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Renzi in una scuola elementare

Evviva la canzoncina

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Evviva la canzoncina

Ma qual è lo scandalo? Mi riferisco alla canzonetta intonata dai bimbi di Siracusa all'arrivo di Matteo Renzi. Passi lo sdegno di Beppe Grillo: le accuse di fascismo fatte da un signore che pratica nel suo movimento metodi quelli sì fascisti e non in senso canoro - processi sommari, gogne ed espulsioni - sono ridicole. Ma a scandalizzarsi sono stati anche autorevoli opinionisti, per esempio Francesco Merlo, che hanno visto, nella melodia infantile, un pericoloso ritorno al trentennio, ai Balilla e agli Avanguardisti.

Il signore che si è presentato ai bambini non era solo "Matteo". E non era solo un leader politico. Era il presidente del Consiglio del nostro Paese. Il presidente del Consiglio di quei bambini, di Grillo e di Merlo. Di chi in Parlamento l'avrebbe votato e di chi no. Cosa c'è di strano se gli alunni decidono di dare il benvenuto al capo del governo, a quello che rappresenta la massima autorità dello Stato, insieme al presidente della Repubblica, con gli strumenti a loro disposizione? Sanno cantare, gli hanno fatto una canzone. Hanno saluto la massima istituzione di questo Paese facendogli una festa. E' un delitto, è un errore? A me sembra una lezione di democrazia.

I bambini sono semplici e, spesso, più intelligenti degli adulti: doveva arrivare il presidente e hanno deciso di dargli il benvenuto mostrandogli quello che sanno fare meglio. Siccome era un istituto musicale l'hanno fatto in musica. E vivaddio che, in una mentalità che ha demolito l'autorità, questi bambini hanno riconosciuto l'autorità dello Stato. Rispettarla, renderle onore, non è fascismo. E' senso dello Stato, cari Merlo e Grillo. Ma a tal punto siamo disabituati a quella che dovrebbe essere la regola di una sana democrazia, che se il premier fosse arrivato in quella scuola e una banda di ragazzini lo avesse accolto urlando "Buffone!" o "Ladro!" nessuno avrebbe avuto da ridire. Mentre se gli cantano una canzone, sono fascisti. Peraltro la canzone non l'ha scritta Renzi. Cosa doveva fare? Uscire, sgridare i bambini, redarguire gli insegnanti?

Matteo Renzi, in questi giorni, ha molte cose da spiegare: il ritardo sulla legge elettorale, il cedimento ad Alfano sul "congelamento" del via libera al Senato, le coperture sulle riforme che ancora sono avvolte nella nebbia, la scelta dei sottosegretari assai discutibile. Facciamogli le pulci su questo, non prendiamocela con dei bambini che fanno solo i bambini.

 

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Elisa Calessi

Elisa Calessi

Elisa Calessi nasce a Ferrara e studia a Bologna dove si laurea in Lettere Classiche. Voleva fare la latinista, poi la vita le ha fatto incrociare una redazione. E ha scoperto che la sua passione era il presente. Inizia alla Nuova Ferrara, poi al Resto del Carlino. Nel giugno 2000 arriva a Libero, dove è assunta e partecipa alla fondazione del quotidiano. Nel 2001 arriva a Roma dove diventa cronista parlamentare. Ha lavorato per un programma su Rai Due, ne ha condotto un altro su Red Tv. Partecipa come opinionista a vari talk show politici. Soprattutto scrive di politica.

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