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E la stampa lo asseconda...

Obama seppellisce gli scandali parlando di "stupri alle studentesse"

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Obama seppellisce gli scandali parlando di "stupri alle studentesse"

Obama seppellisce gli scandali e i problemi veri – Benghazi, IRS, Obamacare - e monta battaglie su questioni generiche e inafferrabili, ma populiste ed emozionali come il “cambio di clima” (ex global warming, visto che da 17 anni la temperatura sulla terra non cresce), l’ “ineguaglianza” e gli “stupri nei colleges”. E il GOP si batte come puo’, sostanzialmente in parlamento e solo su Fox News, contro una stampa maggioritaria faziosa pro-sinistra , per mantenere viva l’attenzione sugli scandali veri, cercando di smontare le distrazioni demagogiche e “oscuranti” del governo e dei democratici. Sara’ questo il leit motiv degli ultimi sette mesi della campagna elettorale, sempre che non esplodano sviluppi devastanti e drammatici nelle crisi internazionali, dalla Ukraina alla Siria all’Iran, che potrebbero imporsi su tutto il resto.

Benghazi. Ormai e’ dimostrato dalle email del vice consigliere per la sicurezza della Casa Bianca Ben Rodhes che e’ dallo staff di Obama che e’ partita l’idea di dar la colpa al video anti-Maometto su Internet, e alle proteste di popolo, per l’attacco al consolato che uccise l’ambasciatore Chris Stevens e che tutti in Libia, Cia e militari Usa compresi, sapevano subito essere un atto premeditato di Al Qaeda. Per scoprirlo c’e’ voluto pero’ un ordine-ingiunzione di un giudice alla Casa Bianca di rilasciare quelle email finora segrete, che sono la punta dell’iceberg. Ora lo Speaker della Camera, il repubblicano John Boehner, ha nominato uno Speciale Comitato di inchiesta per andare a fondo del caso, invitando i democratici a partecipare per arrivare alla verita’ completa, ma gli obamiani fanno ostruzione e dicono che il fatto e’ vecchio e sepolto. Cosi’ coprono anche Hillary Clinton, che era al tempo segretario di Stato e che da una piena ricostruzione di quell’episodio e di quelle menzogne pagherebbe salato nella sua campagna per il 2016.

IRS. Ieri la Camera controllata dal GOP ha votato a larga maggioranza, 231 si’ compresi sei democratici contro 187 no, una reprimenda per “disprezzo del Congresso” a carico di Louis Lerner, la direttrice della divisione della IRS (la agenzia delle tasse Usa) che ha discriminato per anni i Tea Party e i gruppi conservatori che chiedevano una legittima esenzione fiscale per la loro attivita’ culturale-sociale, negando loro il diritto attraverso ritardi e intoppi strumentali nelle procedure. Che sia tutto vero e’ dimostrato dal fatto che lei stessa abbia dato per prima la notizia e si sia scusata in pubblico, ma lo fece addossando la colpa a “impiegati di terzo ordine di Cincinnati che avevano sbagliato”. Quando il comitato di indagini sugli atti pubblici della Camera, guidato dal repubblicano Darrell Issa, ha cominciato a scavare per capire chi avesse dato l’ordine per questo deviato comportamento, la Lerner, i democratici e l’amministrazione hanno fatto muro, senza permettere l’accesso a tutti i documenti. La stessa Lerner si e’ trincerata dietro il diritto di non testimoniare, ma ora rischia persino la galera. Intanto, l’IRS ha dovuto ammettere che, come risultato del trattamento discriminatorio contro i Tea Party che si estendeva fino a chiedere illegalmente i nomi dei finanziatori dei gruppi conservatori, per una percentuale del 10% queste persone sono state oggetto di auditing fiscale, a fronte dell’1% di media tra tutti i cittadini. Uno scandalo nello scandalo su cui Obama vuole mettere la sordina, e ci sta riuscendo.

