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Complimenti per la trasmissione

Cash Taxi e Marco Berry:
a Torino usate i mezzi pubblici...

Il nuovo quiz di La7 con l'ex iena

Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...
marco berry

Da qualche tempo, quando vado a Torino, non prendo il taxi, perchè ho il sacro terrore che mi carichi su Marco Berry.

Berry, che oggi conduce su La7 Cash Taxi (sabato e  domenica , ore 20.30), è quell’ex prestigiatore ed ex iena che è anche il sosia della star degli action movie Jason Staham; ed è uno talmente infervorato che, ogni volta che parla in camera urla e sembra sempre sul punto di prendere a testate l’operatore. Ora, Berry s’è inventato questo quiz in cui indossa i panni del tassinaro col compito di bombardare i clienti di domande spazianti dallo stupido all’ipertecnico ma mai troppo difficili, giusto per non far apparire i partecipanti degli idioti (anche se talora il fine non è raggiunto). Tu entri in quell’auto nell’ingenua convinzione di fare un viaggio normale, e di pagare secondo tariffario; e l’ansia ti assale subito. L’altro giorno, per esempio, sono saliti due ragazzi perbene, tali Mattia e Andrea, che volevano semplicemente andare da piazza Susa a piazza Vittorio. Doveva essere una tratta tranquilla. Sono stati 3,9 chilometri di profonda inquietudine in un taxi trasformato in una sorta di Christine la macchina infernale. Immaginatevi il terrificante susseguirsi delle scene. Chiusa la portiera si accendono, nell’abitacolo, un serie di luci accecanti e stroboscopiche; si accende la telecamera; Berry, in maglioncino nero da Tom Cruise, si svela ai clienti additandoli, in tono simpaticamente inquisitorio: «Questo è un quiz, ogni domanda vale dalle 20 alle 50 euro per ogni risposta giusta1 Se arrivate a destinazione vi pago io, ma se sbagliate tre volte freno e vi caccio dal taxi...!». «Vi caccio» contiene un velato sottotesto: « a calci nel culo!». I ragazzi stanno al gioco ridendo, ma s’intravede che, sotto sotto tentano d’aprire le portiere. La prima domanda è una cazzatella sullo “zero” «Qual è l’unico numero sempre uguale a se stesso...».

Però, via via che s’avvicina piazza Vittorio e aumenta la posta in gioco i ragazzi si sentono porre quesiti sul «condotto che va dalla faringe allo stomaco»; sul cameo di Jovanotti in un film di Monicelli; sui Lanzichenecchi; sulla carenza di vitamina D che produce lo scòrbuto («lo scorbùto», dice Berry ma nessuno lo contesta per paura di beccarsi un cazzotto). A due domande, sulle “pive nel sacco” e su Cuba, i ragazzi sono costretti a chiedere ai passanti e a telefonare ai genitori. Arrivai a 300 metri dalla destinazione, riescono addirittura a guadagnare 330 euro. Berry, che deve pagare di testa sua li vuole spingere a rischiare ancora per altri mille euro; ma i due riscono a fuggire. A Torino, usare sempre i mezzi pubblici...




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