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Complimenti per la trasmissione

Il Vattimo fuggente bombarda Israele
la frocia di un uomo solo

Gli auguri di morte di un filosofo a un popolo

Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...
Gianni Vttimo

Tristezza. La prima sensazione, nell’ascoltare la gracchiante ferocia del filosofo Gianni Vattimo a La Zanzara su Radio 24 («Israele è peggio di Hitler ci vorrebbero più morti israeliani!»), e nel vederla rimbalzare in tutte le televisioni, è della profonda tristezza che avvolge un quasi ottuagenario solo, stremato dai fallimenti politici , abbandonato nell’odio come un villain balzachiano.
Ma è la seconda sensazione, un mix di sorpresa e di rabbia, quella che subito prevale. Quando Vattimo, aizzato sulla guerra di Gaza dalla coppia Beppe Cruciani/David Parenzo -dei carognoni, ma giornalisticamente inappuntabili- insiste nel gridare: «I palestinesi sono stati cacciati dalla loro terra e sono vittime di un genocidio con la scusa dell'Olocausto...Gli ebrei stanno ripetendo l’Olocausto al rovescio, sterminando i palestinesi, in tutti i modi, gli impediscono di vivere mentre sono vivi, li rinchiudono a Gaza e poi li gasano e li bombardano» si rimane di sasso. Quando Vattimo sventola aspirazioni di mercante di morte, la botta è forte: «È il momento di fare le Brigate Internazionali, come in Spagna. Sono disposto ad aprire una sottoscrizione per acquistare armi per i palestinesi. Cominciamo a distruggere il nucleare israeliano, loro sono i bastardi che hanno il nucleare noi no, sono lo stato canaglia che ha il nucleare». Quando Vattimo altera la realtà con «Israele è uno stato razzista con una minoranza perseguitata, maltrattata, murata, tenuta senz’acqua, espropriata, altro che democrazia»; e accusa i due colleghi di intelligenza col Mossad; eppoi afferma di volere la morte degli isreaelinai; eppoi sentenzia che «Hamas ha dei razzetti del cazzo, li vorrei solo comprare più efficaci; be’ quando esplode tutta questa sinfonia di banali orrori, ti chiedi davvero perchè abbiamo pagato per tanti anni un europarlamentare del genere.
Ovviamente le comunità ebraiche insorgono («veleni inaccettabili») . E, ovviamente, dai siti come quelli di Repubblica l’odio ribolle, il razzismo si dimena come in un’enome pentola a pressione. Alcuni post, random, alcuni immersi nell’odio, altri nell’ignoranza siderale»: «L’unica cosa che mi sconcerta è che la nazione di Israele sia rivendicata in base al fatto che Mosè vi fondò uno stato (ndr Israele nacque nel ’48, a meno che Ben Gurion non fosse il vecchio Mosè sotto falso nome) ; «Isreale è uno stato confessionale equindi nazista, non vi è alcuna differenza tra Israele e l’Iran»; «Sante parole»; «Gli ebrei si nascondono ancora dietro la vergogna dello stermino subito e applicano agli altri gli stessi metodi...». Eccetera, in un crescendo di applausi terribili e innaturali. E tu vai a cercare di spiegare, a questi signori, che -ferma restando la condanna della violenza tout court per gli uni e gli altri- Hamas ha bisogno della guerra perenne e dell’aspirazione allo sterminio ebraico per sopravvivere. Ecco perchè saltano sempre tutti i tavoli. E anche tecnicamente, vai a disilludere la visione romatica (romantica?!) di Hamas che lancia missili arruginiti, sfigati come frecce di Sherwood. No, in realtà i razzi -non solo l’ultima generazione di Qassam- sono veri, a lunga gittata e letali; Hamas spende milioni di dollari per armarsi, milioni che potrebbe essere utilizzati per nutrire e istruire i suoi, costruire scuole, ospedali, infrastrutture. E sono quelle stesse armi di Hamas, le cui rampe vengono nascoste tra le case dei civili, a puntare non contro caserme o postazioni militari ma contro scuole, ospedali, case e negozi. Provaci, a vivere a Gaza, sotto le bombe e sotto le assurde interpretazioni integraliste del Corano, uno dei libri più rispettosi del mondo. E provaci a parlare di democrazia con i Fratelli Musulmani che quand’erano al potere in Egitto invece di aiutare il popolo passavano il loro prezioso tempo a scavare gallerie per inzepparle di missili.
Vorrei parlare di Vattimo, il filosofo del «pensiero debole», allievo di Pareyson e di Sergio Quinzio, per il quale la via per la democratizzazione della società erano la diminuzione della violenza e la diffusione di pluralismo e tolleranza. Vorrei. Ma più lo sento in radio, e più mi viene in mente il Vattimo che abusa del ruolo per introdurre No Tav in carcere; che abbandona i Ds per abbracciare un marxismo fuori tempo; che si fa eleggere dall’Idv e che bussa alla porta di Grillo per ricandarsi al Parlamento Europeo dopo grandi prove d’assenteismo; e che, rimasto fuori dalle liste, si dispera «come farò, ora, con sole 4500 euro al mese?». Ed è in questo momento che m’assale prima un senso di vuoto, poi d’immensa stronzaggine. Immaginate quale delle due prevale...

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