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Penelope

Mogherini la meno amata dagli ambasciatori

Il ministro degli Esteri ha annunciato tagli ai diplomatici

Brunella Bolloli

Brunella Bolloli

Alessandrina, vivo a Roma dal 2002. Ho cominciato a scrivere a 15 anni su giornali della mia città e, insieme a un gruppo di compagni di liceo, mi dilettavo di mondo giovanile alla radio. Dopo l'università tra Milano e la Francia e un master in Scienze Internazionali, sono capitata a Libero che aveva un anno di vita e cercava giovani un po' pazzi che volessero diventare giornalisti veri. Era il periodo del G8 di Genova, delle Torri Gemelle, della morte di Montanelli: tantissimo lavoro, ma senza fatica perché quando c'è la passione c'è tutto. Volevo fare l'inviata di Esteri, ma a Roma ho scoperto la cronaca cittadina, poi, soprattutto, la politica. Sul blog di Liberoquotidiano.it parlo delle donne di oggi, senza filtri.
La più giovane alla Farnesina

Tagli in arrivo anche alla Farnesina. Tremano le Feluche, a torto o a ragione considerate una delle vere caste del potere politico. Un miraggio per molti entrare nel corpo diplomatico tanto più che, una volta passato il concorso, mal che vada può capitare una sede disagiata che, però, spesso, prelude poi ad avanzamenti di carriera notevoli nel corso degli anni. Essere ambasciatori, però, non è un mestiere che s'impara: è più che altro uno status, un talento naturale, una predisposizione dettata anche dalla capacità di adattamento in Paesi i più diversi e i più disparati. Senza contare la delicatezza di certe missioni. Comunque, arrivato il governo Renzi, sta per arrivare pure il nuovo corso per i nostri diplomatici. Il ministro degli Esteri li ha annunciati come fosse la cosa più naturale del mondo: risparmieremo 108 milioni in tre anni. E dunque, ministero in agitazione per l'annunciata scure che sta per abbattersi sul corpo diplomatico italiano. , ha detto l'esponente Pd per giustificare la sforbiciata sugli stipendi degli ambasciatori. Un annuncio che segue le polemiche, dei giorni scorsi, tra il sottosegretario alla Funzione pubblica, Angelo Rughetti, e il Sindmae, il sindacato nazionale dei dipendenti del ministero Affari Esteri, il più rappresentativo della categoria. Gli stipendi medi mensili degli 890 diplomatici italiani, inferiori alla media europea, vanno da 2500 euro dei gradi iniziali, ai 4mila dei gradi intermedi (dopo 15 anni di lavoro), ai circa 5-6mila euro dopo 25 anni di lavoro. Quando i diplomatici sono in servizio all'estero il loro stipendio si dimezza e si aggiunge un'unica complessiva indennità forfettaria variabile a seconda della sede, ma ci sono tutte le spese di rappresentanza delegate ai singoli e non pagate direttamente dallo Stato, fa sapere il sindacato. Che sul tema è molto preparato e annuncia battaglia, sebbene sia disposto a rivedere il sistema dei compensi <purché si salvaguardi un livello di tutela della sicurezza professionale e fisica pari a quello degli altri Paesi europei>. Il che comporterebbe un aggravio per l'Erario italiano. Mogherini è avvisata.

 

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Commenti all'articolo

  • dopolanotte

    dopolanotte

    04 Aprile 2014 - 09:09

    Tutti vogliono il cambiamento ma nessuno vuol rinunciare ai propri privilegi. Il che significa che i sacrifici devono farli sempre gli altri. Il problema è che gli altri siamo sempre noi!

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