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Tecnologia taroccata

Più Mela non si può

La rivincita del "design di pancia"

Mentre Apple mira al minimalismo estremo no-logo, il popolo risponde con un lettore di mp3 che eleva al cubo la forza del suo logo.

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Più Mela non si può

Mentre Apple mira al minimalismo estremo no-logo, il popolo risponde con un lettore di mp3 che eleva al cubo la forza del suo logo.

Potrei chiamarlo “metadesign”, ma il termine non mi soddisfa. Servirebbe una parola composta che esprima questo concetto: «Ti offro in un oggetto tutta la soddisfazione che dà l’esposizione del marchio attraverso un prodotto che quel marchio non ha prodotto e non vorrà mai produrre». Purtroppo l’italiano non è lingua sintetica e i neologismi composti trasmettono sempre un senso di fastidio da testo di Massimo Cacciari o giovani seguaci.
Lasciamo allora perdere subito “metadesign” che ricorda troppo le elucubrazioni di certi blogger che girano con il Manabile di filosofia in tasca. Chiamiamolo “design di pancia”, una branca del “glamour di pancia”. Perché da lì proviene quella sensazione di sazietà in chi, esponendo l’oggetto, concretizza la sua convinzione di essere parte di uno dei Grandi Universi del Glamour. Che sono sempre i soliti: la moda, il design, i motori, la tecnologia, il sesso, la televisione.
Certi jeans con stampigliato sulla coscia il marchio enorme D&G non sono mai stata prodotti da Dolce & Gabbana, però soddisfano il “fashion di pancia” che si pasce sui banchetti clandestini più di qualunque capo originale. I cappellini con il logo LV che non sono mai stati prodotti dalla Louis Vuitton procurano lo stesso effetto. Prendere parte a un truffaldino provino a pagamento per l’ennesima edizione del Grande Fratello non produrrà alcun risultato, se non l’illusione di essere stati parte del Grande Universo Televisivo con la relativa sensazione di sazietà.
La politica di Apple nel campo del design è attualmente volta all’eliminazione del marchio e del segno in generale. Sugli iPhone 5s hanno tolto anche il quadrato sul tasto home, l’unico segno identificativo presente sul corpo del telefono più famoso del mondo. E dai nuovi MacBook Pro è scomparso anche il nome del prodotto che fregiava la base dello schermo. Impossibile, soprattutto in questo momento, la produzione da parte di Apple di un oggetto come quello mostrato nelle foto.
Il fruitore del “design tecnologico di pancia” proverà un estremo godimento nell’esporre questo iPod taroccato che però supera nelle intenzioni il prodotto originale in quanto moltiplica all’infinito il valore del simbolo (la mela) facendolo coincidere con la forma del prodotto stesso. Come dire: il mio iPod è un Apple originale perché ha la forma della Mela e non di una banale figura geometrica facilmente confondibile con mille altre imitazioni scadenti Made in China.
Questo iPod, con la sua confezione perfettamente emulativa dell’originale, diventa alla fine, come tutti i prodotti del “glamour di pancia”, più Apple della vera Apple. A coronare l'assurdità sublime dell'oggetto è il fatto che non può essere usato con i computer Mac. Non lo riconoscono quando lo si collega. Se nonostante questa pecca desiderate possederlo, lo trovate in libera vendita sul banchetto di un ragazzo pakistano nei pressi della fermata Brenta della metropolitana milanese.

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Tommaso Labranca

Tommaso Labranca

Tommaso Labranca ha pubblicato diversi libri, ha collaborato con tv e radio, scritto per alcune testate anche se adesso lo fa solo per Libero. Non trascorre i weekend nelle città medievali, non si mette in coda per visitare le grandi mostre, ha un’avversione per l’impressionismo e per i poster con i Girasoli di Van Gogh: il curriculum ideale per curare un blog sull’arte

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