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Complimenti per la trasmissione

Made in Sud, l'Italia (e i comici) sull'orlo dell'abisso

Tutti i dubbi, reiterati, del programma di Raidue

Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...
Made in sud


Edizione straordinaria del tg. La mezzobusta legge, sguardo diafano: “Non si ferma l’ondata di violenza in tutto il Paese. Persone che ripetono le battute di Made in sud, il programma di Raidue vengono prese a schiaffoni nei bar , per strada, ovunque. Ci scusiamo per la crudezza delle immagini…”.
Seguono sberle poderose a gente che spara battute di tal tenore: “Che bello l’acquario tanti pesci insieme non li ha visti neppure Cicciolina” o “La Gregoraci è ai fornelli: chiamiamo la disinfestazione c’è una topa in cucina”. Ecco. Leggendo su Sette, la suddetta parodia di Made in sud -Raidue, martedì prime time- a firma del grande Stefano Disegni (straordinaria la sua raccolta di critiche Telescherno- Una risata li spegnerà!, Mompracem) mi covava il dubbio: “Disegni avrà esagerato, siamo nel 2014, nessuno può inventarsi battute così idiote…”. Eppure, visionando Made in sud, ho intuito quali vette siderali possa toccare la creatività autorale. A parte Arturo Brachetti che ha griffato ad un magnifico quadro di sabbia creato sul momento e Rocco Hunt in un finto duetto con il rapper locale Arancino, la passerella di attori comici con monologo era la seguente. Un precario meridionale che dice: “devo fare la denuncia dei debiti”; Dado che parla dei figli sempre collegati a Internet: “Ci fossero i Santi, mia figlia sarebbe Santa Martina da Whatsapp”; l’aspirante milf Maria Bolignano disposta a fare del suo corpo merce: “Ho un bustino stretto, troppo stretto. Alza le tette ma accartoccia pure il fegato!” ; l’aspirante boss che afferma della sua improbabile guardia del corpo: “ Non ha paura di nessuno. E’ andato a prendere il pizzo al sexy shop. Indovinate quanto gli hanno dato? Un cazzo”; un concorrente del Grande Fratello a cui è concesso di portarsi per un’oretta una ragazza in cantina; tre camorristi nella soap Gomorreide che sogghignano: “ “A Beirut mi sono fatto una vacanza, mi sono unito dell’Utri al dilettevole”. Robe così. E ho scelto i “pezzi” più pregiati.
Made in sud era un programmino di comici già insipidello ma non brutto in onda su Comedy Central e Mtv , assurto alla dignità della tv di Stato con l’accostamento ai tre conduttori storici Gigi & Ross e Fatima Trotta, di Elisabetta Gregoraci della cui presenza curiosa e ornamentale ebbi già modo di parlare. E non mi ripeterò per non aggiungere tristezza al carico di tristezza nello sguardo tristissimo del direttore di Raidue Teodoli che mi ricorda, appunto, la suddetta mezzobusta di Disegni. Teodoli sta cercando di fare anche delle cose di qualità: il Musichione, The Voice. E allora, miodio, perché?...

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