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Le donne che fanno la guerra fanno anche... l'amore

Quote rosa in prima linea nell'esercito americano? I dati dicono che potrebbe essere un problema. Di troppo sesso

Glauco Maggi

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Le donne che fanno la guerra fanno anche... l'amore

di Glauco Maggi

Doccia fredda di realismo sull’entusiasmo con cui è stata accolta, dal mondo del femminismo e non solo, la decisione di qualche giorno fa (che abbiamo riportato in un precedente blog) del ministro uscente della Difesa Usa, Leon Panetta, che ha aperto la linea del fronte alle soldatesse. Sarà pure una tappa in avanti nella emancipazione del gentil sesso e nel rispetto e riconoscimento della sua parità umana: le donne come paritaria altra metà del cielo. E io, per quel che vale, sono anche incline personalmente a simpatizzare con questa tesi. Ma un atteggiamento simpatetico non deve chiudere gli occhi di fronte ai fatti, e alle esperienze. E, come titola e argomenta una donna, Linda Chavez sul New York Post del 26 gennaio, "Le donne in battaglia preannunciano problemi". Chavez cita numeri, e situazioni, che non suonano per la verità così inattesi a chi consideri che cosa possa comportare la vita di relazione fra sessi opposti. E in ambiti estremi, soprattutto.

Dopo la citata decisione di creare unità miste uomo-donna nelle unità di combattimento, è uscito uno studio su ciò che era avvenuto nel 2007 in Iraq. Le donne già allora erano presenti nei battaglioni, anche senza essere nelle unità da combattimento, e si scopre che avevano avuto più danni fisici dei maschi, avevano sofferto più malattie, avevano subito un tasso di evacuazione tre volte più alto dei colleghi. E di quelle evacuate, cioè allontanate dal teatro di guerra, il 74% era per condizioni correlate ad una gravidanza in corso. Un ulteriore studio uscito questa settimana picchia sullo stesso tasto, mostrando che le donne militari hanno un tasso di gravidanze più alto del 50% rispetto alla normale popolazione. E aggiunge che il tasso di gravidanze non pianificate per le donne in missione all'estero è almeno tanto elevato quanto quello delle militari che fanno il servizio nelle caserme degli Stati Uniti. Fare la guerra e fare l'amore vanno di pari passo. 

Le relazioni fra persone attive e giovani di sesso diverso sono, banale dirlo, un fatto non sopprimibile in concreto, e un tema che non dovrebbe essere eluso nelle discussioni perché scorretto politicamente. Che vantaggio c’è a negare che inserire il possibile fattore della gelosia nelle unità da combattimento significa far correre rischi più alti che la coesione nei reparti venga meno? E il "tutti per uno uno per tutti", si sa, è fattore fondamentale durante le missioni con la vita a repentaglio. 

twitter @glaucomaggi

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