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Travolto dai fallimenti

Per Obama la visita in Texas sarà come l'uragano Katrina

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Barack Obama

Obama sta per essere travolto da una valanga di fallimenti politici ma e’ imperterrito nella attivita’ che sa fare meglio, e che gli interessa di piu’ (golf a parte): andare alle cene e ai cocktail organizzati dai suoi fans piu’ accesi e facoltosi a raccogliere fondi (fundraising) per i candidati democratici al Congresso. Ieri e’ stato a Denver, in Colorado, primo stato a legalizzare la marijuana. Non hanno il problema dei profughi, e di Barack circolano foto di lui, in camicia, mentre gioca a biliardo in una birreria, e batte il governatore democratico del Colorado Gov. John Hickenlooper. Oggi, smaltiti i fumi della ricreazione, arriva in Texas.

Sono due stati che erano nel suo calendario di “fundraiser” da tempo. Ma la visita in Texas rischia di trasformarsi in una Katrina per Barack, come ha detto senza mezzi termini il deputato del suo stesso partito, Henry Cuellar, che rappresenta il distretto invaso da oltre 60mila bambini, affamati, disperati, molti malati, o con la scabbia e le pulci nei capelli. “Deve venire qui, deve vedere con i suoi occhi la gravita’ del caso”, ha detto Cuellar. L’area di crisi e’ una Lampedusa nel deserto texano, ma il presidente che si era tuffato tra le braccia del governatore del New Jersey, sulle spiagge colpite dall’uragano Sandy a due settimane dal voto nel novembre 2012, si e’ finora ben guardato dall’andare nei centri di accoglienza approntati per l’emergenza umanitaria nelle cittadine americane al confine con il Messico.

E fino a questo momento esclude di andarci, ben consapevole che ne uscirebbero immagini devastanti per lui, e per la sua responsabilita’ diretta in questo scandalo. L’uragano Sandy (come quello di Katrina, peraltro) era stato colpa della natura, o magari del global warming secondo la religione dei liberal, e la visita sul posto era la cosa (politicamente) giusta da fare. Il flusso incontrollato verso il Texas di minori, alcuni con la mamma ma in grande maggioranza da soli, e’ il diretto prodotto della decisione della Casa Bianca, nel 2012, in cui ha di fatto amnistiato tutti i clandestini gia’ in America, sotto i 30 anni e arrivati minorenni, quindi “incolpevoli”, assieme ai loro genitori (“colpevoli”, ma sono comunque qui a milioni).

E’ ovvio che per i poveretti dell’America Centrale e non solo (molti sono infatti venuti persino dalla Cina) , il decreto legge di Barack che vietava sine die la deportazione dei giovani garantendo uno stato quasi-legale e’ stato preso per un “aprite le cataratte”, un invito generalizzato: “Venite negli Stati Uniti, Obama non vi rimandera’ a casa”. Ora che la bomba e’ scoppiata, la Casa Bianca ha chiesto 3,7 miliardi al Congresso per assumere altri giudici che istruiscano in fretta i processi ad ogni clandestino e valutarne la deportazione e altri agenti per frenare gli ingressi. Con un comunicato del governo e’ stato chiarito che la “amnistia” precedente non vale per i nuovi irregolari, ma la situazione in Texas e’ fuori controllo, e Obama sotto accusa da tutte le parti. I repubblicani hanno vita facile nel sostenere che il suo “decisionismo” senza passare dal Congresso per ‘risolvere’ la questione della immigrazione e’ stato un autogol, oltre ad essere incostituzionale.

I liberal, Nancy Pelosi in testa, spingono perche’ non mani indietro nessuno, e al diavolo il confine tra legalita’ e illegalita’. E agli occhi del pubblico in generale la vicenda e’ una prova ulteriore della totale incompetenza di questo governo nell’affrontare, anzi nel creare, problemi dopo problemi e nel non saperli gestire, ma solo insabbiare. Se l’emergenza dei bambini dall’Honduras, El Salvador e Guatemala e’ la cronaca di questi giorni, altri scandali covano sotto la cenere della complicita’ dei media, ma sono pronti a riesplodere nei tre mesi scarsi che mancano al voto. Eccoli, sono una “valanga” in formazione, destinata a travolgere sempre piu’ la popolarita’ di Barack.

1—Scandalo IRS, l’agenzia delle tasse che ha organizzato la discriminazione contro i Tea party, a cui ha negato per anni le dovute esenzioni fiscali. Le inchieste del Congresso continuano, e la recente ridicola bugia sulle email tra l’IRS e la Casa Bianca che sarebbero andate perdute e’ destinata a tenere viva la volonta’ del GOP di andare a fondo.
“Maestra, il mio cane ha mangiato il quaderno dei compiti” e’ una scusa molto piu’ plausibile di quella di una agenzia federale che impone ai contribuenti di tenere i documenti per 7 anni in caso di auditing, e non sa conservare sei mesi di comunicazioni ufficiali dei suoi stessi dipendenti)

2—I soldati, reduci o feriti in guerra, sono morti a centinaia negli ospedali gestiti dalla VA (Veteran Administration) per non essere stati visitati e curati in tempo. I dirigenti del ministero, il cui ministro e’ stato “dimesso”, truccavano le liste facendo vedere che i tempi erano rispettati, cosi’ prendevano milioni di bonus, mentre i militari erano vittime della malasanita’ pubblica. Obama in campagna elettorale nel 2008 aveva promesso di “guarire” i guasti alla VA, di cui gia’ qualcosa era emerso, ma li ha fatti incancrenire in questi 5 anni e mezzo.

3—Bengazi. Ci sono voluti due anni per catturare un sospetto, membro di Al Qaeda, che adesso e’ accusato di aver architettato l’attacco che uccise l’ambasciatore Usa in Libia l’11 settembre 2012, nell’anniversario delle Torri Gemelle. E ancora Obama non ha detto dov’era e cosa faceva nelle ore della sera e della notte della crisi. Si sa pero’ che il mattino dopo se ne ando’ in Nevada per la solita raccolta-fondi. E per dire la bugia che la colpa era stata di un video su YouTube anti Maometto che aveva provocato una manifestazione popolare di protesta, che non era mai avvenuta. Lo scandalo non sara’ sepolto dal GOP, non solo perche’ e’ contro Obama ma perche’ coinvolge Hillary, allora segretario di Stato. Se corre nel 2016, il suo ruolo verra’ vivisezionato.

4— Obamacare. E’ ancora la causa principale della caduta di credibilita’ di Obama. “Se volete tenere la vostra polizza, la tenete cosi’ com’e’. Se volete tenere il vostro medico lo manterrete”, disse, una menzogna smascherata quando la legge e’ entrata in funzione. Ma adesso incombono pure le notizie sui prezzi delle polizze per il 2015: i primi dati parlano di aumenti oltre il 10%, quando una promessa di Obama era che i premi sarebbero scesi facendo risparmiare le famiglie. E il presidente e’ stato bocciato la settimana scorsa dalla Corte Suprema a proposito dell’obbligo previsto da Obamacare, a carico degli imprenditori con convinzioni religiose anti-aborto, di finanziare 4 specifiche clausole di contraccezione che portano alla distruzione dell’embrione.

di Glauco Maggi
@GlaucoMaggi

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