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Il caso

Usa invasi dai bimbi immigrati illegalmente: "merito" della Casa Bianca

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Usa invasi dai bimbi immigrati illegalmente: "merito" della Casa Bianca

Ormai in America, e specificamente in Texas e Arizona, e’ “emergenza bambini immigrati illegalmente”, con la Casa Bianca che raccoglie quello che ha seminato e cerca tardivamente e ipocritamente di rimediare alla crisi umanitaria con milioni di dollari in programmi federali di bella speranza. Da mesi e’ in pieno svolgimento il fenomeno dei minori, moltissimi sotto i 12 anni, che da tre paesi dell’America Centrale - l’Honduras, il Guatemala e El Salvador- entrano in Messico senza subire alcun controllo, e da quel paese sono accompagnati con bus e treni al confine meridionale degli Stati Uniti. A quel punto, passano illegalmente il confine e si trasformano in un esercito di disperati con in testa il “sogno americano”. Non possono essere automaticamente rispediti indietro, perche’ la legge Usa prevede una procedura di esame caso per caso. Quindi, intasano i centri di assistenza texani che sono stati predisposti per le emergenze sociali dei cittadini americani, dagli homeless alle vittime degli uragani o altri cataclismi. E in molti otterranno asilo perche’ provenienti da aree povere e afflitte dalla delinquenza.

Il governatore Rick Perry e’ corso a Washington per lanciare l’allarme e chiedere che il governo federale intervenga immediatamente per frenare l’esodo, e coprire l’aggravio di costi sui bilanci dello Stato texano per le spese in uomini, mezzi, e sedi di ricovero, impegnate per affrontare l’ondata di irregolari. “Se dovesse capitare una qualche emergenza meteorologica” ha detto Perry in Tv, “non avremmo posto per i nostri sfollati”. La risposta di Obama e’ stata finora di mandare il suo vice Joe Biden a parlare con i governi dei paesi i cui cittadini intraprendono la fuga dalla poverta’, per convincerli a intervenire a loro volta per bloccare la migrazione di massa. E il presidente stesso ha telefonato al primo ministro messicano Pena Nieto per sollecitare la sua collaborazione nel fronteggiare la crisi. In realta’, il Messico gia’ fa poco o nulla per ostacolare la migrazione dei suoi stessi cittadini poveri verso gli Usa, e si lava le mani del passaggio sul suo territorio degli irregolari del Centro America.

Anzi ne favorisce una pronta “espulsione” verso la mecca americana, al punto che monta nell’opinione pubblica – e la voce piu’ forte e rappresentativa e’ quella di Bill O Reilly, il giornalista di FOX Channel piu’ seguito con il suo talk show di prima serata- la pressione per infliggere sanzioni economiche contro il Messico, peraltro partner nella NAFTA con Usa e Canada. Obama e’ in difficolta’ nella gestione di questa crisi, perche’ rischia di rafforzare nel paese la posizione di chi e’ contrario alla riforma della immigrazione. Un conto e’ battersi per dare l’amnistia ai milioni di famiglie senza documenti stabilite da anni nel paese, pacifiche e lavoratrici. Un altro e’ essere responsabili diretti di un esodo, che e’ di fatto una vera tratta di bambini e mamme, vittime del messaggio di apertura politica indiscriminata, a forza di ordini esecutivi senza rispetto del parlamento e della legge, che hanno reso le deportazioni una pratica sempre meno efficace. “Dobbiamo trattare con la falsa percezione, che viene deliberatamente propagandata da organizzazioni criminali, su che cosa si deve aspettare la gente che entra negli Stati Uniti”, ha detto un dirigente del dipartimento della Sicurezza nazionale.

Ma su che cosa si basano le promesse di un ingresso definitivo in America, usate dai trafficanti che gestiscono il passaggio, a pagamento, dei poveri bambini honduregni o gualtemaltechi? Le loro sono parole di sfruttatori senza scrupoli, ma a convincere le famiglie a tentare l’emigrazione negli Usa sono i fatti concreti, ossia gli ordini esecutivi del presidente americano che da due anni ha chiesto al ministero della Giustizia e a quello della Sicurezza Nazionale di non deportare piu’ i ragazzi clandestini , che oggi hanno fino a 30 anni o anche di piu’, se sono venuti qui quando erano minorenni. In questa situazione, suonano inutili anche i milioni che l’amministrazione ha destinato in programmi di assistenza per i paesi centroamericani. Gli Usa daranno 9,6 milioni di dollari a El Salvador, Guatemala e Honduras per costruire centri di ricovero dove ospitare i bambini che saranno rimpatriati. Al Salvador andranno 25 milioni per erigere altri 77 centri per la gioventu’, oltre ai 30 gia’ esistenti.

Ma l’America sta gia’ fornendo 130 milioni ai tre paesi in programmi bilaterali di assistenza, e la strategia tipicamente liberal secondo cui i soldi pubblici delle tasse possono risolvere i problemi sociali e’ gia’ fallimentare e subira’ un’altra sconfitta pratica con queste “elemosine”. Convogliare risorse verso governi inaffidabili significhera’ piuttosto regalare dollari per la torta della corruzione locale.

di Glauco Maggi
@GlaucoMaggi

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Commenti all'articolo

  • Orangel

    23 Giugno 2014 - 10:10

    Alla fine, nella grande competizione fra Spagna e Inghilterra per il dominio nel Nuovo Mondo, iniziata cinque secoli fa, vinceranno gli spagnoli. Lo spagnolo soppiantera` l'inglese; buon per noi che parliamo una lingua piu` affine grazie a Giulio Cesare.

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