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Indignazione bipartisan

Ma non si chiamava "arte bolognese"?

È l'Italia delle 3 i: ignoranza, ipocrisia e inglese (conosciuto malissimo)

A Bologna un video del 1993 di un'artista statunitense scandalizza inutilmente i politici di ogni schieramento.

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Ma non si chiamava "arte bolognese"?

A Bologna un video del 1993 di un'artista statunitense scandalizza inutilmente i politici di ogni schieramento.

L’arte si può dividere in due grandi periodi: l’era in cui cui l’artista faceva di tutto per compiacere e l’era in cui l’artista fa di tutto per dispiacere. Già l’uso dei tempi verbali dovrebbe far capire quale dei due momenti viviamo.
Sono 150 anni da quando Le déjeuner sur l’herbe di Manet fu rifiutato dal Salon ufficiale. E sono 150 anni che l’artistume ha il desiderio di scandalizzare, convinto che il genio sia tale solo se reietto. Che stupidini i rifiutati dal Salon! Mettersi a épater le bourgeois proprio nel momento in cui la borghesia prendeva sempre più il potere ed era affamata di pessima arte decorativa con cui riempire le pareti delle proprie magioni. Quanti rivoluzionari per moda si sarebbero arricchiti sfornando marine e ritratti invece che simulare l’avanguardia. Quello che però davvero stupisce è che dopo un secolo e mezzo ci siano ancora borghesi che si sbalordiscano.
Come quelli di Bologna che si sono inalberati per un video dell’artista statunitense Cheryl Donegan mostrato a Palazzo d’Accursio in una di quelle manifestazioni inutili sino dal titolo: Golosi, arte e scienza del gusto.
La Donegan è una signora di 52 anni che ha sempre amato scandalizzare. In un suo video del 1992, Kiss My Royal Irish Ass (letteralmente: Bacia il mio regale culo irlandese) l’artista disegnava dei trifogli, simbolo dell’Irlanda, sedendosi su fogli di carta dopo aver intinto le chiappe nella vernice.
Nel 1993 produsse invece questo video in cui beve da una tanica del latte, agendo su una cannuccia come si trattasse di sesso orale. Il titolo del lavoro specifica bene l’oggetto: Head. Ma forse gli organizzatori della mostra hanno una limitata conoscenza dell’inglese e credono che head significhi solo testa. Invece nello slang significa anche pompino.
Viviamo l’era degli artisti che vogliono dispiacere, ma anche l’era delle grandi intese. Ed ecco che l’indignazione di fronte a questo video è stata bipartisan. «La signora che si dà al sesso orale con il latte, fondamentale per capire i sapori alla scienza in piazza, mostra ideata per bambini. Siamo alla frutta». Questo l’illuminato parere di Valentina Castaldini del Nuovo Centrodestra. «Ecco cosa vedono i nostri figli quando fanno le gite in Comune», insiste Marco Lisei di Forza Italia. E Tommaso Petrella e Raffaella Santi Casali, politici bolognesi del Pd invocano la censura sull’opera perché scandalizza le scuole in visita.
Mi pongo due domande. La prima è: che preparazione artistica ha il curatore di questa mostra se ha inserito un’opera con quel soggetto e quel titolo in una esposizione dedicata all’alimentazione?
La seconda: possibile che Lisei, Castaldini, Petrella e Santi Casali non ricordino i loro giorni delle scuole medie, le continue battute sul sesso che si fanno in quegli anni? O sono davvero così avulsi dal mondo da credere che le tredicenni truccatissime e coprolaliche che girano senza sosta nei centri commerciali siano tutte mariegoretti en déguisé?
È dal 1863 che gli artisti cercano di scandalizzare i borghesi. Fatica sprecata. Nemmeno tra altri 150 anni riusciranno a distruggere certi muri di ignoranza e ipocrisia.

 

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Tommaso Labranca

Tommaso Labranca

Tommaso Labranca ha pubblicato diversi libri, ha collaborato con tv e radio, scritto per alcune testate anche se adesso lo fa solo per Libero. Non trascorre i weekend nelle città medievali, non si mette in coda per visitare le grandi mostre, ha un’avversione per l’impressionismo e per i poster con i Girasoli di Van Gogh: il curriculum ideale per curare un blog sull’arte

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