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Diari d'America

Non solo Foley: tutti gli americani decapitati negli ultimi anni

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Non solo Foley: tutti gli americani decapitati negli ultimi anni

Il giornalista americano James Foley, decapitato da un membro dell’ISIS probabilmente di cittadinanza inglese, non e’ la prima vittima della medioevale cultura islamica ultra’ che minaccia il mondo libero con la “promessa” di un Califfato da terzo millennio. George Bush aveva appena sferrato l’invasione dell’Afghanistan nell’autunno del 2001, in risposta, coordinata con la Nato, all’attacco di Al Qaeda a New York e Washington che uccise 3mila innocenti. Poco dopo, il primo febbraio del 2002, il giornalista del Wall Street Journal Daniel Pearl, 38 anni, cascato nel tranello di una intervista promessa da un leader islamico in Pakistan, fu catturato e poi decapitato da Khalid Sheikh Mohammed, come ha rivendicato lo stesso boia dopo essere stato catturato e rinchiuso a Guantanamo. L’orrore, al tempo della notizia dell’esecuzione di Pearl, fu enorme in America. C’era pero’ Bush alla Casa Bianca, che si apprestava a liberare un anno dopo l’Iraq dalla dittatura di Saddan Hussein, ritenuto in possesso di armi di distruzione di massa da tutti i servizi segreti occidentali e dalla larghissima maggioranza di parlamentari americani, Hillary Clinton e John Kerry in testa, che autorizzarono l’intervento. I nemici fondamentalisti che, sotto la bandiera dell’Islam, combattevano contro i soldati del texano e contro l’America, venivano trattati con i guanti da tanta opinione pubblica internazionale di sinistra anti-Usa.

I giornali liberal, e non solo per la verita’, li definivano insorti, o ribelli, o partigiani. Erano, invece, assassini in nome di una folle e anti-umana ideologia “religiosa” deviata. Anche i sanguinosi membri del gruppo di Abu Musab al-Zarqawi, protagonisti di un video del maggio 2004 in cui si vedeva l’esecuzione, per decapitazione, di un altro ostaggio americano, Nicholas Berg, furono condannati per la loro brutalita’, ma in sostanza mai presi davvero sul serio per cio’ che erano: geni di un tumore che continuava ad espandersi. Il mondo, anche l’opinione pubblica negli Stati Uniti, ha preferito archiviare le guerre, e ha scelto di ignorare un pericolo ancora letale. Obama e’ diventato presidente nel 2008 criticando aspramente il Bush interventista, guerrafondaio. E poi ha vinto ancora nel 2012, quando ha impostato la sua campagna sostenendo che “Al Qaeda e’ sconfitta e la marea della guerra sta recedendo” , anche mentre i terroristi assalivano il consolato Usa di Bengazi e ammazzavano l’ambasciatore americano e altri tre diplomatici e agenti. Intanto, la “talpa islamica ultra’ ” scavava, e non solo in Iraq e Siria dove l’ISIS e’ oggi diventato uno “stato canaglia”, il piu’ canaglia della Terra. In Nigeria c’e’ Bobo Haram, la fazione che ha rapito centinaia di studentesse, e tutto cio’ che ha subito come reazione e’ stato il tweet di Michelle Obama “liberate le nostre ragazze”.

In Yemen ci sono gli Houthis. In Somalia il gruppo Shabab. In Siria l’Al-Nusra Front. Queste ultime sono ancora formazioni che non hanno raggiunto la fama dell’ISIS o di Al Qaeda, ma il tempo lavora per un loro crescente radicamento. Quando se ne sentira’ parlare di piu’ e’ perche’ avranno commesso crimini sempre piu’ orrendi contro l’umanita’. La decapitazione di Foley, finalmente, avra’ l’effetto di una “chiamata alle armi” delle societa’ libere? Persino papa Francesco ha detto che l’ingiusto aggressore va respinto, e contro la forza di una violenza disumana la sola possibilita’ di vincere e’ contrapporre una maggiore forza militare. Obama, che oggi ha parlato della tragica fine di Foley dalla vacanza al mare, ha detto che i colpevoli di una simile nefandezza sono destinati a perdere, a scomparire. Ma purtroppo il mondo non si depura da se’ dei criminali dalla cattiva volonta’, servono altri uomini di buona volonta’ che sanno dire basta.

di Glauco Maggi

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Commenti all'articolo

  • oldpeterjazz

    25 Agosto 2014 - 15:03

    Alla guerra santa come alla guerra santa: - Ammazzare TUTTI gli islamici.

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