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Diari d'America

Eduardo Galeano sconfessa il suo best seller

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Eduardo Galeano  sconfessa il suo best seller

Momentaccio per le “Bibbie” della sinistra. Il Financial Times ha demolito giorni fa la credibilita’ del tomo appena uscito dell’economista francese Thomas Piketty “Il Capitale nel 21esimo secolo”. Il testo doveva diventare un “sequel” del ‘Das Kapital’ di Karl Marx, e Paul Krugman l’aveva definito subito sul New York Times “la ricerca economica piu’ importante del secolo”, ma la prima lettura analitica fatta dai giornalisti del quotidiano di Londra vi ha trovato errori di ogni genere: “sbagli nelle trascrizioni; tecniche sotto-ottimali per fare le medie; aggiustamenti ai numeri non spiegati; immissioni di dati senza citare la fonte; uso non spiegato di differenti periodi di tempo e incostanti utilizzi delle fonti”. Roba da bocciare uno studente, e invece lui fa il professore. E l’aspirante capopopolo contro i ricchi del mondo: la sua tesi e’ che vanno supertassati patrimoni e redditi, molto di piu’ di quanto non lo siano gia’, allo scopo di farci tutti uguali per raggiungere la “giustizia sociale”. Vedremo se i suoi fans faranno una piega.

Ma una mazzata ancora piu’ grave, irrimediabile, all’editoria social-comunista globale, perche’ calata sul saggio “Le vene aperte dell’America Latina: cinque secoli di saccheggio di un Continente”, tradotto in oltre una dozzina di lingue, e che ha venduto piu’ di un milione di copie dalla sua pubblicazione nel 1971, l’ha data Eduardo Galeano, 73 anni, scrittore uruguaiano. Non e’ un omonimo. E’ proprio lo stesso Galeano che scrisse il libro, il Manifesto dell’anti-imperialismo e anti-americanismo del tempo, da giovane militante schierato a sinistra. Poi e’ cresciuto, e oggi ha cambiato idea. Qualche giorno fa, parlando in pubblico ad una fiera del libro in Brasile dove era stato invitato nel 43esimo anniversario dell’opera, ne ha detto peste e corna. L’ha stroncata.

“Non sarei neppure piu’ in grado di leggerla…. Potrei svenirci sopra. Per me, questo tipo di prosa della sinistra tradizionale e’ estremamente pesante, e il mio fisico non la puo’ tollerare”, ha detto con autoironia. “ ‘Vene aperte’ tentava di essere un libro di politica economica, ma io non avevo ancora il necessario addestramento o la preparazione”, ha ammesso. E ha aggiunto: “La sinistra a volte commette gravi errori” quando e’ al potere, una stoccata che tutti hanno interpretato come critica dei regimi dei Castro a Cuba e di Maduro in Venezuela. Verrebbe da dire, del Galeano attuale pentito, che e’ un bell’ingrato verso il governo chavista: il 18 aprile 2009, durante il quinto vertice delle Americhe a Trinidad e Tobago, Hugo Chávez aveva messo in mano a Obama una copia di ‘Le vene aperte dell'America Latina’ e la fama e le vendite del libro subirono un’impennata, entrando nei primi 10 di Amazon. Altri dicono che e’ ben peggio di un ingrato.

Tre intellettuali sudamericani favorevoli al libero mercato e anti-comunisti, il colombiano Plinio Apulleyo Mendoza, l’esule cubano Alberto Montaner e il peruviano Alvaro Vargas LLosa, avevano gia’ replicato al lavoro di Galeano negli Anni Novanta scrivendo una “Guida al perfetto idiota latino-americano”, bollando “Le vene aperte” come ‘la Bibbia dell’idiota” e riducendo la sua tesi a una semplice frase: “Noi siamo poveri: e’ colpa loro”. Adesso, dopo le dichiarazioni recentissime di Galeano, lo riporta il New York Times, Montaner ha scritto sul suo Blog un post intitolato “Galeano si corregge e gli idioti perdono la loro Bibbia”. E in Brasile Rodrigo Constantino, autore di “La sinistra al caviale”, ha dato all’analisi e alle prescrizioni di Galeano la responsabilita’ per la maggior parte dei guasti in America Latina. “Dovrebbe veramente sentirsi colpevole per il danno che ha provocato”, ha scritto nel suo blog.

Ma il male causato da 40 anni di “Vene aperte”, tardivamente “chiuse”, non si limita alla diffusione di attiva e cattiva propaganda in Sud America. Moltissimi colleges negli Usa hanno adottato, e continuano ad usare, “Le vene aperte “ nei corsi di studi di storia. E a dimostrazione del fatto che sono mosche bianche i liberal che aprono gli occhi, anche quando la realta’ gli sbatte in faccia, Michael Yates, direttore editoriale della Monthly Review Press, che pubblica la versione americana del libro, ha detto che non vede motivo di fare nulla sul fatto che Galeano giudiche il testo illeggibile. Per Yates la polemica sulle frasi autocritiche e’ “una tempesta in un cucchiaio”, perche’ il libro e’ ”una entita’ indipendente dallo scrittore e da qualsiasi cosa possa pensare lui adesso”, ha detto al NYT.

di Glauco Maggi

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