Obamacare. E’ il solo tema in cui Obama puo’ dire tutto quello che vuole, senza alcun successo. Dai sondaggi la legge esce sempre peggio, perche’ la gente sperimenta sulla propria pelle i costi piu’ elevati e i servizi peggiorati. Lui puo’ anche vantarsi per il numero crescente delle polizze di nuovo tipo distribuite da ottobre: ovviamente aumenta il numero, sono tutti coloro che ne avevano comprata una personale gia’ prima della legge e gli era stata cancellata, piu’ quelli, malati e poveri ma non tanto (i poveri poveri avevano gia’ Medicaid gratis), ai quali di fatto Obamacare la regala oggi, o quasi. Politicamente, Obamacare e’ insomma una talpa che scava sotto i piedi dei democratici e ne affossera’ un bel numero a novembre, proprio perche’ avevano votato quella legge. Non a caso, i candidati democratici piu’ a rischio, quelli degli Stati Rossi, hanno preso le distanze da lui e dalla sua legge nella speranza di essere risparmiati dalla punizione degli elettori indipendenti, e disillusi. E veniamo ai problemi-tarocchi.

Climate Change. Dopo i quasi sei anni dalla prima elezione, in cui Obama ha sostanzialmente ignorato il problema che fino a ieri si chiamava Global Warming, oggi ha deciso che la questione e’ urgentissima, anche se da 17 anni la temperatura sulla crosta terrestre e’ la stessa. Cosi’ ha diffuso un rapporto governativo secondo cui tutto quello che capita, siccita’ e inondazioni, troppo caldo e troppo freddo, e’ colpa dell’uomo. In ossequio ai miliardari liberal degli hedge funds che pensano di purgare la loro ricchezza con le cause verdi e con i milioni ai democratici, Barack minaccia misure esecutive, al di fuori del Congresso, contro le miniere di carbone e lo sviluppo delle estrazioni di gas e petrolio, evitando di approvare la Keystone Pipeline tra Canada e Texas che darebbe 20 mila posti di lavoro e maggiore indipendenza energetica agli Usa. Ne parla in Tv, imbonisce la stampa amica, e toglie ossigeno informativo sugli scandali reali.

Ineguaglianza economica. Accoppiato con la richiesta sindacale dell’aumento della paga minima a 10,10 dollari, che almeno ha il pregio di essere concreta e comprensibile ancorche’ sbagliata nel merito economico perche’ aumenta la disoccupazione proprio tra le fasce piu’ povere e bisognose, il tema della chimera verso la uguaglianza dei redditi e della ricchezza e’ irrisolto, perche’ non risolvibile, dai trogloditi in poi. Solo il comunismo ci e’ andato vicino nel secolo scorso, e nel museo degli orrori sono ancora visitabili la Corea del Nord e Cuba, dove la uguaglianza della miseria e’ stata creata, anche se con l’ eccezione della cricca al potere: il distacco tra cio’ di cui godono Castro e Kim Jong con i loro intimi, e cio’ che hanno tutti i loro sudditi, e’ di gran lunga maggiore di quello tra la ricchezza di Warren Buffett e la poverta’ di chi vive di Buoni pasto negli Usa. Ma a Obama, sinistro democratico, basta fare propaganda per la redistribuzione della ricchezza, e gradualmente punta a promuoverla a colpi di tasse e welfare. Se poi non riesce fa niente: quello che conta e’ far credere che le sue politiche sono moralmente superiori nei comizi, e che bisogna votare democratico per avere la giustizia sociale.

Stupri alle studentesse. Anche le violenze alle ragazze sono venute buone ultimamente per far vedere quanto e’ attivo e sensibile il presidente, che ha a cuore la loro situazione. La Casa Bianca ha promosso una task force (sara’ la centesima) e ha messo “sotto indagine” 55 universita’. Ma se c’e’ un ambiente in cui, da almeno 30 o 40 anni, a dominare sono rettori, professori, educatori di sinistra, spesso di estrema sinistra, di chi sara’ mai la colpa della “degenerazione” umana che porta alle violenze contro le donne? Della destra espulsa dai campus? O della cultura tipicamente liberal antirepressiva e permissiva, filo droghe e filo alcol, che se ne parli male sei politicamente scorretto e scomunicato?

di Glauco Maggi
@GlaucoMaggi

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