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Il secondo mandato

Clandestini, armi e debito pubblico
Obama salta il Parlamento e decide da solo

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Obama e il vicepresidente Biden

Un assaggio di forte decisionismo, capace di dribblare il Congresso evitando di ottenere una legge e preferendo emettere un ordine esecutivo, il presidente l’aveva dato nel 2011, quando stabilì che il governo federale avrebbe smesso di applicare la norma sulla cacciata dei clandestini che risiedono negli Stati Uniti. Per i giovani fino ai 30 anni, venuti in America senza responsabilità personale diretta in quanto portati dalle loro famiglie, non ci sarebbe stata più la minaccia della deportazione. Insomma, sono diventati “legali” dall’oggi al domani, senza che alcuna legge votata dal parlamento abrogasse la norma precedente o introducesse nuove misure per l’accoglienza. Adesso, rieletto, Obama è intenzionato a proseguire, anzi ad accelerare, sulla strada delle disposizioni amministrative per attuare le sue politiche con un piglio ancora maggiore, senza curarsi del potere legislativo. 

Del resto, con la Camera a maggioranza repubblicana e il Senato in mano ai democratici, la sua agenda politica liberal è ardua da realizzare, perché necessita di una partecipazione bipartisan che non c’è. E per un presidente ideologizzato come Obama, che intende per accordo con i Repubblicani la loro totale accettazione di quello che vuole lui, la normale procedura congressuale è un impedimento insopportabile. Così, meglio usare la via amministrativa, ossia le disposizioni e i regolamenti che possono essere emanati dalle agenzie governative e dai ministeri. 

Il commercio di armi - Il vicepresidente Joe Biden, che è stato incaricato da Barack di studiare restrizioni e divieti al commercio delle armi più pericolose a seguito della strage nella scuola del Connecticut, ha detto ieri che le sue proposte saranno pronte la settimana ventura, a conclusione degli incontri che sta avendo  sui due fronti, da una parte con i gruppi che combattono l’uso e la diffusione dei fucili e dei mitra, e dall’altra con la NRA (National Rifle Association), che difende il diritto a portare armi sancito dal secondo emendamento. Ci sarà un pacchetto di armi d’assalto e di munizioni vietato, e di sicuro anche accorgimenti che consentano un migliore utilizzo dei registri degli ospedali e delle polizie locali che contengono i nomi delle persone, come i malati di mente o altri soggetti a rischio, in mano ai quali non dovrebbe finire neppure una pistola con un singolo proiettile, e che invece riescono a farsi un arsenale legalmente. Ma siccome sarà difficile conciliare le opposte aspettative, Biden ha già fatto capire che Obama andrà comunque avanti da solo, a botta di ordini esecutivi, se non gli arriverà sul tavolo della Stanza Ovale una legge da firmare al più presto. 

La legge sul debito pubblico - Altro tema caldo è la legge sul debito pubblico. Democratici e GOP sono lontani anni luce dal trovare l’intesa su come innalzare il tetto che sta per essere superato a fine febbraio: i primi lo vogliono fare a prescindere da altre condizioni, mentre i repubblicani chiedono che in cambio della concessione ad alzare la soglia il governo accetti di tagliare le spese pubbliche in sanità, pensioni e altri programmi federali, per bloccare il trend che ha fatto salire da 10 a 16 trilioni il buco federale da quando c’è Obama al potere. Se non ci sarà una nuova legge, Washington non avrà i soldi per far funzionare la macchina dello stato, il Tesoro non potrà emettere altri bond, e l’America finirà in bancarotta. Per evitarlo, Obama è tentato di ricorrere a una interpretazione ardita e inedita del 14esimo emendamento che stabilisce, tra l’altro, che “la validità del debito pubblico degli Stati uniti… non dovrà essere messa in discussione”. Sarebbe un caso estremo di decisionismo, destinato a finire nei tribunali e alla Corte Suprema. 

Il global warming - Infine c’è il global warming. Il 2012 è stato caldo, anche se negli ultimi 15 anni le statistiche dicono che la crosta terrestre è rimasta in media alla stessa temperatura: gli ambientalisti si sono scatenati e vogliono che l’EPA, agenzia di governo per la protezione dell’ambiente, introduca nuove tasse sui consumi di energia per limitare le emissioni di carbonio. Anche in questo caso Obama, se darà ordini all’EPA di procedere, eviterà un voto del Congresso, dove il GOP e molti democratici degli stati con le miniere di carbone si oppongono ai disegni dei verdi di penalizzarne l’attività. 

 

@glaucomaggi

 

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