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De Blasio sessantottino e le "promozioni politiche"

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

De Blasio sessantottino e le "promozioni politiche"

Il sindaco de Blasio ha dovuto ingoiare il rospo che gli ha rifilato il governatore Andrew Cuomo sulle charter schools: non saranno chiuse come lui sperava, anche se non saranno incrementate come sarebbe nei voti di migliaia di famiglie povere nere e ispaniche che si sono iscritte alle lotterie per conquistare i pochi posti disponibili per l’anno venturo. Ma la sua “politica della scuola” non si limitava alla battaglia (persa) contro le charter schools, e cosi’, nel centesimo giorno dalla sua entrata in carica, ha annunciato un “ritorno al passato” per tutte le scuole pubbliche cittadine che ricadono interamente sotto il suo controllo. La controriforma del sindaco rosso, gestita dalla Commissaria all’Istruzione Carmen Farina, consiste in sostanza nella eliminazione dei test standard che gli scolari dalla terza elementare alla terza media dovevano sostenere a fine anno per essere promossi alla classe successiva. Era stato il meritocratico Bloomberg a introdurre la verifica formale degli esami scritti uguali per tutti in inglese e matematica, che dovevano provare se gli studenti avevano imparato durante l’anno a sufficienza per poter affrontare il programma dell’anno successivo. L’anno passato, per esempio, 32.205 scolari e scolare non avevano superato gli esami e avevano dovuto frequentare i previsti corsi estivi di recupero. Tra tutti i rimandati, poi, 8.057 non ce l’hanno fatta a riparare a settembre e sono stati costretti a ripetere l’anno. De Blasio, con la sua ideologia sessantottina, ha pensato bene di reintrodurre ora le “promozioni politiche” che impazzavano mezzo secolo fa nelle scuole e universita’ americane ed europee, e ha stabilito che gli esami standardizzati non saranno piu’ il “primario, ne’ il maggiore criterio” per valutare gli allievi. Sara’ invece introdotto un sistema “olistico”, che terra’ conto di una serie di altri elementi, dalla presenza alle lezioni a qualsivoglia altro criterio “soggettivo” venga ritenuto utile dagli insegnanti. I quali sono ovviamente favorevoli all’idea di una maggiore discrezionalita’ concessa loro nel giudicare gli allievi, per un motivo molto concreto: prima, con i voti standard, non venivano valutati soltanto i ragazzi ma anche i maestri e i presidi, in quanto emergeva plasticamente dalle classifiche la capacita’ delle scuole di “produrre” risultati accademici buoni, accettabili, o insufficienti. Sotto Bloomberg, infatti, vigeva pure la regola del voto alle scuole, e se questo giudizio era complessivamente negativo, la scuola veniva chiusa. Sostituendo al freddo responso oggettivo di una prova scritta uguale per tutti il criterio soggettivo, ora gli insegnanti avranno la possibilita’ di promuovere chi vogliono: e siccome la loro stessa carriera, e la retribuzione, sono parzialmente legate al numero dei loro studenti “promossi”, e’ scontato che la controriforma di de Blasio provochera’ la morte della meritocrazia.
I test scritti, basati su domande multiple e su risposte precise, possono non essere perfetti al 100% nel valutare le conoscenze e le qualita’ degli allievi, ma rimangono comunque l’unico criterio affidabile che esista. Non a caso sono usati nei paesi dell’OCSE per definire le statistiche internazionali PISA (Program for International Student Assessment), riconosciute come il metodo di analisi di riferimento per impostare poi le politiche dell’insegnamento nei diversi paesi.
In America, cancellare i test standardizzati per i ragazzi delle elementari e delle medie e’ la migliore ricetta per NON prepararli alla sfida che non potranno evitare quando, nel penultimo anno del liceo, dovranno affrontare gli esami SAT. (La sigla SAT, nel 1926 quando sono stati creati, stava per Scholastic Aptitude Test e poi e’ diventata Scholastic Assessment Test. L’attuale SAT Reasoning Test, introdotto nel 2005, richiede 3 ore e 45 minuti per essere completato e costa 51 dollari in tutti gli USA). I SAT , che non sono un programma federale e vengono gestiti da una organizzazione privata riconosciuta dagli atenei, sono uguali per tutti a livello nazionale: sul risultato finale, che si riduce ad un numero (il massimo che si puo’ meritare e’ 2400) si basano le chance dei giovani di essere poi accettati nei colleges migliori.
Si puo’ quindi anche “chiudere un occhio”, interessato, sulle capacita’ effettive dei bambini delle elementari e delle medie, ma cosi’ sono solo i maestri e i presidi (sindacalizzati, pro de Blasio e pro democratici) a trarne un vantaggio. I “promossi socialmente” senza averne i titoli adeguati, in prima battuta non imparano, e in seconda battuta sono destinati al brusco risveglio della societa’ reale piu’ avanti. Ma a de Blasio va bene anche questo esito, perche’ cosi’ avra’ piu’ materiale umano da sfruttare per le sue campagne di stampo obamiano contro le diseguaglianze, i poveri, quelli “che non ce la fanno e hanno bisogno del welfare”.

di Glauco Maggi

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