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Il calcio dal suo punto di vista

Oltre ogni parodia

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Oltre ogni parodia

Sapete quanto in questo sito non ci piaccia prenderci sul serio. Raccogliamo i tweet più divertenti, inventiamo riunioni di redazione che spieghino come nascono certi titoli faziosi, giochiamo su certe dichiarazioni che ci fanno sorridere. Ebbene, consentiteci uno sfogo: a volte la realtà supera talmente le nostre parodie che viene quasi voglia di mollare tutto. Il nostro “lavoro” diventa inutile, superato, umiliato da ciò che accade realmente. Avete presente quei titoli di eccellenti siti satirici quali ad esempio Lercio.it, nei quali con una battuta fulminante si riesce a deridere secolari situazioni di stallo (rimarrà insuperabile la loro secca breaking news: “Pace nel mondo, c’è il no dei sindacati”)? Ecco, ci sono dei giorni in cui non si distingue più tra Lercio e la realtà. Il weekend appena trascorso è un incredibile concentrato di fulgidi esempi.

Si parte venerdì, con il prematuro scongelamento di Simoni rispetto a quanto previsto, non intravedendosi ancora Juventus-Inter alle porte. Indovinate su cosa si esprime? Sul duello scudetto Juve-Roma? Sullo stato della sua ex Inter? No, pensate un po': sul presunto fallo di Iuliano su Ronaldo. “Se ci avessero dato quel rigore forse avremmo vinto il campionato”. Oltre alla curiosità dell'ormai celebre teorema (perché avrebbero vinto, visto che si trovavano indietro in classifica e nel punteggio di quella partita?), si fa davvero fatica a credere credere che ancora una volta, a oltre sedici anni di distanza da quell’episodio, si realizzi la stessa identica intervista, uguale nelle domande e nelle risposte. Ancor più incredibile è però che quelle frasi trovino ancora spazio nei nostri media, non contenendo proprio – come dire – succosi elementi di novità.

Dopo Simoni tocca a Pif il testimone (il testimonial, da qualche tempo). Il talentuoso artista si fa intervistare dalla Gazzetta in materia calcistica e si adatta subito all’ambiente: “per colpa dello scandalo del 2006 ho lavato via il bianconero dal cuore”. Però, che fede incrollabile. Poi, richiestogli un parere sulla nuova Juve “ripulita”: “Ma quale pulizia... È ridicolo che la Juve continui a reclamare i 2 scudetti sotterrati dallo scandalo: prima licenziano gli artefici di quegli intrallazzi e poi rivogliono indietro quei titoli impresentabili”. Impresentabile, dunque, anche il titolo vinto senza una intercettazione che sia una. Manca una battuta su Paparesta chiuso nello spogliatoio, un accenno alle squalifiche preventive, un divertito storpiamento del nome in Rubentus e poi il campionario è questi perfetto. Pif il testimone che diventa Pif il pentito. Lercio potrebbe sguazzarci, no?

Ok, Simoni e Pif. Ma che weekend sarebbe senza il mitico, sempreverde Corriere dello Sport, che dopo un Milan-Juve in cui non accade praticamente nulla scatena un Edmondo Pinna già in forma scudetto con la sua moviola? Tra un rigore non dato per… caduta di Menez (“forse cade con troppa facilità, ma il dubbio da rigore resta”) e un secondo giallo risparmiato a Marchisio - che non meritava neanche il primo -, ciò che indigna il Pinna è la mancata ammonizione a Tevez per l’esultanza con il ciuccio, “gesto tenerissimo, ma da giallo a norma di regolamento”. Ok. Ma non gli basta: “gli arbitri non devono preoccuparsi dello spettacolo, ma di far rispettare le regole”. Capito. Potrebbe essere sufficiente, forse. Eppure lui non si dà pace: “ma la squadra arbitrale non dovrebbe spartirsi i compito sulla segnatura di una rete?”. Ok, Edmondo, andava ammonito. Ma dobbiamo trovare la forza di reagire.

Finito? Macché. Il clou lo teniamo per il finale: la meravigliosa intervista al figlio di Zeman, Karel, allenatore del Selargius impegnato contro la Lupa Castelli Romani. Ora, come faremmo la parodia del figlio di Zeman allenatore, senza averlo mai visto nè sentito parlare? Fateci pensare: lo faremmo perdere con vari gol di scarto, con una difesa piuttosto allegra, e gli faremmo dare la colpa all’arbitro, presumibilmente tifoso della Juve. Ecco, questo sarebbe compito nostro. E invece è esattamente quanto accaduto nella realtà. Karel ce l'ha con l'arbitro: “tifoso della Juve o del Chieti: sapevo che avrei perso”. E poi: “mi ha chiesto se fossi figlio di mio padre, e ha sorriso in maniera irridente. Poi una buffonata, me ne sono andato dal campo”. Risultato finale? 2-1? 3-2? 4-3 su rigore all’ultimo minuto? No, 6-0 per la Lupa. Sconfitta per 6-0, accuse all’arbitro, che sorrideva beffardo in quanto tifoso della Juve (o del Chieti, se proprio vogliamo concedergli una seconda chance).

Fantastico, niente da dire. Ma provateci voi, ora, a fare ridere più di quanto vi riesca la realtà.

juventubus.com @massimozampini

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Luciano Moggi

Luciano Moggi

Luciano Moggi nasce il 10 luglio 1937 a Monticiano, in provincia di Siena. Manager e dirigente sportivo del mondo del calcio, è noto al grande pubblico per aver ricoperto dal 1994 al 2006 la carica di Direttore Generale della Juventus. Attualmente è collaboratore del quotidiano Libero

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