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Diari d'america

"Nonna Hillary" e la campagna per la Casa Bianca

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

"Nonna Hillary" e la campagna per la Casa Bianca

Si capisce perche’ Hillary Clinton, come ha raccontato la figlia Chelsea annunciando ieri di essere incinta, fosse negli ultimi tempi sempre piu’ pressante nel chiedere alla figlia di darle un nipotino. Che cosa c’e’ di meglio per una donna dal profilo algido e dalla storia di cinica arrampicatrice del palazzo che l’esibirsi in campagna elettorale nelle vesti di nonna premurosa, tutta sorrisi e quadretti familiari con una nuova (o un nuovo) Clinton in braccio? Una (o un) Clinton di terza generazione che ingentilira’ l’immagine della coppia piu’ potente e cinica del mondo e consacrera’ la stessa Chelsea donna moglie e mamma finalmente realizzata finalmente al 100 per cento. E un domani, chissa’, pronta a sua volta al grande balzo della politica, come aveva detto l’anno scorso in una intervista alla CNN sulla prospettiva di candidarsi per un ruolo politico in Congresso.
Ma la notizia della gravidanza non riflette solo la strategica capacita’ di calcolo di Hillary, che per il 2016 ha gia’ pensato a tutto il resto: i comitati che raccolgono soldi (Ready for Hillary, Pronti per Hillary ) anche se lei non ha ancora lanciato la campagna ufficialmente, ed un libro in uscita il 10 giugno. Si intitolera’ “Hard Choices”, scelte difficili, e documentera’ la sua esperienza quadriennale di Segretario di Stato.

Soprattutto, servira’ come bigino per le schiere dei giornalisti che si stanno gia’ allenando a come osannare, dopo Barack "il primo nero", la “prima donna presidente”. Ma il 2016 e’ ancora lontano, e cosi’ il soccorso di Chelsea viene buono anche subito, visti i numeri del sondaggio bipartisan della Fox News, a cura dei ricercatori democratici della Anderson Robbins Research e dei loro colleghi repubblicani della Shaw & Company. La Clinton ha oggi un indice di favore del 49%, a fronte del 45% che la giudica male, un calo importante dal 60%-70% di giudizi positivi di un paio di anni fa. Una caduta di stima popolare che ha avuto una accelerazione da quando ha lasciato la poltrona di Segretario di Stato e sono emerse sempre piu’ chiare le sue responsabilita’, o meglio la sua leadership latitante nel caso dell’ambasciatore Usa ucciso dai terroristi a Bengazi, in Libia. Per trovare una freddezza simile verso la ex First Lady da parte del pubblico bisogna tornare al 2008, alle primarie in cui la stella di Obama stava massacrando le sue speranze (allora i favorevoli erano il 47% e i favorevoli il 46%, piu’ o meno come adesso).

Nello stesso sondaggio della Fox News e’ emerso un altro elemento, politicamente anche piu’ sorprendente e preoccupante per i democratici e per la futura nonna: il brand del GOP sta riacquistando brillantezza, dopo aver toccato il fondo nei mesi del braccio di ferro sullo shutdown del governo a fine 2013. Oggi gli americani sono perfettamente divisi nella valutazione del GOP, 45% a favore e 45% contro. Ma sei mesi fa, in ottobre, soltanto il 30% lo vedeva positivamente mentre il 63% lo giudicava negativamente. Ora la valutazione dell’opinione pubblica sui due partiti e’ quindi sostanzialmente molto simile, contrariamente al tradizionale vantaggio sempre mostrato dai democratici nei sondaggi degli anni passati.

di Glauco Maggi

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