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Diari d'America

Il sondaggio che fa tremare Obama: gli americani vogliono la secessione

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Il sondaggio che fa tremare Obama: gli americani vogliono la secessione

Con l’indice di approvazione del presidente al 40% e del Congresso a meno del 15%, la disistima verso Washington e’ cosi’ diffusa che i venti di secessione europei hanno varcato l’Atlantico e stanno contaminando la politica Usa. Un sondaggio della Reuters/Ipsos appena diffuso ha fotografato il “mal di pancia americano”: circa un quarto dei cittadini vedrebbe bene il proprio Stato fare da se’, con il picco di insoddisfazione verso il governo centrale in Texas, che del resto ha nel suo passato un decennio di indipendenza come “Repubblica del Texas” a meta’ dell’800 prima di essere annesso alla Federazione. E che ha da allora poi sempre mantenuto la sua bandiera con una Stella Solitaria (Lone Star). La rilevazione dell’umore secessionista, condotta dal 23 agosto al 16 settembre tra oltre 8900 cittadini Usa nell’imminenza del referendum scozzese, ha dato ancora una maggioranza del 53,3% di americani “unitari”, ma ha registrato una significativa percentuale del 23,9% di favorevoli a mettersi in proprio, con una nutrita platea residua di indecisi, catturabili quindi dalle sirene indipendentiste. 

La spinta a lasciare Washington, e questa Casa Bianca, non e’ peraltro marcatamente partigiana. Cioe’ non riflette solo l’ostilita’ ad Obama, ad Obamacare, e alla disastrosa conduzione della politica economica ed estera del leader democratico che e’ pure tanto larga nel Paese. E’ vero che tra i Repubblicani e i residenti delle aree rurali del West la voglia di addio e’ piu’ forte che tra i Democratici e chi abita nel Nord Est, ma insieme al 29,7% di “secessionisti” del GOP ci sono anche il 21% di aderenti al partito del presidente. Geograficamente parlando, l’area piu’ incline all’idea di lasciare l’Unione e’ quella degli Stati sud-occidentali, con oltre un residente su tre, il 34,1%, su questa posizione. Non a caso, un gruppo di attivisti independentisti texani sta da tempo facendo pressioni sui deputati e i senatori locali perche’ organizzino un referendum consultivo come primo passo verso l’indipendenza. Nel New England, la culla della guerra rivoluzionaria che porto’ alla liberazione contro gli inglesi, soltanto il 17,4% vorrebbe invece che il proprio Stato diventasse indipendente.

Nelle interviste individuali dei sondaggisti al campione di interpellati per capire le ragioni della “rivolta” contro la federazione sono emersi due fattori su tutti: la contrarieta’ verso Obamacare e la sfiducia nei politici. “Il Texas ha tutto quello di cui abbiamo bisogno. Abbiamo le fabbriche, abbiamo il petrolio, e non ci serve niente da loro”, ha detto Mark Denny, Repubblicano, 59 anni, un pensionato che vive nei sobborghi di Dallas. “Ho totalmente perso la fede nel governo federale e nella gente che e’ in carica, siano Repubblicani, Democratici o Indipendenti”. Brittany Royal, 31 anni, infermiera Repubblicana di Wilkesboro, in Nord Carolina, ha detto che la legge di riforma sanitaria l’ha portata a chiedersi se non starebbe meglio in uno Stato non legato a Washington: “Obamacare davvero fa molto male a tanti qui da noi, me compresa. La mia assicurazione e’ balzata da 40 dollari settimanali per una famiglia di 4 persone a 150 dollari. Io sono convinta che il governatore Pat McCrory abbia un piano per la salute migliore di quello di Obama”. "Non credo che faccia piu’ molta differenza quale partito sia al governo. Tanto non combina nulla”, ha commentato Roy Gustafson, 61 anni, disabile di Camden, in Sud Carolina. “Il nostro Stato sarebbe in grado di condurre meglio le cose se agisse per conto suo”.

di Glauco Maggi

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Commenti all'articolo

  • plaunad

    21 Settembre 2014 - 12:12

    Che strano, i milioni di fanatici Obamisti che alla sua elezione sbavavano chiamandolo il "Nuovo Messia" non si sentono più parlare.

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  • zydeco

    21 Settembre 2014 - 00:12

    Obama certamente e' uno dei peggiori presidenti. La sua politica estera non è solo disastrosa, ma anche pericolosa. La politica economica e sociale e' troppo liberal è certo non incoraggia la ripresa che, anche se lentamente, sta avvenendo, grazie alla poca burocrazia che esiste negli USA. Quanto al resto c'è lo dobbiamo subire ancora per più' di due anni....

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