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Tutti i sondaggi contro Obama

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Tutti i sondaggi contro Obama

Obama aveva detto, appena dopo la sua prima elezione nel 2008, e grazie a ciò, che da quel momento “il livello degli oceani poteva finalmente cominciare a calare”. Invece, quello che è riuscito ad abbassare Barack è solo la fiducia degli americani nel governo federale, ossia in se stesso, in generale e soprattutto tra gli indipendenti e tra i repubblicani. Un sondaggio di Fox News reso noto oggi 16 maggio dice che solo il 37% ha risposto “Sì’” alla domanda “diresti di avere, in generale, fiducia nel governo federale?”. Il 60% ha detto invece che non ha fiducia, confermando l’opposizione che esprime da tempo in Obama e che ha avuto i due massimi del 62% nel giugno 2013 e nel luglio 2011.

Il fattore principale che erode la fiducia sono gli scandali che portano la responsabilità della Casa Bianca. Il 78% degli elettori considera il modo in cui Obama ha trattato gli attacchi al consolato di Benghazi “una faccenda seria”, con il 52% che l’ha definita “molto seria”. Il 53% pensa che sia “molto seria” la questione di come il governo controlla i cittadini, e il 44% pensa che sia “molto seria” l’attività deviata politicamente della IRS (agenzia delle tasse Usa) di discriminare i gruppi dei conservatori negando legittime facilitazioni fiscali concesse ai liberal. A sentire il presidente questi sarebbero “scandali inventati”, ma evidentemente l’opinione pubblica la pensa diversamente, anche se ha da superare il coro che la grande stampa mainstream ha eretto a protezione delle tesi dell’idolo della sinistra.

L’affiliazione partigiana gioca ovviamente un ruolo nel giudizio della gente sulla affidabilità di un presidente, ma Obama si era presentato con una campagna ecumenica in cui aveva promesso di essere il capo di tutti, perché, diceva, “non c’è una America democratica e una America repubblicana, ma ci sono gli Stati Uniti d’America”. Era stata solo la sua prima di tante bugie.

Nel 2002, la prima volta che Fox ha chiesto nel sondaggio se gli elettori avevano fiducia nel governo federale, il 47% dei democratici dissero di sì (allora c’era George Bush) . Nel 2009, con Obama, i sì sono saliti al 53%, e oggi sono al 55%. Nel GOP il trend è opposto, e con un tasso drammatico di cambiamento: nel 2002 il 63% si fidava della Casa Bianca; nel 2009, con Obama, la percentuale era già dimezzata al 32%, e nel sondaggio attuale è al minimo storico del 19%. La polarizzazione, in altre parole, è sempre più marcata, come dimostrano pure le cifre relative agli indipendenti, che sono il termometro classico per misurare la "febbre partigiana" di un presidente: nel 2002 la loro fiducia (in George Bush) era del 53%, nel 2009 (con il primo Obama) era già scesa al 35%, ed oggi è al 31%, meno di uno su tre. In altre parole, la fiducia nel governo è aumentata di 8 punti tra i democratici con il passaggio da George Bush a Obama, mentre è crollata di 44 punti tra i repubblicani e di 22 punti tra gli indipendenti.

Solo circa un quarto degli elettori, il nocciolo duro dei liberal e degli afro-americani, pensa che Obama ha mantenuto la promessa di guidare l’amministrazione “più trasparente della Storia”. Circa un terzo (il 34%) pensa invece che l’attuale sia stata meno trasparente delle precedenti amministrazioni, nove punti in più del 25% che non giudicava trasparente Obama nell’agosto del 2010.

di Glauco Maggi
twitter @glaucomaggi

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