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Diari d'America

New York, De Blasio: il suo programma "rosso" è un flop

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

New York, De Blasio: il suo programma "rosso" è un flop

Aveva detto il sindaco Bill de Blasio, ebbro della vittoria elettorale con il 75% dei voti, “ho un mandato chiaro, ed e’ quello su cui ho basato la mia campagna”. Poi e’ partito lancia in resta e ha aperto tre fronti classici e ideologicamente DOC, si e’ illuso Bill, in sintonia con l’anima ultraliberal della Grande Mela . Ai redistribuzionisti socialisti e anti-ricchi ha “offerto” l’aumento delle tasse per i redditi oltre i 500mila dollari, con cui finanziare il programma di asili pubblici per bambini da 4 anni in su; agli animalisti-verdi ha garantito che avrebbe eliminato il servizio delle carrozze trainate dai cavalli a Central Park, sostituendo i poveri e sfruttati quadrupedi con trenini elettrici; ai maestri e al personale sindacalizzato delle scuole pubbliche cittadine ha pagato il “debito” del sostegno in voti e denaro durante le primarie democratiche e nei seggi a novembre con la chiusura di tre charter schools (scuole pubbliche senza union, ottime per i risultati accademici e diffuse nei quartieri ghetto di Harlem, di Brooklyn e del Bronx, e frequentate da neri e ispanici). De Blasio, convinto che una citta’ popolata da liberal come ce ne sono poche si sarebbe schierata compatta a sostegno del suo programma da “comandante ex sandinista”, ha gia’ sbattuto la faccia contro la realta’. I newyorkesi sono liberal ma non fessi, cioe’ hanno buon senso come quando elessero Giuliani per spazzare la criminalita’. Cosi’, tre mesi scarsi dopo l’insediamento a City Hall, il fresco sondaggio di 3 giorni fa della Quinnipiac University tra i cittadini registrati al voto ha bocciato senza mezzi termini le sue “cose di sinistra”, e gli ha dato un voto di popolarita’ imbarazzante per un sindaco arrivato sull’onda di un consenso quasi plebiscitario nelle urne: solo il 45% lo giudica favorevolmente dopo 80 giorni di governo, con un distacco di 17 punti dal 62% che approvava il ‘conservatore businessman’ Mike Bloomberg alla corrispondente data del suo primo mandato. Bill dimentica che solo il 18% circa degli aventi diritto ha messo la crocetta sul suo nome, con oltre l’80% di “assenti” alle urne.
La scivolata nella stima generale per de Blasio non stupisce, quindi, se si considerano le bocciature sonore delle sue tre prime mosse. Alla domanda del sondaggio se New York deve alzare le tasse ai redditi sopra 500mila dollari per pagare gli asili, oppure se deve usare i fondi statali che il governatore Andrew Cuomo ha gia’ promesso, il 54% ha risposto “con fondi statali esistenti”, e solo il 35% ha detto “con aumenti di imposte”. Sul futuro delle charter schools, alla domanda se vanno aumentate, o se vanno mantenute al livello attuale, o se vanno diminuite, il 40% e’ a favore di crearne di nuove, il 39% pensa di mantenere le attuali senza chiuderne nessuna, e solo il 14% vorrebbe diminuirne il numero. Terzo bagno, le carrozze a cavallo. Attaccando la settantina di cocchieri con la licenza municipale, il sindaco, che era stato ben foraggiato dalle organizzazioni di tutela degli animali come la Peta, pensava ad una passeggiata nel parco: invece meno di un votante su quattro, il 24%, e’ con lui sull’idea della abolizione del servizio, mentre il 64% crede che le carrozze non siano da vietare.
Insomma, tre “affondi” del sindaco rosso che lo stanno affondando: sulle tasse e’ destinato a perdere, battuto dal governatore del suo stesso partito, Cuomo; sulle charter school dovra’ rimangiarsi la chiusura delle tre Success Academy, e trovare il modo di far continuare le loro attivita’; sui cavalli da mandare in pensione, di fatto al mattatoio, si e’ ritrovato contro anche le union dei servizi, che sostengono i cocchieri e il loro piccolo sindacato, e la partita e’ apertissima.

di Glauco Maggi

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