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Così Cuba prova a far crescere nuove spie nelle università Usa

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Così Cuba prova a far crescere nuove spie nelle università Usa

Come facevano gli agenti politici dell'URSS tra l’intellighenzia americana fin dagli Anni 20 e 30, Cuba oggi recluta spie contattando la rete di studenti e docenti universitari di ideologia comunista, secondo un rapporto dell'FBI appena pubblicato dalle agenzie di stampa. Tra le "trappole" usate con frequenza e successo c’è la più vecchia del mondo, l'attrazione sessuale per avvicinare e incastrare i "candidati". Del resto, quando già hai la mente molto orientata all’ideale supremo ma etereo del socialismo, l’aggiunta delle pulsioni del cuore e dei sensi più terreni produce un mix irresistibile che può portare al tradimento della propria patria. Volontario, o costretto dal ricatto che sia, il cambio di bandiera.

I servizi segreti castristi, si legge nel Rapporto FBI di 5 pagine datato 2 settembre, non classificato, “hanno perfezionato il lavoro di piazzare i loro agenti di reclutamento sul territorio USA; ciò comprende la tattica di operare aggressivamente puntando sulle università statunitensi nella convinzione che una percentuale di studenti alla fine occuperanno posizioni, all’interno delle agenzie di governo USA, che permetteranno l’accesso a informazioni utili ai servizi segreti cubani”. Il governo dell’Avana “impegna un importante ammontare di risorse per sfruttare il mondo accademico americano”, continua il Rapporto.

Il metodo primo di reclutamento usato dai cubani, spiega scoprendo l’acqua calda l’FBI, è di fare appello all’ideologia dei membri della sinistra Usa. "Per esempio, qualcuno che è allineato con la ideologia comunista o della sinistra può dare assistenza ai servizi segreti di Cuba per il proprio credo”, scrive l’FBI. Ad altri sono offerti, più prosaicamente, profittevoli accordi di business a Cuba in un futuro contesto post-embargo. E intanto vengono “attratti con viaggi sull’isola, totalmente spesati”. Anche con l’embargo USA verso Cuba, ancora in vigore anche se alleggerito da Obama, c’è la possibilità di visitare l'isola per motivi legali, culturali o scientifici.

Grazie proprio ai viaggi “di lavoro” i professori americani finiscono così nei tranelli della rete degli agenti cubani, che lavorano in uno speciale dipartimento dedicato a sfruttare le debolezze e le scappatelle sessuali dei turisti “accademici”, oltre alle loro inclinazioni rosse. I cubani “approfittano attivamente dei visitatori”, spiega l’FBI. “Questo dipartimento speciale ha il supporto di tutte le risorse di controspionaggio che il governo di Cuba può dispiegare nell’isola. Gli agenti segreti entrano facilmente in contatto con gli accademici di passaggio, stando negli stessi alberghi e partecipando alle attività che sono predisposte per i turisti. E ciò offre chiaramente le occasioni per individuare i target”.

In aggiunta a raccogliere informazioni e segreti, le spie cubane sviluppano “operazioni per influenzare”. Gli obiettivi di queste iniziative vanno dal diffondere una certa immagine del regime, usualmente positiva, a tentare di orientare la classe politica Usa verso particolari indirizzi operativi. “Ad alcuni di questi individui non viene detto apertamente che stanno lavorando per i servizi cubani, anche se non sarebbe per loro molto difficile capirlo. La relazione può sembrare in apparenza come una benefica e mutua amicizia”.

Non è da ora che le università Usa sono una miniera per le spie cubane. Chris Simmons, ex agente della Dia USA (Defense Intelligence Agency), ricorda quando sei agenti della intelligence cubana furono assegnati alla “assistenza” di Julia E. Sweig, specialista per gli Affari Latini nel Consiglio delle Relazioni Estere, celebre pensatoio di New York formalmente indipendente, per scrivere un libro 12 anni fa sulla rivoluzione cubana. “I campus dei colleges sono visti come il terreno fertile per il reclutamento della nuova generazione di spie”, dice Simmons. “Cuba pesantemente opera nelle scuole che addestrano i migliori candidati per i lavori governativi, come la Georgetown University, la Johns Hopkins University, e la George Washington University”. “Il mondo dell’accademia è stato e rimane un bersaglio-chiave dei servizi di intelligence stranieri, compresi quelli cubani”, conclude il Rapporto dell’FBI.

di Glauco Maggi
twitter @glaucomaggi

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