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Discriminazioni?

"Protezione musulmani": il piano di De Blasio, il sindaco di New York

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Bill De Blasio

Il sindaco De Blasio, onorando per la verita’ le sue promesse elettorali politicamente corrette, insiste nel minare le difese dei cittadini normali di New York. Prima c’e’ stata l’eliminazione dell’uso della tattica “stop and frisk”, che permetteva ai poliziotti di Michael Bloomberg di interrogare e perquisire sul posto le persone dall’apparenza sospetta allo scopo di sequestrare le armi illegali che (come si scopriva in molti casi) avevano addosso: ma poiche’ i fermi avvenivano soprattutto nelle zone infestate dalla criminalita’ ad Harlem o nel Bronx, e di conseguenza nel mirino finivano soprattutto neri e ispanici, il nuovo sindaco ha chiesto al suo capo della polizia William Bratton la sospensione di questa pratica per non “offendere le minoranze”.

Ora e’ la volta della “protezione dei musulmani”, anch’essi vittime, secondo de Blasio, di trattamento discriminatorio da parte della vecchia NYPD. Oggi il New York Times ha riportato che e’ stata smantellata la Divisione della Polizia cittadina che era stata creata dopo l'11 settembre 2001, in accordo con la Cia, con l’incarico di controllare, anche infiltrando agenti in borghese, le moschee e i luoghi di incontro pubblici delle comunita' islamiche nei diversi quartieri per individuare i gruppi più radicali e con possibili legami con le cellule di terroristi all'estero. L’unita’ operativa si chiamava Demographic Unit e vigilava sulle comunita’ arabe all’interno della citta’ ma anche nelle contee vicine. E si spingeva fino nel confinante New Jersey, dove un giudice federale, un mese fa, in una causa promossa dagli attivisti musulmani contro la NYPD, ha emesso una sentenza in cui ha definito la tattica della polizia newyorkese perfettamente legittima.

E che, soprattutto, non aveva mai danneggiato nessuno nelle comunita’ islamiche. Per anni, del resto, le operazioni di sorveglianza erano state condotte con discrezione tale da non essere nemmeno notate dalla popolazione. Poi, nel 2011, una inchiesta della Associated Press su documenti della polizia cittadina, ottenuti in base alla Legge sulla Liberta’ di Informazione sugli atti delle agenzie pubbliche, aveva portato alla luce il programma nei dettagli. Da allora, gli attivisti dei diritti civili e della minoranza araba sono insorti per il supposto “abuso” di sorveglianza, come se non fosse dovere della polizia difendere la cittadinanza dagli attentati, e come se non fosse vero che il 100% degli attentati sono ad opera di musulmani estremisti. E a New York, si sa, sono stati decine i complotti scoperti e sventati in questo decennio grazie talvolta al caso, ma soprattutto all’opera degli agenti locali e federali.

Ciononostante, i leader della comunita’ araba e musulmana hanno fatto valere, con la nuova amministrazione amica, le ragioni della propria riservatezza offesa contro l’ovvia esigenza di un “occhio di riguardo” sui loro membri e sulle loro attivita’, esigenza che aveva guidato il comportamento del sindaco precedente. “La Demographic Unit aveva creato un clima di guerra psicologica nella nostra comunita’”, si e’ lamentata Linda Sarsour della Associazione degli Arabi Americani di New York. “Questi documenti mostravano dove viviamo, i bar dove andiamo a mangiare, i luoghi dove preghiamo, dove facciamo la spesa. La polizia era in grado di vedere le nostre vite in queste mappe. Cio’ aveva disturbato psicologicamente la comunita’”.

Ora, per non “disturbare” piu’ la sensibilita’ degli islamici, gli agenti della Demographic Unit sono stati riassegnati ad altre funzioni e la nuova divisione che e’ stata costituita, la Zone Assessment Unit, operera’ secondo altra modalita’ e altro personale. Il nuovo capo della Intelligence cittadina John Miller ha detto che la polizia non ha bisogno di agire di nascosto con agenti in abiti in borghese per scoprire dove le comunita’ islamiche si raccolgono. E ha aggiunto che “capire certe dinamiche demografiche locali puo’ essere un fattore utile quando arrivano informazioni di minacce a New York, cosa che avviene virtualmente ogni giorno. Ma, in futuro, noi esamineremo quelle informazioni, se necessario, attraverso il diretto contatto tra la polizia del quartiere e i rappresentanti delle comunita’ islamiche”. In altre parole, New York si mette nelle mani degli imam e degli altri leader arabi cittadini, promuovendoli “partner ufficiali” per la sicurezza. E sostenitori politici dei democratici alle prossime elezioni amministrative e politiche. C’e’ da incrociare le dita sulla sicurezza che ne verra’ ai cittadini normali dalla rinuncia agli infiltrati tra gli islamici, ma l’obiettivo della correttezza politica e’ stato pienamente raggiunto.

Del resto, che paura si deve piu’ avere dei terroristi? Obama ha dichiarato nel 2012 che “la guerra al terrore e’ finita” e che Al Qaeda e’ stata sconfitta. A contraddirlo c’e’ ora un video della CNN, e che gira sul web, in cui si mostra che nel deserto dello Yemen si e' tenuto di recente un convegno-festa di Al Qaeda. Durante il meeting il leader di Al Qaeda nella Penisola Araba, Al Wuhayshi, ha tenuto un discorso a un centinaio di quadri terroristi. "Dobbiamo eliminare la Croce, e chi porta la Croce e' l'America" , ha detto. Viene da chiedersi se la CIA fosse al corrente della riunione, o se l’ha saputo solo dopo dal video. Il raduno, all’aperto, sarebbe potuto essere un ottimo bersaglio per i droni e per un attacco decisivo contro Al Qaeda. Ma per Obama, e per de Blasio a New York, il terrorismo non e’ piu’ l’ossessione quotidiana che era per Bush e per Bloomberg.

di Glauco Maggi
@GlaucoMaggi

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Commenti all'articolo

  • blackindustry

    17 Aprile 2014 - 22:10

    Bla bla bla... Se avevano finora conseguito tali successi contro il terrorismo era grazie a quel reparto speciale. Ora che il sindaco la scioglie tutti i benpensanti plaudiranno a tale rispetto dei diritti delle minoranze. A discapito della maggioranza che verrà invece lesa non essendo più protetta. A quanto pare l'idiozia milanese ha contagiato fino a New York, anche loro hanno votato "il bene"!

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  • blackindustry

    17 Aprile 2014 - 22:10

    Bla bla bla... Se avevano finora conseguito tali successi contro il terrorismo era grazie a quel reparto speciale. Ora che il sindaco la scioglie tutti i benpensanti plaudiranno a tale rispetto dei diritti delle minoranze. A discapito della maggioranza che verrà invece lesa non essendo più protetta. A quanto pare l'idiozia milanese ha contagiato fino a New York, anche loro hanno votato "il bene"!

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  • Gianna1

    17 Aprile 2014 - 13:01

    A votare per eleggere il nuovo sindaco, come aveva scritto Maggi, si è recata una percentuale di NYorchesi piuttusto bassa. Purtroppo, e lo vediamo anche in Italia, di fronte a un elettorato moderato poco motivato il sinistrume ideologizzato e organizzato vince sempre.

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  • routier

    17 Aprile 2014 - 11:11

    Se a causa di una politica della sicurezza che fa acqua da tutte le parti arrivasse un altro 11 settembre ? Allora Obama e Di Blasio che scuse addurrebbero ? Ma quando gli americani votano a cosa pensano ?

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