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flop senza fine

Obamacare, la "tomba" del consenso di Barack

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Obamacare, la "tomba" del consenso di Barack

Tre nuovi sondaggi, tre nuove “croci” su Obamacare.
GALLUP. Il presidente si e’ vantato una settimana fa per il fatto che 7 milioni di americani hanno sottoscritto una polizza sanitaria secondo la riforma che porta il suo nome. Oggi, il primo sondaggio Gallup dopo quella affermazione, condotto tra la popolazione per appurare quanti sono, in realta’, i cittadini coperti da un contratto, ha rivelato che il presidente ha sparato una cifra molto “ottimistica”. La Gallup, con il suo Gallup-Healthways Well-Being Index, monitora periodicamente la percentuale degli adulti assicurati, e dalla rilevazione di fine anno scorso all’attuale e’ emerso che la percentuale dei cittadini sprovvisti di polizza e’ calata dal 17,1% al 15,6%. Quindi un miglioramento c’e’ stato ma, tradotto in persone in carne ed ossa, il punto e mezzo in meno equivale a 3,5 milioni, la meta’ dei sette proclamati. Anzi, oltre ad aver annunciato i 7,1 milioni di neo-assicurati attraverso le “borse di Obamacare”, l’amministrazione aveva anche detto che circa altri 3 milioni di cittadini in piu’ avevano potuto iscriversi al Medicaid, il piano assistenziale pubblico per i poveri. Cio’, grazie al fatto che nella stessa legge Obamacare era stata alzata la soglia dei redditi sotto la quale matura il diritto alla assistenza pubblica gratuita, e che il governo federale si era impegnato a pagare agli Stati le somme necessarie a coprire i “neo-poveri”. Quindi, l’ampliamento della copertura tra gli americani in generale risultante dai dati complessivi della Casa Bianca si sarebbe dovuto concretizzare in un calo molto piu’ marcato della quota dei NON assicurati. Come puo’ essere giustificata questa enorme differenza, in milioni di persone “sparite”, se si esclude (e lo escludiamo perche’ inimmaginabile, anche per Barack) che il governo abbia truccato semplicemente i suoi dati? La spiegazione di massima e’ molto meno misteriosa di quanto si possa speculare: tra chi si e’ iscritto tra ottobre 2013 e marzo 2014 comprando una “nuova” polizza ci sono stati una bella fetta di quei 5 milioni circa (la cifra non e’ definitiva perche’ il fenomeno continua) di americani che erano gia’ assicurati con una propria polizza individuale e se la sono vista cancellata per far posto a quella “nuova”, standardizzata, piu’ costosa e con servizi peggiori. Insomma, Obama si e’ attribuito come un merito della sua legge l’aver costretto milioni di persone a ‘cambiare’ la polizza, e li ha inseriti nella conta. Non solo: vi ha anche infilato coloro che hanno scelto una polizza nel website, ma non hanno ancora completato la pratica e soprattutto non hanno ancora iniziato a pagare i premi. Cioe’ gente che non e’ ancora coperta davvero e che quindi, correttamente, il sondaggio Gallup considera NON assicurata.
La percentuale di NON assicurati secondo Gallup aveva raggiunto il massimo del 18% nell’autunno scorso, prima dell’apertura dei termini per le iscrizioni a Obamacare il primo ottobre, perche’ nell’estate 2013 erano cominciate ad arrivare le disdette da parte delle compagnie, in ottemperanza alla legge che aveva messo fuori legge i contratti individuali acquistati in precedenza da milioni di americani che avevano deciso di assicurarsi scegliendo le polizze di loro gradimento prima che Obama li costringesse a farlo con le “polizze del presidente”.

MORGAN STANLEY. Intanto, un sondaggio della Morgan Stanley tra 148 brokers assicurativi ha rilevato che i premi sanitari sono schizzati quest’anno dell’11% nel mercato degli individui e del 12% in quello dei “piccoli gruppi organizzati” (le polizze pagate dai piccoli imprenditori per i propri dipendenti). E’ l’incremento piu’ alto degli ultimi 3 anni ed e’ interamente da attribuire a Obamacare, secondo i brokers. Obamacare e’ la causa degli aumenti poiche’ richiede che le compagnie non rifiutino la copertura ai vecchi e ai gia’ malati, e impone che anche in presenza di condizioni di eta’ e salute molto rischiose i premi debbano essere al livello di tutti gli altri. Ovvio che, nel calcolare il rapporto tra i costi generali e le prestazioni che devono fornire, anziani e malati compresi, le compagnie debbano caricare i premi per tutta la popolazione, spalmando l’esposizione finanziaria su tutti gli iscritti. Socialmente l’iniziativa e’ nobilissima, e non a caso la maggioranza di chi e’ corso ad iscriversi e’ costituita da persone che hanno avuto un grande vantaggio da Obamacare. Ma gli americani, anche quelli che accettano che i bisognosi e gli sfortunati siano aiutati dallo stato, si chiedono perche’ non sia la fiscalita’ generale a coprire questi costi, con le tasse, e invece debbono essere i cittadini che comprano una polizza.


RASMUSSEN. Di qui il rigetto di popolarita’ contro Obamacare, che emerge ad ogni sondaggio tra gli elettori. L’ultimo, di Rasmussen, ha scoperto che il 58% dei probabili votanti ha una visione sfavorevole “in qualche modo” di Obamacare, con il 43% che la vede “molto” sfavorevolmente. All’opposto, i favorevoli “in qualche modo’ sono il 39%, di cui il 16% ”molto favorevoli”. Sono, appunto, coloro che hanno avuto un beneficio personale diretto: vecchi, malati e famiglie che ora hanno i figli coperti fino a quando hanno 26 anni, non piu’ la semplice maggiore eta’ come in precedenza.

di Glauco Maggi

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