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Verdi per caso

Tutte le balle sul global warming (e la verità sulla manifestazione pro-clima: serve solo a inquinare)

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Tutte le balle sul global warming (e la verità sulla manifestazione pro-clima: serve solo a inquinare)

In 400mila, provenienti da tutto il paese, hanno invaso domenica 21 New York nella manifestazione del movimento dei verdi contro il “cambio di clima”. Ma sfilando composti dal Columbus Circle a Central park verso l’Hudson River e poi giu’ fino alla 34esima strada, il solo risultato sicuro che hanno raggiunto e’ di aver ammorbato l’aria di mezza citta’, con i gas degli oltre 500 bus che hanno cammellato in citta’ le “truppe verdi di terra”. “Ma quelli che sono volati qui con i loro jet privati sono i piu’ ipocriti”, ha detto al New York Post David Kreutzer, economista "scettico" del pensatoio conservatore Heritage Foundation. Tra le tante celebrita’ hollywoodiane presenti, con l’ex presidente Al Gore hanno sfilato gli attori Leonardo Di Caprio, Mark Ruffalo, Edward Norton e Evangeline Lilly.

“La verita’ e’ che da circa 17 anni non c’e’ stato alcun riscaldamento della terra secondo i dati reali”, ha aggiunto Kreutzer. Ecco perche’ lo slogan del “Global Warming” e’ stato sostituito dagli attivisti con il piu’ mite “Climate Change”. Il Wall Street Journal e’ stato ancora piu’ preciso nel descrivere il fiasco delle previsioni funeree dei verdi: gli scienziati allarmisti dovrebbero “spiegare lo stop nel riscaldamento che ora dura da 16, 19 o 26 anni a seconda dei dati che vengono usati; e indagare perche’ i modelli climatici hanno fallito nella previsione di rialzi di temperatura anche se le emissioni di carbonio sono balzate del 25%. Il loro alibi e’ che il nuovo riscaldamento e’ adesso nascosto negli oceani, una affermazione che non puo’ essere avvalorata in mancanza di prove”.

La seconda verita’, dopo la sparizione del corpo del reato della crosta terrestre surriscaldata, riguarda l’inutilita’, comunque, degli sforzi dell’Occidente nel frenare il proprio sviluppo economico sull’altare del Clima. La Storia dei patti internazionali per l’autoriduzione delle emissioni di carbonio CO2 e’ una sequenza di fallimenti, da Kyoto in poi. E al prossimo appuntamento di Parigi, la Conferenza sull’ambiente di fine 2015, e’ gia’ sicuro che non uscira’ alcun impegno delle principali nazioni che concorrono alla meta’ dell’inquinamento. Martedi’ 23 settembre Obama parlera’ all’ONU cercando di giocare al leader globale nella lotta per salvare il pianeta, ma in una palese dichiarazione di “non interesse” a seguirlo nella campagna pratica di controllo autopunitivo del proprio sviluppo nessuno dei capi di Stato delle nazioni coinvolte sara’ neppure li’ ad ascoltarlo. Non ci sara’ il presidente cinese Xi Jinping, il cui paese dal 2008 e’ l’emittente numero 1 di CO2. Ne’ il primo ministro indiano Narendra Modi (numero 3). Ne’ il presidente russo Putin (numero 4, e ha altre priorita’). Gli Usa sono al secondo posto nella classifica del CO2, ma il loro attivismo sotto Obama non ha frenato la crescita di emissioni globali, “salita a 35,1 miliardi di tonnellate metriche nel 2013, il nuovo record e un aumento del 29% rispetto a un decennio fa” scrive il WSJ. La Cina, da sola, pesa per un quarto delle emissioni nell’ultimo quinquennio, periodo in cui tutti i paesi in via di sviluppo hanno pesato per il 57,5% del CO2 emesso.

E c’e’ infine anche una terza realta’, tutta politica, nel drammone del Clima, piu’ o meno caldo che diventera’ fra 100 anni. E’ la religione ambientalista. Dai tempi in cui, screditati i regimi comunisti con la caduta del Muro di Berlino, Mario Capanna si “converti”” da Rosso a Verde, il “Clima” e’ l’ideologia di rifugio degli anticapitalisti, occulti o palesi. Bastava camminare per Manhattan nelle ore della protesta di domenica in mezzo ai “marciatori” per avvertire il “Clima della Nostalgia”, la carica dell’anticapitalismo, la seduzione dell’anti-modernismo. Con cadute nel lugubre attacco all’ordine borghese (“F*** the Police, affanculo la polizia). Con la resurrezione di Occupy Wall Street, che credevamo recentemente ibernato. Con i tanti cartelli e giornali di propaganda comunista (The Militant, per esempio) e di esplicito appello alla rivoluzione. Che cosa ci vuole per salvare il globo? “Il Capitalismo sta distruggendo il pianeta, Ci serve una rivoluzione, niente di meno”, recitava uno striscione. E i membri del Socialists Workers Party (partito dei lavoratori socialisti) distribuivano volantini facendo propaganda di “ecosocialismo”. Mi hanno fatto rivivere l’atmosfera della Statale di Milano negli Anni 60-70. Anche allora il nemico era l’America, il capitalismo, l’imperialismo dell’Ovest. Ma c’era almeno un linguaggio piu’ diretto, da comunisti a testa alta. Cortei di bandiere rosse con spranghe per le “avanguardie”, non termometri taroccati. E non ci si nascondeva dietro la difesa degli orsi polari e criminalizzando le bistecche.

di Glauco Maggi
@GlaucoMaggi

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Commenti all'articolo

  • lepanto1571

    23 Settembre 2014 - 11:11

    I comunisti hanno sempre mentito; cavalcano l'onda di un malessere occasionale e temporaneo, magari creata da loro, per continuare a confondere le masse e utilizzarle per creare il potere per una elite selezionata di parassiti comunisti! Ciao belli.

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