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Diari d'america

Il bilancio di Paul Ryan e la sfida per il 2016...

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Il bilancio di Paul Ryan e la sfida per  il 2016...

Paul Ryan, deputato del Wisconsin, ha rivelato ieri 1 aprile il suo ultimo piano di bilancio come presidente della Commissione Budget della Camera, che l’anno prossimo lascera’ per occupare la posizione da leadar nella ancora piu’ influente Commissione delle Tasse (Ways and Means Committee). La sua proposta di legge “decennale” non ha alcuna chance di essere approvata quest’anno dal Congresso, con il Senato ancora in mano ai Democratici, ma la mossa ha l’evidente scopo di lasciare una “traccia” della sua impostazione di riforma per gli anni a venire. Ryan e’ stato il vicepresidente candidato di Mitt Romney nel 2012, ed e’ tra i tanti “chiacchierati” del GOP, possibili sfidanti nel 2016. Caratterizzarsi come un rigoroso contabile che ha idee concrete su come risolvere il problema del buco fiscale degli Stati Uniti e’ la strada che ha scelto, in realta’ inevitabile viste le sue credenziali riconosciute di “tecnico”, per rafforzare la propria immagine nel partito e tra il pubblico.

La proposta di Ryan e’ di tagliare 5.100 miliardi di dollari in un decennio per cancellare il deficit federale, anche introducendo significative modifiche all’attuale sistema delle tasse e alle spese per i programmi di welfare del Medicare (assistenza agli anziani sopra i 65 anni) e del Medicaid (assistenza a tutti i poveri sotto un certo tetto di reddito). Un anno fa, Ryan aveva aderito ad un progetto di budget bipartisan, per il 2015, sottoscritto con la senatrice democratica Patty Murray (Washington State). Nelle 100 pagine del programma annunciato ieri ha tenuto fermo il budget gia’ concordato con Murray, che prevedeva 1.014 miliardi di spesa per l’anno venturo, ma dall’anno successivo ha “accelerato” i tagli per poter centrare l’obiettivo del pareggio nel decennio. Tra le voci di bilancio di Ryan, il Pentagono avra’ un incremento del livello di spesa pari a 273 miliardi rispetto alla cifra indicata un mese fa nel bilancio della Casa Bianca. “Come Maggioranza della Camera abbiamo la responsabilita’ di indicare una visione di lungo termine per la nazione, e questo budget mostra come risolveremo le sfide piu’ impegnative: tagliando le spese superflue, rafforzando le priorita’ fondamentali e mettendo le fondamenta per una economia piu’ forte abbiamo indicato al popolo americano che c’e’ una via migliore per progredire”, ha detto Ryan. Se l’ex vice di Romney ha in mente, per se stesso, l’obiettivo strategico del 2016, la sua iniziativa odierna ha anche lo scopo di fornire una “guida” politica ai deputati e senatori repubblicani che si accingono ad affrontare la campagna del prossimo novembre. Accusato da Obama di non presentare mai idee proprie ma soltanto di fare la guerra ad Obamacare, e di contrastare le misure proposte dai democratici per aggredire la “ineguaglianza dei redditi”, prima tra tutte quella dell’aumento della paga oraria, il GOP ha deciso quindi di giocare la partita d’attacco anche sui temi del fisco, del deficit pubblico e delle riforme del welfare. Quanto ai disastri di Obamacare, i repubblicani, dai moderati centristi ai Tea Party, sono comunque tutti convinti che la riforma sanitaria sara’ una zavorra inevitabile che affondera’ le speranze democratiche di conservare il Senato.

Il budget di Ryan prevede che la spesa continuera’ ad aumentare anche nei prossimi 10 anni, ma ad un passo ridotto rispetto all’attuale: mentre le proiezioni dell’Ufficio del Budget indicano ora un incremento annuale del 5,2%, l’iniziativa di Ryan conterra’ l’incremento al 3,5% annuo. Tra le idee di riforma c’e’ una parziale privatizzazione della Medicare attraverso l’opzione di un premio individuale, mentre agli Stati sara’ affidato un budget predefinito per le spese di Medicaid, che oggi sono a carico federale e quindi, di fatto, fuori controllo perche’ gli Stati non si sentono responsabilizzati e possono sperperare.
In generale le linee della riforma del GOP puntano ad accrescere il senso di responsabilita’ dei singoli e dei governi locali, mentre da decenni, ma soprattutto negli anni di Obama, le politiche dei democratici hanno spinto sulle spese pubbliche e sulla creazione di un sistema di “dipendenze” che legasse gli elettori al carro democratico assistenzialista. Il culmine e’ stato raggiunto da Obamacare, che sta evidenziando pero’ tanti difetti e tante distorsioni da generare un rigetto da parte della grande maggioranza degli americani. E se Obamacare funzionera’ da punto di svolta a novembre, la “cura” per l’America potra’ a quel punto proprio essere il rigore fiscale e riformatore del deputato del Wisconsin.

di Glauco Maggi

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