Cerca

Repubblicani in ascesa

Le elezioni di medio termine, la carica del Gop e le paure di Obama

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Le elezioni di medio termine, la carica del Gop e le paure di Obama

Diversi sondaggi, Cnn/Orc, Cbs/NYT e Fox News, resi noti negli ultimi giorni sulla incertissima battaglia per il controllo del Senato nelle elezioni di medio termine del 4 novembre fanno pendere la bilancia, seppur leggermente, a favore dei repubblicani. Oggi il GOP ha 45 senatori su 100, e ne deve aggiungere 6 per la maggioranza assoluta. Cinque darebbero una parità fittizia, perché nel solo caso di 50 a 50 il vicepresidente, che è anche presidente del Senato (ora è il democratico Joe Biden), ha il diritto di esercitare il suo voto come 101esimo "senatore". Tre dei sei necessari il GOP li ha praticamente già in tasca: in Montana, West Virginia e Sud Dakota, dove i tre senatori democratici uscenti non si ripresentano e i tre candidati repubblicani hanno un vantaggio a due cifre sui loro sfidanti obamiani. Ci sono poi sette seggi considerati dall’esito aperto, tra cui tre in Stati tradizionalmente "rossi", ossia favorevoli ai repubblicani: l'Alaska, l'Arkansas e la Louisiana. Il sondaggio della Cnn, per esempio, mostra che in Alaska il senatore democratico in carica, Mark Begich, ha poche speranze: aveva battuto per 47,9% a 46,7% Ted Stevens sei anni fa, ma solo perché quest’ultimo era stato incriminato ingiustamente (infatti fu poi assolto dopo le elezioni) di molestie sessuali a uno sconosciuto in un aeroporto. Ora Begich gode solo del 40% nelle previsioni di voto, sei punti in meno dello sfidante Dan Sullivan. Per Cbs/NYT, in Arkansas l'aspirante senatore repubblicano guida per 45% a 41%, e in Louisiana per 47% a 41%.

In generale, è sempre più dura per il partito che controlla la Casa Bianca andare bene nelle elezioni di medio termine, perché gli elettori scontenti del presidente scaricano la loro insoddisfazione contro i candidati del suo partito, schierandosi con quelli dell'opposizione. "Ci sono molte sfide in bilico in cui i democratici in gara sono sotto il 50% delle preferenze", ha ammesso un consulente democratico anonimo alla Cnn. "E questo non è un momento in cui gli indecisi dell'ultima ora decideranno di virare sui democratici". Non solo per dispetto verso Obama, ma perché la percezione che la gente ha dell'andamento economico continua a restare negativa e di forte insoddisfazione, anche se qualche miglioramento nei dati occupazionali e nella crescita del PIL ci sono stati nel 2014. Non bastasse il vento contrario alla Casa Bianca sollevato poi dalle crisi internazionali (Iraq, Siria, Iran, Ucraina) e soprattutto dai timori di attentati di Al Qaeda e dell'Isis, c'è pure un elemento che potrebbe essere definito di "vendetta della Storia". Poiché i senatori stanno in carica sei anni, nel 2014 si rinnovano quelli che vinsero nel 2008 sull'onda di un entusiasmo nazionale particolare per il primo presidente nero. E quella nidiata di "obamiani" che seppero sovvertire allora la tradizione filo GOP degli Stati in cui vennero eletti, alcuni inaspettatamente, sono oggi destinati a soffrire il riflusso.

L'altro sondaggio pro GOP è quello che Fox News ha condotto in cinque Stati considerati da "battaglia all'ultimo voto": in tutti, a prevalere sono i candidati repubblicani. In Kansas, il 44% è per il repubblicano Roberts, contro il 39% dell'indipendente Greg Orman. In Alaska (44% per Sullivan e 40% per Begich) e in Arkansas (46% per il repubblicano Tom Cotton contro il 39% di Mark Pryor) il sondaggio della Fox conferma il trend registrato da quello di Cbs/NYTimes. In Colorado, Stato di solito più blu che rosso, il senatore democratico in carica Mark Udall, con il 37%, è dietro di sei punti allo sfidante del GOP Cory Gardner con 43%. Infine il Kentucky, in cui il leader della minoranza repubblicana al Senato, Mitch McConnell, è davanti per 45% a 41% allo sfidante Alison Lundergan Grimes. Se rivincerà il proprio seggio, e se il GOP raggiunge la magica soglia di 51, sarà lui a sostituire Harry Reid come capo della maggioranza in Senato.

di Glauco Maggi 
twitter @glaucomaggi

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • rocc

    10 Ottobre 2014 - 16:04

    speriamo che l'articolo dica la verità....

    Report

    Rispondi

blog