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Diari d'America

New York, boom di senzatetto: 40mila persone stremate dalla povertà

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

New York, boom di senzatetto: 40mila persone stremate dalla povertà

New York. Mentre il vecchio sindaco Bloomberg lasciava il posto a City Hall al nuovo, Bill de Blasio, la citta’ ha superato per la prima volta la soglia dei 40.000 senzatetto ospitati nei dormitori comunali: ora sono oltre 41mila, e la meta’ circa sono minorenni. La lettura da sinistra e’ che la poverta’ e’ inarrestabile, e colpisce anche la “citta’ che non dorme mai”, dove pero’ cresce il numero dei “barboni”, soli o con famiglia, che invece il letto lo cercano, e lo trovano gratis, a spese dei contribuenti. Tutto giusto, ci mancherebbe che i miliardari liberal e i miliardari conservatori, sui due versanti West e East di Central Park, non convergessero nell’assistenza ai bisognosi: i primi propugnando politiche finanziate dal pubblico, i secondi fondando enti filantropici di carita’ mirata. Il sindaco democratico ha nominato un nuovo commissario per i senzatetto che come prima misura, un paio di settimane fa, ha rimosso 400 bambini da due dormitori, l’Auburn Family Residence di Fort Greene, a Brooklyn, e quello di Catherine Street, a Lower Manhattan. Gli ispettori avevano giudicato i locali inadatti ai minori perche’ non abbastanza caldi e infestati da parassiti, con cibo avariato, muffa sulle pareti e rischi di incendio, e frequentati da persone violente e molestatori sessuali. “Il grande insormontabile problema con queste due sedi”, ha detto Bonnie Stone, che guida da 31 anni una organizzazione no-profit che ospita e ricolloca famiglie povere, “e’ che hanno bagni e cucine comunali comuni, e cio’ significa nessuna privacy famigliare”.
C’e’ pero’ poi anche una lettura da destra del fenomeno dell’espansione del servizio, ed e’ stata offerta dallo stesso Bloomberg prima di lasciare la questione a de Blasio: in soldoni, i “clienti” dell’ Hotel per Homeless “La Grande Mela” sono cosi’ soddisfatti del trattamento che il passa parola crea il tutto esaurito ogni notte, e soprattutto la necessita’ di sempre piu’ letti. “Abbiamo reso migliore il nostro sistema di dormitori al punto che, quando la gente si trova dentro, fortunatamente o sfortunatamente a seconda dell’obiettivo che uno ha, la sua esperienza e’ diventata piu’ piacevole di quanto mai sia stata in precedenza. Quando entrai in servizio 12 anni fa era un abominio. La gente era sbattuta in giro tutta la notte, i bambini dormivano sulle panche. Niente di tutto cio’ c’e’ oggi, e quindi c’e’ meno pressione per andare via”, ha detto Bloomberg. “A New York City i contribuenti pagano alle famiglie bisognose l’ assistenza sanitaria, la cura dei figli, l’addestramento per un lavoro, servizi di consulenza e di collocamento e una temporanea fornitura di denaro contante. Dovremmo fermarci qui? Per niente. Ma se uno e’ povero e senza casa sta meglio a New York che in qualunque altro posto”. A causa di una legge locale a dir poco generosa l’ospitalita’ e’ data a tutti i richiedenti, anche a chi non risiede legalmente in citta’, e tantomeno negli USA: del resto, persino alla polizia municipale e’ impedito di verificare se una persona, che non ha commesso un crimine, abbia il visto regolare per stare in America. L’amministrazione precedente aveva un piano, contrastato dal consiglio comunale, con l’obiettivo di far risparmiare 4 milioni annui alle casse pubbliche: prevedeva l’obbligo, per gli “ospiti”, di dimostrare di non avere alternative di soggiorno. Il 60% degli attuali “senza casa” che vivono nelle residenze pubbliche, infatti, aveva prima un letto, in famiglia o presso parenti o amici, che ha deciso di abbandonare per trasferirsi sotto l’ala del municipio. “E’ onesto dire che New York ha fatto piu’ di ogni altra citta’ per ospitare i senzatetto, e dovremmo essere orgogliosi di questo”, aveva detto qualche tempo fa Bloomberg, in risposta ad una serie di articoli dedicati dal New York Times alla storia triste di una bambina, Dasani, che ha vissuto per quasi l’intera infanzia in un ospizio prendendosi cura dei fratellini. “La sua situazione e’ estremanente atipica. In media le famiglie homeless stanno meno di due anni nei dormitori e hanno qualche impiego saltuario: non nel suo caso”.

di Glauco Maggi

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