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Diari d'America

Warren Buffet e l'"inversione fiscale"

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Warren Buffet e l'"inversione fiscale"

Ci sono tasse e tasse, per l’obamiano Warren Buffett. E ci sono eroi ed eroi, per Obama.
Partiamo dalle tasse. Ricordate il celeberrimo finanziere Warren Buffett al fianco di Obama, durante le campagne presidenziali, mentre difendeva la politica dell’aumento delle tasse? Oggi e’ nelle cronache finanziarie perche’ vuole finanziare un quarto della costosissima (10 miliardi di dollari circa) acquisizione della Tim Hortons (catena canadese di bar) da parte dell’americana Burger King (fast food). Una volta fusa, la nuova societa’ stabilira’ la sua sede legale in Canada, con un lucrosissimo risparmio fiscale poiche’ negli Usa la corporate tax e’ al 35%, mentre in Canada e’ del 25% da un paio d’anni. La tecnica si chiama “inversione fiscale”, ma per il governo Usa e’ “diserzione fiscale”, poiche’ lo scopo e’ di evitare le imposte dello zio Sam optando per il regime canadese. Furbo Buffett? Certo che si’, ed anche rispettoso della legge. Pero’ con questa mossa e’ gia’ stato ribattezzato “l’ipocrita di Omaha”, non “l’oracolo” come veniva chiamato per la sua sperimentata capacita’ di prevedere gli affari giusti. Non che questo colpaccio non lo sia, ma che faccia tosta bisogna avere per contraddirsi cosi’ clamorosamente? Facile, quella del liberal sempre in azione. Era un dovere di equita’, per il Buffett pro Obama del 2012, che le imposte su chi aveva un reddito oltre 200mila dollari venissero elevate dal 35% al 39%. Si concesse anche la battuta autoflagellante che “non e’ giusto che la mia segretaria abbia da pagare una percentuale di imposte piu’ alta della mia”. Obama lo aveva premiato nel 2011 con una medaglia federale al merito, la Medal of Freedom, per il suo sostegno politico e i suoi attacchi ai finanzieri come Mitt Romney, spietati nella ricerca dei profitti. Ma la Medal of Freedom e’ quella che George Bush aveva dato a campioni indiscussi di lotta per la liberta’ contro il comunismo, quali Natan Sharansky, dissidente ebreo russo e Václav Havel, presidente della Repubblica Ceka. Adesso si sa di quale “liberta’” e’ paladino il vecchio “Paperone” Warren: la liberta’ di non pagare le tasse negli Stati Uniti.
E adesso gli eroi, passando dalla sostanza terrena del business alla simbologia delle esequie.

Il presidente ha mandato lunedi’ tre rappresentanti ai funerali del ragazzo nero di 18 anni, Michael Brown, ucciso due settimane fa da un poliziotto bianco a Ferguson (Missouri), in circostanze ancora sotto inchiesta della magistratura. La giovane vittima e’ diventato un eroe a prescindere, e in suo nome si sono scatenati disordini durati sei notti di fila, con saccheggi e vandalismi, ad opera dei professionisti del caos sociale. Non era invece presente alcun inviato della Casa Bianca nel New Hampshire alla messa domenicale in memoria del giornalista James Foley, sgozzato da un militante inglese dell’ISIS in nome del nascente califfato in Siria e Iraq, e in odio all’America. I genitori cattolici di Foley non erano del resto neppure stati gratificati da un invito di Obama ad essere al suo fianco quando il presidente ha dato l’annuncio (nei pressi del campo da golf a Martha’s Vineyard) della sua orribile fine. Al contrario, quando Barack diede giubilante, alla Casa Bianca, la notizia che il sergente Bowe Bergdhal, prigioniero dei talebani, era stato scambiato con 5 noti terroristi islamici detenuti a Guantanamo, e cio’ dopo una trattativa illegale persino secondo la successiva indagine del Congresso, al suo fianco c’erano il padre e la madre di Bowe. I due genitori si erano fatti precedere da dichiarazioni in sostanza anti-americane, e il padre si mise a parlare nella lingua dei sequestratori imparata per esprimere simpatia con la “conversione” filo afghana del figlio. Il quale, infatti, e’ oggi sotto inchiesta del Pentagono quale traditore per aver lasciato il suo plotone senza autorizzazione di notte ed essere stato “rapito” dai talebani con i quali ha poi apertamente familiarizzato. Su un piano piu’ storico puo’ essere ricordato, a maggiore disdoro di Obama, che non invio’ nessun diretto suo rappresentante di governo ai funerali di Stato di Margharet Tatcher, lasciando che a rappresentare l’America - non lui e neppure il partito democratico - fossero due ex segretari di Stato, George Schultz e James Baker III, entrambi repubblicani.

di Glauco Maggi

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Commenti all'articolo

  • lucaberardi

    06 Settembre 2014 - 13:01

    Warren Buffet ipocrita al cubo

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