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Diari d'America

L'Islam sbarca in Alaska: spunta la prima moschea

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

L'Islam sbarca in Alaska: spunta la prima moschea

La religione del deserto, l’Islam, sta costruendo un avamposto nello Stato americano piu’ gelido, anzi polare: l’Alaska. La prima moschea e’ in costruzione ad Anchorage, la citta’ piu’ popolosa che conta circa 300mila abitanti, la meta’ dell’intera popolazione alaskana. Delle metropoli americane con quel livello di residenti, Anchorage era finora l’unica a non avere una sede di culto islamico, ma ora il vuoto sta per essere colmato. Due milioni di dollari, su un totale di 3,5 milioni necessari per realizzare il progetto, sono stati raccolti dalla piccola ma crescente comunita’ di fedeli locali, e i lavori sono gia’ a buon punto nel sito dove sorgera’ l’Islamic Community Center di Anchorage, che conterra’ pure una scuola domenicale. Della moschea piu’ settentrionale degli Stati Uniti sono gia’ state erette le basi per i minareti ma non ancora le torri. Alla fine la sede islamica occupera’ uno spazio di 1400 metri quadrati accanto alla Sons of Norway Viking Hall: le peripezie della storia dell’uomo hanno sempre prodotto bizzarri apparentamenti, ma vikinghi e musulmani vicini di casa non devono avere molti precedenti. L’iniziativa non ha avuto alcuna significativa opposizione dai residenti, hanno detto al Wall Street Journal la polizia e i rappresentanti della comunita’ islamica locale: l’unico “segnale” di non gradimento sono state alcune copie della Bibbia fatte trovare sul cantiere, e donate dai maomettani ad una scuola cattolica.

In America, il dissenso tra fedi si manifesta con la “provocazione” di Bibbie offerte ai musulmani, e con la pacifica “restituzione” delle Bibbie ai cristiani. La liberta’ di religione e’ una pratica tanto radicata, che l’atto di “offendere” l’Islam lasciando qualche Bibbia nel cantiere della moschea sara’ sicuramente stato condannato dai liberal di Anchorage. E’ un mondo fatto cosi’. Mentre al sole cocente degli stati arabi, dove non si vota e comandano gli sceicchi, erigere una Chiesa cristiana e’ impensabile e chi viene trovato con una Bibbia in casa e’ frustato o peggio, nella fredda e buia Alaska splende la luce della tolleranza religiosa.
A proposito di luce, i fedeli di Maometto hanno un problema ad Anchorage. Digiunare dall’alba al tramonto nel mese del Ramadan, che e’ in piena estate finendo alla fine di luglio, richiede una dieta sacrificale da credenti duri e veri, perche’ puo’ significare non mangiare dalle due del mattino alla mezzanotte. Troppo per i pur devoti alaskani, che si sono rivolti alla Assemblea dei Giuristi Islamici Americani. E la soluzione e’ stata trovata. Per speciale dispensa, i fedeli alaskani possono digiunare dalle 4 del mattino alle 7 di sera, accorciando il sacrificio. Quando vogliono, insomma, anche i musulmani possono dialogare ed essere ragionevoli. E’ difficile fargliela pero’ capire a tutti: quelli che sostengono di essere i piu’ puristi maomettani di tutti, jihadisti e fanatici sunniti dell’ISIS, per esempio, vorrebbero far morire di fame cristiani e curdi, sciiti e yazidi, altro che digiuno sacro del ramadan.

Il numero dei musulmani in Alaska e’ aumentato molto da una quindicina d’anni fa, quando il manipolo di fedeli della congregazione di Anchorage si riuniva in un appartamento per le proprie funzioni. Sette anni fa il gruppo affitto’ un locale di 112 metri quadrati in un complesso commerciale, ma la crescita degli ultimi cinque anni, dovuta soprattutto a programmi di insediamento di rifugiati politici ad opera del governo federale, ha spinto al grande passo di una moschea vera e propria.
I musulmani negli Usa, oltre a contare sull’afflusso di immigrati dalle comunita’ islamiche dei paesi arabi, asiatici e africani, e sull’assorbimento di esuli dalle zone di guerra, hanno un tasso di figli piu’ elevato della media. Uno studio del 2011 del Pew Research Center ha calcolato che entro il 2030 dovrebbero raddoppiare dai circa 3 milioni di oggi a 6,2 milioni, equivalente ad una percentuale dell’1,7% dell’intera popolazione americana. A quel punto avranno raggiunto il peso che hanno attualmente gli ebrei e gli episcopali.

di Glauco Maggi

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Commenti all'articolo

  • rendagio

    10 Gennaio 2015 - 11:11

    hanno incominciato ad invadre anche quella regione com l´uso studiato e furbesco dele donne in cinta..piu´figli piu islamici,piu´potere , questo estratégia di concquista a lungo termine. mica scemo il MAOMETTO,

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  • francori2012

    17 Agosto 2014 - 19:07

    Se si limitassero a pregare il loro Dio senza triturare i marroni ad altri,andrebbe bene,però sono troppi che, ,come le capre che, loro conoscono meglio di noi,pretendono che siamo noi,con le buone o con le cattive ad abbracciare la loro religione. Ma cosa avete nella cucuzza? Francori2012

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