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che Rai fa

Il premier Matteo Renzi, onnipresente in video, è pronto a piazzare a viale Mazzini i suoi fedelissimi. Così la tv pubblica sarà solo cosa sua

Paolo Bel Brocco, Luigi De Siervo e Antonio Campo Dell'Orto il tris di nomi che il presidente del Consiglio sta per calare sul tavolo per il dopo Luigi Gubitosi

Enrico Paoli

Enrico Paoli

Toscano di nascita, ma romano di adozione (e vocazione) ha iniziato a "imbrattare" pagine al Tirreno di Livorno, scrivendo di sport e spettacoli, passando poi alla Nazione di Firenze. Prima di approdare al Giornale, (edizione toscana) si è divertito lavorando in radio (una passione che non accenna a diminuire nonostante gli anni). A Libero sono arrivato quasi dieci anni fa, per "colpa" di Feltri, transitando per la cronaca di Roma, che ho guidato sino al 2007. Da allora ad oggi politica e Rai.... quanto basta per non annoiarsi....
l'ex rottamatore ospite di Porta a Porta

al premier più che controllare l'informazione interessa gestire l'azienda

I giochi di potere, o di Palazzo se preferite, sono uno degli svaghi preferiti dal premier Matteo Renzi. Che ne ha offerto un saggio - già entrato nei libri di storia - in occasione del «siluramento» dell’amico (ormai ex, stando alle voci di corridoio) Enrico Letta. Ora che l’ex rottamatore si è sistemato a Palazzo Chigi, quel metodo potrebbe essere usato anche per trovare la quadra in occasione del valzer delle nomine delle aziende partecipate, o controllate dallo Stato. E fra queste c’è anche la Rai. Partendo dal presupposto che l’attuale direttore generale dell’emittente di Stato, Luigi Gubitosi, ha chiesto di essere spostato ad altro incarico (Enel, Poste in pole position anche se il sogno resta l’Eni), potendo vantare di aver finalmente chiuso in pareggio il bilancio dell’azienda, Renzi e i renziani avrebbero già pronto un tris di nomi per disegnare una Rai a propria immagine e somiglianza, ovvero buona e buonista, con l’obbligo morale di non disturbare il manovratore, E così al posto dell’attuale Dg dovrebbe andare Paolo Del Brocco, attuale amministratore delegato di Rai Cinema, mentre per il guru della televisione Antonio Campo Dell’Orto [Fotogramma], tanto amato da Matteo, verrebbe creata una posizione ad hoc. Al creativo cinquantenne del piccolo schermo, con un passato a La7, sarebbe stato chiesto di ripensare la tv pubblica. Ovviamente tutti e due sono renziani di ferro, anche se Del Brocco è un convertito dell’ultim’ora, avendo frequentato varie parrocchie politiche. Tutto più semplice, invece, per Luigi De Siervo, da sempre l’uomo Rai di Renzi. Alla terza gamba del tris renziano andrà in dote ciò che ha approvato ieri il cda Rai, ovvero la societarizzazione della Direzione commerciale che ingloba in un’unica struttura Sviluppo Commerciale, Rai Net e Rai Trade. Insomma, la cassaforte di famiglia, grazie alla quale non si fanno solo affari ma si tessono anche rapporti. Necessari per i giochi di potere in salsa renziana...

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Commenti all'articolo

  • GAlbert

    05 Marzo 2016 - 21:09

    E vai . . . . . . . Il pavone NAZIONALE dopo l'ennesima rapina perpetrata a danno della popolazione ( canone TV obbligatorio per TUTTI) si appresta,con i quattrini degli Italiani,ad impadronirsi,come in un cosolidato REGIME,della TV Pubblica.Che ne pensate?

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  • leno lazzari

    04 Novembre 2014 - 14:02

    Può piacere e anche non. Potrà riuscire ma anche potrà fallire miseramente. In questo caso, da "uomo solo al comando" si sarà scavato con le sue mani (e il nostro sangue) la sua fossa politica. Ma la cosa più triste è che NON VEDO NESSUNO sgomitare per andare a Palazzo Chigi al suo posto. Leno Lazzari

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  • numetutelare

    04 Aprile 2014 - 16:04

    Ma come? Non era Berlusconi che impazzava sulle TV, un vero presenzialista ossessivo? Adesso questo Renzi gradasso pigliatutto si arrocca in tutte le amministrazioni, poltrone e strapuntini di stato, come se già la P.A. non fosse tutta targata dem... Comunque tempo al tempo. economia e lavoro sono a pezzi e non si saneranno per decreto di un prepotente.

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