Cerca

Il tema della regolarizzazione

Immigrazione, l'arma che Obama
userà per distruggere il Gop

Il presidente preparerà una nuova legge entro la fine del 2014: chiederà la luna, sperando che i repubblicani abbocchino e perdano anche la maggioranza alla Camera

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Immigrazione, l'arma che Obama
userà per distruggere il Gop

La prossima sarà la settimana dell’immigrazione, con Obama che presenta il suo piano martedì a Las Vegas, e quattro senatori, di cui due Repubblicani (tra cui l’ispanico Marco Rubio) e due Democratici, che sveleranno il loro progetto di legge per facilitare la concessione di carte verdi e permessi di lavoro ai giovani stranieri che si laureano negli Stati Uniti (in materie scientifiche, matematica, ingegneria e informatica). Obama si è preparato incontrandosi con il gruppo di parlamentari ispanici democratici, che hanno una lista di richieste incentrate sulla concessione della cittadinanza agli irregolari che già sono in America, entrati senza documenti e che lavorano, se lavorano, illegalmente. 

Il presidente ha usato con cinismo la carta degli ispanici durante il primo mandato, e farà lo stesso nel secondo. Durante i primi due anni, quando aveva la maggioranza alla Camera e al Senato, non ha messo la riforma della immigrazione tra i suoi obiettivi. Nel secondo biennio, quando non aveva più la maggioranza alla Camera, ha annunciato una proposta di legge che però non ha presentato al Congresso, e invece ha emesso un ordine esecutivo extraparlamentare e extralegale qualche mese prima del voto in cui, di fatto, ha stabilito che il governo non doveva più rispettare la legge federale che dichiara illegale chi è negli Usa senza regolare permesso. Di fatto, ha concesso l’amnistia a milioni di clandestini ispanici giovani, sotto i 30 anni, sostenendo che “non avevano colpa loro” se erano negli Stati Uniti, perché erano stati portati lì dagli adulti.

Sappiamo come è andata alle urne. Bravo Obama, e tonti i repubblicani che hanno subìto le manovre utili al presidente mettendoci anche del loro: ossia presentando solo il volto rigido della chiusura agli immigrati, (quello bianco di Romney) , inimicandosi più di tre quarti dei votanti ispanici. Ora che Obama ha davanti 4 anni, e come obiettivo reale ha quello di far riconquistare tra due anni ai democratici la Camera distruggendo il GOP (è il verbo usato in diversi commenti di strateghi liberal), il lancio del piano di riforma generale, concordato con gli ispanici, punta a parole su un passaggio pronto e bipartisan della legge, ma nei fatti allo scontro frontale con i repubblicani sperando che questi ultimi lascino abbastanza vittime sul campo nel voto di  medio termine. Obama sa che per avere una legge entro il novembre 2014 deve mettersi d’accordo con il GOP, che ha i voti per bloccare tutto alla Camera. Deve cioè accettare interventi graduali, del tipo per esempio di quello che Rubio e gli altri tre presenteranno, e che ha ottime chance di migliorare la situazione concreta dei permessi, e di rompere il ghiaccio su un approccio condiviso di aperture. Non di secondaria importanza è il fatto che questo piano bipartisan ha il sostegno del mondo degli imprenditori, e specialmente di quelli del settore tecnologico e del software che da anni lamentano le ristrettezze dei visti agli ingegneri e ai laureati stranieri che escono dai college Usa, o che hanno bisogno di “cervelli” dall’India, dalla Cina o dall’Europa. L’allargamento delle maglie di questo tipo sarebbe un’ottima spinta per lo sviluppo e per l’economia, ma non è questa la priorità di Obama. La Casa Bianca infatti ha fatto sapere che il governo non intende coordinare la propria proposta “ispanica” e pro amnistia con quella più concreta, e che guarda al futuro, di Rubio e degli altri tre. L’ideale per Barack non è che una riforma bipartisan e graduale vada effettivamente in porto, ma che il GOP faccia, dopo quello del 2012, un secondo suicidio sull’immigrazione da qui al novembre 2014. Per questo, il presidente chiederà la luna sapendo che i repubblicani hanno davanti la scelta tra due mali. Il primo male è il minore: dividersi tra chi è sinceramente intenzionato a risolvere la questione, anche con qualche compromesso di regolarizzazione dei clandestini, e chi chiede il puro rispetto di una legge che è di fatto superata dalla presenza nel paese di oltre 10milioni di persone senza documenti.

Alla fine, potrebbero uscire abbastanza voti per una riforma onesta e presentabile al paese, anche se i democratici insisteranno per avere tutto e subito. Il secondo male è molto peggiore: fare un’opposizione ferma alla amnistia cara a Obama e agli ispanici, e passare come il partito degli anti-immigranti tout court, in mano ai radicali della legge e dell’ordine. Se il GOP gioca la prima carta ha, forse, una chance di depotenziare la propria “distruzione”; se punta sulla seconda cadrà nella rete del presidente.

di Glauco Maggi 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog