzo Chigi supera abbondantemente quello concesso a Berlusconi. Al quale non reste che dedicarsi alle tv private e a Michele Santoro. Lunedì sarà ospite di Klaus Davi, conduttore sul Web di “Klauscondicio, «non volendo lasciare la Rete in mano al professore», spiega il Cav. Giovedì 10 gennaio, invece, sarà ospite di “Servizio Pubblico”, il programma de La7 condotto da Michele Santoro. Il nemico di sempre, oggi utile alleato per sbarcare in prima serata. Perché nella Rai montizzata non si può, mentre Monti può invadere anche La7. Stasera il “sobrio” professore sarà ospite di Lilly Gruber a “Otto e mezzo”.

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Commenti all'articolo

  • sparviero

    03 Febbraio 2013 - 14:02

    tanto il risultato non cambia. Purtroppo qualcuno lo voterà, sua moglie, la figlia, il genero e pochi altri. Insomma tutto molto sobrio

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