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Il mondo brucia, Obama dorme. E gli americani s'arrabbiano

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Il mondo brucia, Obama dorme. E gli americani s'arrabbiano

I video delle brutalità dell'Isis, dalla decapitazione di James Foley alla processione delle centinaia di prigionieri siriani ignudi avviati all'esecuzione sommaria, stanno producendo due effetti opposti: richiamano sempre nuovi volontari nelle file degli assassini "conquistatori" che appaiono inarrestabili, ma contemporaneamente scuotono l'opinione pubblica americana erodendo l'isolazionismo e l'avversione alla guerra. Aumentano, e sarebbero centinaia a settimana, gli islamici radicali attratti dal profumo di vittoria e dal contagioso fascino della massima perversione umana, e non vengono solo dal mondo arabo. La stima attuale è che ci sarebbero almeno 5.000 arruolati con passaporto europeo o americano, ed è accertato che dagli Usa sono finora due i "caduti" in Siria sotto la bandiera nera islamo-nazista. Sono entrambi originari del Minnesota, dove la comunità musulmana è numerosa e influente: dal 2007, infatti, il sunnita Keith Maurice Ellison, eletto nel quinto Distretto nelle file del partito democratico, è il primo (e unico) deputato islamico alla Camera dei deputati.

Dall'altra parte, un sondaggio di Usa Today-Pew Research Center pubblicato oggi, venerdì 29 agosto, registra un balzo nel numero di americani che sono favorevoli ad un allargamento dell'impegno degli Stati Uniti per risolvere il "problema" dell'Isis. Anche se è ancora in conflitto su quanto gli Usa possano e debbano fare nella veste di leader e gendarmi internazionali, il pubblico si è sicuramente risvegliato dal sonno dell'isolazionismo in cui aveva sperato di potersi accomodare dopo 10 anni di guerra in Afghanistan e in Iraq, "confortato" com'era dal piffero pacifista di Barack, che ha costruito la sua carriera politica da ideologo "anti-guerra" senza se e senza ma. Quello stesso presidente che aveva dichiarato finita la stagione dell'impegno Usa con il ritiro delle truppe da Baghdad (e l'annuncio dell'addio a Kabul), vantandosi di aver sconfitto Al Qaeda e azzerato i pericoli del terrorismo e dei militanti maomettani, malgrado gli avessero, oltre tutto il resto, ammazzato nel settembre 2012 l'ambasciatore Usa in Libia. L'America, due mesi dopo Bengazi, lo premiò con il bis. Adesso, a 22 mesi dalla rielezione, il sondaggio nazionale di Usa Today-Pew mostra una crescente insoddisfazione nel Paese per come Obama sta trattando le crisi di Medio Oriente, Iraq, Siria, Russia-Ucraina: la maggioranza assoluta del 54% crede che il presidente "non è abbastanza duro" nel suo approccio alla politica estera e alle questioni della sicurezza nazionale, tre punti in più dalla rilevazione precedente di giugno. "Ciò va contro la credenza diffusa che il pubblico Usa sia isolazionista", ha commentato Bruce Jentleson, ex consigliere del Dipartimento di Stato nel governo Obama, che ora insegna alla Duke University. "La gente non è felice all'idea di usare il grilletto, ma non è neppure totalmente chiusa alla prospettiva di sparare". E il sentiment critico verso la Casa Bianca non è più solo politicamente partigiano. Tra i democratici e gli indipendenti la percentuale di chi accusa Barack di fare troppo poco è salita di 10 punti dall'anno scorso, e nel GOP è schizzata dal 20% che diceva che gli Usa facevano troppo poco nel novembre 2013 al quasi 50% attuale.

In totale, il 39% degli americani crede che gli Usa stiano comunque facendo troppo per aiutare il mondo in generale a risolvere i suoi problemi, contro il 31% che pensa che facciano troppo poco. Da notare che l'attuale gap si è ristretto a 8 punti, mentre era di ben 34 punti nel novembre scorso, quando il 51% diceva che l'America stava facendo troppo e solo il 17% che faceva troppo poco. L'apparente contraddizione di una maggioranza relativa (il 39%) che pensa che gli Usa si immischino negli affari mondiali con la bocciatura (54%) di Obama come stratega e comandante in capo si spiega così: è impossibile e sbagliato caricare sempre sulle spalle dei governi americani l'intero fardello dei guai globali, ma "quando ci vuole ci vuole" e questa Casa Bianca, in particolare sulla crisi dell'Isis che sta diventando una minaccia diretta per l'Occidente e per la stessa patria domestica americana, deve darsi una mossa.

Il sondaggio Usa Today-Pew è precedente all'infausta dichiarazione rilasciata giovedì sera da Obama, in conferenza stampa, secondo cui "non abbiamo ancora una strategia per l'Isis". Nell'occasione, ha detto che non è imminente alcun intervento aereo sulla Siria, un dietro-front rispetto all'invio qualche giorno fa dei droni in perlustrazione oltre i confini con l'Iraq. Ed è anche il secondo voltafaccia siriano dopo quello famigerato della "decisione" di punire con i raid aerei Damasco per l'uso delle armi chimiche, cancellata in fretta e furia, una settimana dopo, con l'aggravante di aver chiesto aiuto a Putin di "controllare" la distruzione dei gas del suo amico Assad. Lo stesso Putin che ha poi invaso la Crimea e, oggi, ha migliaia di suoi soldati in Ucraina orientale. Con questi sviluppi deleteri sul fronte "orientale", sempre più sotto gli occhi di tutti, le azioni di Barack sono destinate a cadere ancora, e lo sconforto dell'opinione pubblica Usa nell'avere un leader così fiacco e inaffidabile a crescere giorno dopo giorno.

di Glauco Maggi 
twitter @glaucomaggi

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Commenti all'articolo

  • raoultonini

    30 Agosto 2014 - 16:04

    Giusto, anzi mi e' sembrato che l`articolo sia stato anche troppo benevolo. L`attuale presidente USA e' stato creato dai media che di fatto hanno mentito sulle vere capacita' che un community organizer avrebbe avuto nel guidare un paese cosi' complesso le quali sorti si riperquotono globalmente. Obama si e' circondato di advisors le cui visioni sono puramente ideologiche e avverse all`occidente.

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  • SiDai

    30 Agosto 2014 - 14:02

    Obama inutile e incapace

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  • zydeco

    30 Agosto 2014 - 13:01

    Secondo me a Obama manca la leadership. Non ha una visione politica chiara e non e' capace di essere coerente.

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  • Devogu

    29 Agosto 2014 - 18:06

    Ma forse è meglio lasciarlo dormire, con tutti i focolai di guerra che ha scatenato e tutti i danni provocati nell'Europa oltre alla (mitica) America.

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