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Venti di guerra

Non solo Ucraina, la guerra fredda torna a Cuba...

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Non solo Ucraina, la guerra fredda torna a Cuba...

Il mondo tiene il fiato sospeso su che cosa fara’ Vladimir Putin nella vicenda ukraina, dopo aver mandato squadre speciali ad occupare due aeroporti in Crimea, nel sud est del paese. Naturalmente John Kerry si era fatto "assicurare" da Mosca che sarebbe stata rispettata la sovranità' di Kiev dopo il cambio al vertice, ma c'era il precedente della Georgia ad "assicurare" Putin che Washington non avrebbe alzato un dito neppure questo caso, e sarebbe una clamorosissima sorpresa se non fosse cosi'. Qualche condanna verbale, e la vita continua. Obama e' ancora li' che si illude che Putin lo aiuti in Iran frenando la corsa di Teheran al nucleare e in Siria contro Assad che stermina gli oppositori e finge di distruggere il suo arsenale chimico. Tanto e' il "pacifismo strategico di Obama", che il protettore di Edward Snowden si e' fatto baldanzoso e ha spostato la “confrontation” russo-americana nell’Atlantico, al sole dei Caraibi, a 90 miglia dalla Florida. Mentre le truppe russe premono e sfondano sul confine ukraino, insomma, una nuova scena di tensione dal sapore di Guerra Fredda si e’ aperta nel porto di l’Havana, a Cuba, dove e’ arrivata una grande nave-spia russa, la Viktor Leonov CCB-175, di quasi 100 metri. A sorpresa, e senza che i media o le autorita’ cubane o russe abbiano dato anticipazioni ne’ informazioni sulla natura della missione, come invece era sempre avvenuto dopo il “disgelo” storico tra le due superpotenze nelle visite precedenti. La nave, della categoria “Meridian Class Intelligence”, in sostanza un vascello-spia, e’ da oggi alla fonda nel porto della capitale castrista, non lontano dalla Cattedrale Russa Ortodossa, nel molo che ospita di solito la grandi navi da crociera. Entrata in servizo nel 1988 nel Mar nero, ha un equipaggio di 200 marinai e porta cannoni con prioiettili da 30 millimetri e missili anti-aerei.
La Russia, dissolta e travolta dalle difficolta’ finanziarie negli anni 80, dovette ritirare la costosa tutela a Fidel, ma poi le relazioni sono riprese di pari –passo con le ambizioni “imperiali” del nuovo zar Vladimir. Forse ci sono questioni bilaterali, comunque tenute per ora segrete, tra l’Havana e Mosca nella venuta della nave da guerra proprio in questa settimana. Ma la misteriosa missione avviene pure in un periodo di grandi difficolta’ per il piu’ stretto alleato di Cuba nell’America Latina, il Venezuela, i cui rapporti con Putin sono molto stretti, e solidificati da acquisti di armi e petrolio. Da una decina di giorni Caracas, la capitale del paese governato dal socialista Nicolas Maduro con il pugno di ferro ereditato dal predecessore Hugo Chavez, e’ teatro di manifestazioni di studenti e oppositori che protestano per le povere condizioni di vita, anche a rischio della vita: i morti sono stati circa un a decina e oltre 150 i feriti. Il regime e’ appeso alla lealta’ dei generali dell’esercito venezuelano, che finora appare solida e garantita. Ma la nave da guerra dell’amico moscovita di Maduro nelle acque della regione centro-americana manda un segnale inequivoco di “presenza”. Intimidatoria verso l’America di Obama che tifa, sia pure sommessamente, per la nuova Ukraina. E di sostegno a Maduro, perche’ la nuova “internazionale” degli autocrati guidata dall’ex capo del KGB non perda un pezzo importante in America Latina.

di Glauco Maggi

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