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Diari d'America

Obama ignora la Costituzione: rischio impeachment

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Obama ignora la Costituzione: rischio impeachment

C’e’ una parola che gira con sempre maggiore frequenza, a Washington, ed e’ “impeachment”. Che significa in sostanza “accusa al presidente” di aver commesso reati di infedelta’ alla Costituzione su cui ha giurato dopo il voto, con la relativa procedura per la sua rimozione dalla carica con voto di maggioranza qualificata in Congresso. Oggi questa maggioranza non c’e’, e nessuno dei membri del partito di opposizione, il GOP, ha fatto passi ufficiali per far partire l’iniziativa, che sarebbe senza speranza. Cosi’, l’ultimo ad averla pronunciata in un contesto di ufficialita’ e’ stato lo Speaker della Camera, il repubblicano John Boehner, quando l’ha esplicitamente esclusa giorni fa: “Non e’ questione di impeachment, vogliamo costringere Obama a rispettare la Costituzione”, ha detto mentre annunciava la sua decisione, come rappresentante di uno dei due rami del potere legislativo, di fare causa al presidente per il suo ripetuto uso degli ordini esecutivi attraverso i quali calpesta le leggi che non gli aggradano, o introduce regolamenti nuovi senza avere la legittimazione del voto del Congresso, che e’ il depositario del potere di fare e cambiare le leggi.

E parlando in TV, l’autorevole opinionista conservatore Charles Krauthammer l’ha citata in un commento durissimo sul presidente: “Obama non e’ un politico naturale. Non credo che a lui neppure piaccia la politica, che e’ cosa bizzarra per uno che fa il presidente. E’ chiaro che ha completamente fallito nel fare cio’ che il presidente e’ tenuto a fare, ossia lavorare con l’altra parte. Ma il lato peggiore di cio’ e’ che non gliene importa nulla della Costituzione. Ci saranno altri presidenti dopo di lui. E se lui la fa franca con questa ultra _ attivita’ – creare leggi, riscrivere le leggi, ignorare le leggi – questa sara’ un’ occasione di sconfitta per il paese e per lo stato di diritto. Credo proprio sia la peggior parte di tutto cio’. Se costui fosse un repubblicano, ora sarebbe finito sotto impeachment per tutti questi abusi”.

Nessuno puo’ negare fatti alla mano che il comportamento di Obama sia sempre stato di disprezzo degli avversari politici, e poi dello stesso sistema democratico. Prima con gli attacchi verbali al cosiddetto “ostruzionismo repubblicano”, quando i parlamentari del GOP si sono opposti a certe sue proposte di legge. Poi, come ha persino dichiarato con strafottenza, con “la penna e il telefono”: la penna per scrivere di suo pugno le nuove leggi o per cancellare quelle sgradite, e il telefono per chiamare a raccolta i suoi attivisti a fare propaganda contro le resistenze repubblicane. Ma i contrasti sono l’essenza della democrazia in uno Stato in cui la Costituzione prevede la separazione dei poteri nel costante bilanciamento delle decisioni. E la vera e unica qualita’ di un presidente e’ di trattare con tutte le forze, mediare, e ottenere soluzioni accettabili di compromesso. Obama fa l’esatto opposto, e ormai ha un atteggiamento di sfida continua, convinto che l’America apprezzi il suo dirigismo extra-legale. Ma con un indice di popolarita’ fermo al 40-45% da anni, questa sua politica e’ un atto di presunzione che sara’ pagato dai democratici in novembre, alle elezioni di medio termine. Se perderanno anche il controllo del Senato, Barack non avra’ piu’ alcuno spazio istituzionale per far passare la sua agenda con il metodo costituzionale, e dovra’ trasformarsi in monarca assoluto ancora di piu’ di quanto non lo sia gia’ adesso. A quel punto, pero’, nei suoi ultimi due anni da presidente la possibilita’, che oggi Boehner scarta e Krauthammer cita obliquamente per rimarcare i due pesi e le due misure che tengono i media e il Palazzo di Washington a seconda del partito che guida la Casa Bianca, potrebbe concretizzarsi.

Gia’ oggi Obama ha a suo carico varie accuse di “lesa Costituzione” : ha cambiato, di suo pugno, 32 volte la sua stessa legge Obamacare; ha ordinato di non deportare gli illegali giovani, fino a 30 anni, malgrado sia un reato federale essere negli Usa da clandestini; ha trattato lo scambio del prigioniero americano con cinque capi terroristi afghani talebani detenuti a Guantanamo senza avvisare 30 giorni prima il Congresso come prescrive la legge. Sono atti gravissimi, non la bugia di Clinton sul sesso con Monica. Se tira troppo la corda, sara’ indifendibile anche per molti democratici. Ma lui pare non curarsene. Qualche giorno fa, la solenne bocciatura alla unanimita’ dai 9 giudici della Corte Suprema, che conta 4 liberal nelle sue file, per aver “abusato del potere” con la nomina illegale di tre membri del Board delle Relazioni del Lavoro, sarebbe dovuto essere per lui un campanello di allarme. Ma ha fatto spallucce e ha promesso che continuera’ a fare da solo su immigrazione, global warming, e welfare. Fino a quando gli americani sopporteranno “re Barack”?

di Glauco Maggi

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Commenti all'articolo

  • zanka

    29 Giugno 2014 - 17:05

    E le balle sul Bengazigate? E i soldi per i "ribelli" siriani? E l'addestramento in Giordania dei tagliagole ISIS ad opera della CIA? E i Fratelli Musulmani nella sua Amministrazione? Ecc. ecc.

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