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Anticipi nucleari

Obama si inginocchia a Putin: così ha perso tutta la sua dignità

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Vladimir Putin e Barack Obama

Obama offre l’altra guancia a Putin, annunciando un anticipo volontario di autoriduzione nucleare Usa che neppure i russi si aspettavano. Al “fuorilegge” Vladimir, che ha gia’ strappato con la forza la Crimea all’Ukraina senza pagare altro che le ridicole restrizioni di viaggio a qualche funzionario, bastava assistere al tergiversare dell’amministrazione americana, impacciata sul che fare. Persino il mite John Kerry, “reduce” dalla sua guerra (a favore del Vietnam e contro l’America) di quando era un giovane soldato Usa pentito, non ha potuto non notare che ci sono “provocatori russi nella Ukraina dell’Est” infiltrati da Mosca, e che i 50 mila militari russi schierati appena al di la’ del confine non sono in gita, ma si preparano a qualcosa di grosso.

Cosi’, davanti alla Commissione delle Relazioni Estere del Senato, il segretario di Stato ha accusato le infiltrazioni di agit-prop moscoviti che “fomentano un illegale e illegittimo sforzo di destabilizzare uno stato sovrano e creare una crisi che non esiste nella realta’”. Ossia usano la etnia russa locale, che non e’ minacciata dal resto della popolazione, come giustificazione per la fase due dell’invasione. Kerry vede e dice insomma cose giuste, anche se la sua analisi non si spinge alla risposta che farebbe l’America, in concreto, se i russi passassero anche questo confine dopo la Crimea. Obama ha fatto ampiamente capire a Putin, del resto, che l’Ukraina non e’ nei suoi pensieri piu’ di tanto, e che di sicuro non muovera’ un dito sul piano militare se anche il resto dell’Ukraina finisse sotto Mosca. O meglio, fara’ qualche altra mossa di propaganda diplomatica ed economica, alzera’ qualche altra sanzione, promettera’ di vendere il gas naturale (fra due anni) all’Europa, e intanto la situazione si “cristallizzera’”. Come nelle regioni della Georgia prese da Putin nel 2008. Come nella Siria di Assad dopo la penosa minaccia di Obama dei raid aerei Usa conclusasi con la resa a Putin, plenipotenziario di un “disarmo chimico siriano” che non avverra’ mai per intero.

Gli europei, si sa, sono felici di non veder precipitare la crisi a Kiev tra Washington e Mosca: i governi della UE sono a parole vicini al governo americano (anche perche’ non c’e’ un repubblicano alla Casa Bianca di questi tempi) e sono formali alleati nella Nato; ma con il portafoglio degli interessi quasi tutti i leader sono sicuramente dalla parte di Putin, anche se a dirlo esplicitamente sono stati solo l’amico Silvio Berlusconi e il socio d’affari ed ex premier socialista tedesco Helmut Schroders. Quindi, senza pressioni occidentali ad agire seriamente nella crisi ukraina, Obama e’ ben contento di potersi dedicare alla ineguaglianza dei redditi, alla paga minima, e agli stipendi diseguali tra donne e uomini, oltre a dire bugie su Obamacare.

Pero’ Barack non si accontenta di defilarsi, di aspettare che passi la nottata di uno smacco storico che lo consegnera’ alla storia come il capo della superpotenza mondiale dell’Ovest che ha assistito alla rinascita delle ambizioni dell’impero ex-sovietico. No. Sorprendendo (forse) lo stesso Kremlino, Obama ha ordinato al Pentagono di annunciare pesanti tagli all’arsenale nucleare americano QUATTRO ANNI PRIMA di quanto non sia previsto dalle scadenze del New Start Treaty, il Trattato di autoriduzione degli ordigni atomici rinnovato con Putin nel 2010.

La Russia straccia i trattati, dal Memorandum di Budapest del 1994 (quello firmato da Russia, Usa e Gran Bretagna che garantiva a Kiev integrita’ territoriale in cambio dello smantellamento del suo arsenale nucleare ) al Patto del 1987 sulle Forze Nucleari Intermedie tra Usa e Russia, e la risposta della Casa Bianca e’ di “regalare anticipi” nel proprio disarmo. Invece di congelare ogni cooperazione, che sarebbe almeno un segnale di dignita’, Obama ha fretta di smantellare entro il 2014 cio’ che Mosca si aspetta venga smantellato entro il 2018. E cio’ solo qualche giorno dopo, come riporta oggi il Wall Street Journal, che Hans Kristensen, della Federazione degli Scienziati Americani, ha dichiarato che “la Russia ha aumentato negli ultimi sei mesi le proprie forze nucleari strategiche”, mentre quelle Usa sono calate. Perche’ Obama ha deciso di offrire l’altra guancia? Perche’ e’ un ideologo di sinistra, schiavo di un pacifismo avulso dalla realta’ che sa solo consegnarsi alla malafede degli avversari.

di Glauco Maggi
@GlaucoMaggi

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Commenti all'articolo

  • routier

    10 Aprile 2014 - 19:07

    Spero, per loro, che gli americani si siano pentiti di aver eletto il "coloured" alla Casa Bianca.

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  • jerico

    10 Aprile 2014 - 08:08

    Obama non è un ideologo di sinistra,ma una grandissima testa di c...! Gli americani di solito ,non capiscono niente di politica estera ,soprattutto il Partito Democratico (uguale alla nostra sinistra),quando ci sono loro alla Casa Bianca,l'America muove guerre in tutto il mondo .Ad Obama ,ormai,non gliene fotte niente,tanto è stato rieletto per la seconda volta (per fortuna non la terza,altrimenti

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  • Migen

    09 Aprile 2014 - 22:10

    Non ce l'ha mai avuta la dignita. E una vergogna per i Usa e un pericolo per il mondo libero. L'ennesimo mesagio a iran,siria e dittatori di tutto il mondo che possono fare quello che vogliono,tanto gli Usa si stanno autoindebolendo. Follia, e impazzito.

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  • Migen

    09 Aprile 2014 - 21:09

    Verrebe da dire che obama ha toccato il fondo,se non che il fondo lo ha toccato molto tempo fa ed adesso sta scavando. Sta scavando la sua fossa politica,portandosi con se nell aldila la liberta di molti popoli sacrificati nell altare della peggior parte della sinistra (se mai ci foss una parte buona). Viene la voglia di pregare, anche da ateo. Amen.

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