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Diari d'America

Stati Uniti, l'esodo del Nord-Est: così i dem hanno distrutto la culla della rivoluzione

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Stati Uniti, l'esodo del Nord-Est: così i dem hanno distrutto la culla della rivoluzione

Il Palazzo della politica americana e’ un costante “work in progress”, che si adatta alle mutevoli condizioni reali di peso della popolazione distribuita nei 50 Stati. Mentre la Costituzione e’ molto “stabile” nel definire i meccanismi elettorali e assegnare i ruoli delle istituzioni cardinali nella classica divisione dei poteri –presidenza (che governa), camera e senato (che fanno le leggi), corte suprema (che vigila sul rispetto della Costituzione) – la composizione dei distretti elettorali prende atto dell’aumento o del calo dei residenti nelle diverse aree. E cio’ comporta la crescita di rappresentativita’, e di conseguenza di potere, di certi Stati a scapito di altri.

La grande vittima di questo terremoto strisciante, in atto dal Dopoguerra, e’ il Nord Est del Paese. La “culla” degli Stati Uniti, che ha fatto la Rivoluzione e ha prodotto leader storici influenti del livello dei Roosevelt e dei Kennedy, sta continuamente perdendo posizioni sotto forma di seggi congressuali spariti, anzi “ceduti” agli Stati emergenti, come il Texas. E la causa del fenomeno e’ chiara e paradossale: la regione che e’ riconosciuta come massicciamente blu, ossia liberal e Democratica, quindi piu’ incline a tassare i cittadini per finanziare la spesa pubblica e il welfare, e’ anche quella che ha visto e continua a vedere i propri cittadini fuggire dal fisco opprimente per rifugiarsi negli Stati a regimi fiscali piu’ leggeri, cioe’ piu’ “accoglienti”. E’ l’Ufficio del Censo a documentare il trend, riportando che la popolazione e’ aumentata molto al Sud del paese, con il risultato che gli 11 Stati che formano il Nord-Est hanno subito una grave riduzione di rappresentanza alla Camera (il Senato e’ invece invariabile, con i suoi 100 seggi attribuiti a due a due per ognuno dei 50 Stati). Le tasse alte sono colpevoli della crescita asfittica della popolazione in Connecticut, Massachusetts, New York e negli altri stati della regione del Nord-Est, che in complesso e’ cresciuta del 15% dal 1983 al 2013, mentre il resto della nazione e’ salito di oltre il 41%.

In un recentissimo studio, l’American Legislative Exchange Council ha rilevato che nel 1950 gli Stati nord orientali, dalla Pennsylvania al Maine, avevano 141 deputati alla Camera, mentre oggi ne hanno soltanto 85, con un calo del 40% circa. La California e il Texas hanno ora, in due, piu’ deputati degli 11 del Nord Est. “E’ il risultato di uno dei piu’ drammatici cambiamenti demografici nella storia americana . Questa migrazione sta facendo slittare il centro del potere dell’America davanti ai vostri occhi”, scrive il rapporto. “Il movimento non e’ casuale e neppure motivato dal clima o dalle risorse. La liberta’ economica e’ il magnete e gli Stati ignorano questa forza a loro rischio”.
Ecco la classifica attuale del potere dei 50 Stati, dal piu’ “pesante” in giu’ in relazione alla loro popolazione, che si riflette proporzionalmente nella suddivisione dei 435 seggi della Camera. I deputati stanno in carica due anni e gli attuali scadono a fine 2014, quando entrera’ in funzione il nuovo Congresso che uscira’ dalle elezioni di medio termine in programma tra due mesi.

di Glauco Maggi

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Commenti all'articolo

  • diwa130

    01 Ottobre 2014 - 19:07

    Non e' solo una questione fiscale, perche' la California e' quella con le tasse piu' alte di tutti gli USA eppure tutti vorrebbero vivere in California. Il declino degli stati dell'Est e' la combinazione tra costo della vita molto alto, stipendi in calo, mancanza di innovazione.. Solo lo stato di NY ha reagito con tagli di tasse ai cittadini e 10 anni di zero tasse alle nuove imprese.

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