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Diari d'america

Chris Christie il governatore del New Jersey fermato dalle toghe

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Chris Christie il governatore del New Jersey fermato dalle toghe

Chris Christie, il governatore del New Jersey, nome nella “long list” dei papabili per la nomination repubblicana, e’ stato scagionato, dagli agenti federali, da ogni coinvolgimento nello “scandalo del ponte”. Si’, quello che tiene banco da quasi un anno sulla scena politica Usa per la caparbia del New York Times e degli altri media “pecoroni” nell’infangare senza prove il nome del candidato presidente che potrebbe essere il piu’ agguerrito sfidante di Hillary Clinton.

Si ricordera’ che, mentre il governatore Christie precedeva la stessa Hillary Clinton nei primi sondaggi sulle preferenze degli elettori in New Jersey, di per se’ un fatto piuttosto clamoroso visto che lo Stato di fronte a Manhattan e’ noto per la sua inclinazione “liberal” e per aver dato facilmente la vittoria nel 2008 e nel 2012 a Obama, scoppio’ una notizia ghiotta per i Democratici. La riassumo.
Gli ingorghi stradali dell’estate del 2013 sul George Washington Bridge (che unisce New York City al New Jersey) erano stati appositamente provocati da membri dello staff di Christie che avevano fatto chiudere alcune corsie stradali per creare forti disagi al traffico e punire cosi’ il sindaco democratico Mark Sokolich del paese ingolfato (Fort Lee), colpevole di non aver appoggiato Christie nella campagna per la rielezione. Subito adombrando che il “governatore non poteva non sapere”, e che anzi era stato il regista della squallida vendetta, i Democratici e i media sferrarono attacchi senza esclusioni di colpi contro il governatore, che dall’inizio si e’ sempre difeso proclamando assoluta innocenza personale e, ovviamente, cacciando subito i funzionari che avevano creato l’incidente. Cio’ non basto’ per salvargli il rating, che da allora e’ caduto ben sotto quello di Hillary.

La magistratura locale, in mano ai democratici, aveva promosso un’inchiesta per incastrarlo, interrogando sotto giuramento chi, nel suo staff, poteva far scoprire la “email fumante”, quella che legasse anche indirettamente i responsabili dichiarati del “pasticciaccio” con l’ufficio del governatore. Anche il ministero della Giustiza di Washington, retto dall’amico di Barack Eric Holder, aveva avviato da tempo una sua indagine per trovare fatti criminosi con cui sbarazzarsi di un personaggio scomodo: il conservatore che piace all’establishment repubblicano, non dispiace tanto ai Tea Party, ma soprattutto che e’ stato capace in due successive elezioni di attrarre dalla sua la simpatia e i voti di tanti indipendenti e democratici in uno stato blu (liberal).
Ora e’ arrivata la notizia che “sgrava” il corpulento governatore, che e’ sempre meno obeso, in verita’, dopo che si e’ sottoposto ad una operazione per togliere agli avversari anche l’argomento del suo stato di salute: “Non sono state trovate informazioni che legano il governatore Christie alle chiusure delle corsie sul George Washington Bridge”, hanno dichiarato agenti federali alla televisione NBC 4 di New York. In attesa della chiusura formale dell’inchiesta, questi ufficiali hanno dichiarato “che non sono state trovate prove che il governatore fosse a conoscenza o avesse organizzato le chiusure della strada”.

La notizia e’ uscita giovedi’ scorso, ma in sordina poiche’ sostiene, con il crisma federale, ossia degli avversari democratici del governatore repubblicano, che Christie aveva sempre detto la verita’, e che non era mai stato al corrente della idiozia viabilistica dei suoi funzionari mariuoli.
“Non sono sorpreso”, ha commentato Christie. Del resto, anche il panel di investigatori a livello dello Stato aveva gia’ raggiunto la conclusione della sua buona fede, non rintracciando alcuna comunicazione compromettente tra Christie e i responsabili.
Viene spontanea qualche domanda retorica sui media, a riprova del sondaggio Gallup che degrada la loro credibilita’ ad un penoso 40% di gente che ha fiducia in loro (vedi in archivio il mio Diaro di qualche giorno fa).
1-Come ha potuto occupare per mesi la prima pagina del New York Times la vicenda di un singolo ponte intasato di macchine per colpa di alcuni funzionari a livello statale, dove il “danno” sono state le ore passate in coda da qualche migliaio di cittadini sfortunati?
2-E come e’ potuta invece passare quasi sotto silenzio, nel New York Times e nei media di maggioranza, la vicenda delle volontarie e criminali discriminazioni, da parte nientedimeno che della Agenzia delle Tasse federale, l’IRS, nei confronti di centinaia di organizzazioni politiche vicine al GOP e ai Tea party? Anzi, non solo con scarso risalto in termini di visibilita’, ma anche con incorporata la preventiva dichiarazione di innocenza del presidente, che “poteva non sapere” di una operazione politica a largo raggio, peggiore del Watergate. In questa storia, la vittima e’ stata la liberta’ di espressione politica dei gruppi conservatori avversari politici di Obama, attraverso la negazione delle loro legittime esenzioni fiscali.
Lo so, sono domande veramente ingenue.

di Glauco Maggi

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