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Provocazione rossa

Lo schiaffo della Corea del Nord agli Usa di Obama

Pyongyang annuncia nuovi esperimenti militari per "mettere a posto i conti" con gli Stati Uniti. Proprio nel giorno dell'investitura di Kerry

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Lo schiaffo della Corea del Nord agli Usa di Obama

di Glauco Maggi

Nello stesso giorno in cui in Senato a Washington è iniziata l'audizione per la conferma di John Kerry a segretario di Stato, da Pyongyang la Corea del Nord ha bellicosamente annunciato un piano di esperimenti militari che contemplano il test di razzi a lunghissima gittata, specificamente puntati conto gli Stati Uniti. Martedì il consiglio di sicurezza dell'Onu aveva condannato con una risoluzione il precedente lancio di un razzo del 12 dicembre scorso da parte dell’armata nordcoreana, che l'aveva "mimetizzato" da vettore di un satellite. E ieri la Commissione per la Difesa Nazionale ha comunicato che il nuovo test sarà parte delle operazioni di sviluppo militare contro "il nemico giurato del popolo della Corea", cioè l'America. "Il Consiglio dovrebbe chiedere scusa per il suo crimine di minacciare seriamente l'indipendenza di uno stato sovrano e ritirare tutte le risoluzioni irragionevoli", si legge nel testo, che continua. "Non nascondiamo che una varietà di satelliti e di missili a lunga gittata saranno lanciati dalla DPRK (democratica popolare repubblica del popolo) uno dopo l'altro e che un test nucleare di più alto livello (l'allusione è a quello precedente, che fu un fiasco tecnicamente, ndr) sarà prodotto nell'imminente azione. Una nuova fase della lotta anti-Usa che continua secolo dopo secolo avrà come target gli Stati Uniti", recita il testo della dichiarazione del regime, che ha cambiato guida l'anno scorso, ma non linea politica, con la salita al potere di Kim Jong-un. L'agenzia ufficiale nordcoreana ha espresso di recente l'oltraggio del governo per la notizia, uscita sulla stampa cinese, che Kim Jong-un si sarebbe sottoposto ad un intervento di chirurgia plastica al volto per rafforzare il culto della sua personalità assomigliando ancora di più al nonno Kim –il Sung, il mitico "padre" fondatore della Nord Corea stalinista, .  

L'attacco del governo comunista agli Usa è stato condito con la minaccia dell'uso della forza, ma tradendo il solito scopo pubblico che sta dietro alle decisioni di escalation negli armamenti (oltre a quello "segreto" di fare commercio di tecnologia atomica con l'Iran e con altri regimi-canaglia): "Mettere a posto i conti con gli Stati Uniti deve essere fatto con la forza, non con le parole, dal momento che loro usano la legge della giungla come regola della loro sopravvivenza", dice la presa di posizione di Kim Jong-un. Naturalmente il mantenere i toni drammatici di allarme internazionale ha anche un obiettivo interno, di esasperare il nazionalismo, ma soprattutto vuole essere un avviso che si possono "mettere a posto i conti con gli Usa" con nuovi aiuti umanitari ed economici, che da decenni arrivano dall'America e dalle Nazioni Unite, e sempre in cambio di falsi impegni della Nord Corea, e di vuoti giri di nuovi "colloqui di pace". Rituale, infine, la descrizione del Consiglio di Sicurezza come "marionetta degli Stati Uniti", perché le sue "risoluzioni sono il prodotto del cieco perseguimento della politica ostile dell'America".

La Nord Corea aveva già "festeggiato" con il lancio di successo del  missile dello scorso 12 dicembre la rielezione di Obama. Adesso ha scelto il giorno della consacrazione della colomba John Kerry (il voto a suo favore alla nomina di segretario di stato non è mai stato in dubbio) per dire all'America quanta paura ha anche del suo ministro degli esteri.

twitter @glaucomaggi

 

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