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Obama, nuovo scandalo: rischia di cadere sui veterani

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Obama, nuovo scandalo: rischia di cadere sui veterani

Oltre ad Obamacare per gli ultra 65enni, e a Medicaid per i cittadini sotto una certa soglia di reddito, in America esiste una terza “mutua” interamente a carico del governo federale, ed è quella gestita dal ministero dei Veterani (VA, Veteran Administration). Ora questa “mutua” è al centro di un caso che fatica a farsi strada nell’opinione pubblica più larga, solo perché le televisioni e i giornali sono in grande maggioranza pro Obama, e ne parlano poco. Ma quando le notizie inquietanti su ciò che capita in molti ospedali di tanti Stati ai militari malati o tornati feriti dalle missioni in Afghanistan e Iraq troveranno lo spazio che meritano, Barack si appunterà sul petto un nuovo scandalo da aggiungere a Bengazi, all’Irs, a Fast and Furious. Perché ciò accada, bisogna tragicamente aspettare che il numero dei morti per malasanità federale, ora già stimati in una quarantina nella clinica della VA di Phoenix, in Arizona, aumenti ad un punto tale da tracimare sopra la censura e a far dimettere il ministro dei Veterani Eric Shinseki. L’ex generale, diventato famoso per essersi scontrato con il Pentagono del repubblicano Ronald Rumsfeld sulla strategia da tenere a Bagdad, è stato poi inserito da Obama nel suo primo Gabinetto e, per ora, si rifiuta di andarsene dal suo posto. Shinseki ha già dovuto affrontare un’audizione in Congresso, dove parlamentari di entrambi i partiti hanno attaccato senza mezzi termini la VA, e il suo direttore è stato costretto ad andare in pensione anticipatamente.

Lo scandalo è partito dall’Arizona, dove circa 1.500-1.600 veterani hanno dovuto attendere mesi prima di essere visitati da un dottore, e questi ritardi hanno aggravato la condizione di tanti pazienti fino a causare almeno 40 decessi evitabili. Poi, in una scia di indiscrezioni che continua ad allungarsi di dettagli , alcuni medici ed impiegati hanno fatto i whistlerblowers iniziando a raccontare le truffe di cui venivano a conoscenza. Come la contraffazione delle liste d’attesa per nascondere il fatto che passassero mesi e mesi prima che un soldato ottenesse la visita di cui aveva bisogno: è accaduto a Fort Collins, in Colorado, a oltre 6.000 veterani che si erano rivolti alle cliniche convenzionate con il Pentagono. Falsificazioni simili sono state poi denunciate in Wyoming, e da ultimo in Texas. A Pittsburg, in Pennsylvania, alcuni funzionari della VA sono stati accusati di aver tenuto segreta, ai pazienti e agli stessi infermieri, la notizia dell’acqua di un ospedale contaminata dai batteri: data da bere ai pazienti ne ha infettati e uccisi diversi. La American Legion e un’altra associazione di veterani hanno chiesto da settimane le dimissioni del ministro Shinseki, guidando un coro che comprende un numero crescente di parlamentari repubblicani. Ma l’ex generale tiene duro, e Obama finora non ha parlato seriamente della vicenda e delle responsabilità. Lo facesse, sarebbe difficile non rimuovere il ministro, ma soprattutto sarebbe impossibile tenere lo scandalo sotto traccia. A cadere non sarebbe solo la testa di un membro del suo governo, che è cosa già grave. Se dovesse allargarsi l’analisi sulla gestione federale di questa categoria di malati, la gente vedrebbe in concreto le magagne inevitabili in un sistema centralizzato di sanità in mano a funzionari statali. Che, vincolati da ristrettezze di budget imposte ogni anno dal Congresso, hanno da scegliere tra questi mali: 1) allungare le liste di attesa, che è quello che capita con la sanità “sociale” in Canada, Gran Bretagna, Italia o Francia; 2) decidere direttamente quali malati non curare più perché “non ne vale la pena” o “costano troppo” le medicine per lui. I critici di Obamacare dissero subito che sarebbero stati creati i “panel per le condanne a morte”, ma Obama e i suoi fans li derisero per questa profezia. Ora il sistema pubblico della VA fornisce la prova reale che avevano ragione gli oppositori di Obamacare: la politica non sa gestire la salute, e a pagare sono i pazienti.

di Glauco Maggi
twitter @glaucomaggi

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