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Mosse elettorali

Lo sgambetto di Obama ai latinos

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Lo sgambetto di Obama ai latinos

La spudoratezza politica di Obama non avrebbe bisogno di ulteriori prove, dopo i suoi primi sei anni di bugie poi smascherate (una su tutte, “se volete mantenere il vostro dottore e il vostro piano lo potrete mantenere”, disse per far passare Obamacare sapendo di mentire). Del resto sono le cose che ha detto e che ha combinato che l’hanno fatto crollare nei sondaggi al 40% di approvazione, 27 punti percentuali persi dal 2009. Ma chi ancora cercasse prove del suo cinismo, comunque, ne può trovare 34 milioni nel sito della agenzia governativa della Immigrazione (U.S. Citizenship and Immigration Services). Un bando apparso di recente offre un contratto al miglior stampatore privato che garantisce di poter fornire a tempo di record 34 milioni di “green card”, il documento “d’ingresso” che la legge Usa riserva ai residenti permanenti regolari, come primo passo alla cittadinanza che viene riconosciuta cinque anni dopo. La proposta ai potenziali fornitori pone la condizione di assicurare la produzione di almeno 9 milioni di “carte verdi” nel primo anno, il 2015, con altre cinque milioni all’anno nel quinquennio successivo. Nel sito dell’agenzia ci sono pure le immagini “fac-simile” che illustrano come dovranno essere le “green card”, con il nome in bianco.

Evidentemente, il picco iniziale eccezionale di produzione risponde all’esigenza di assorbire l’onda massiccia della decina di milioni di clandestini, oggi nel paese, che sono in trepidante attesa della decisione di Barack di amnistiarli. Non c’è mistero sulle intenzioni del presidente, che aveva annunciato l’estate scorsa di essere sul punto di firmare, in settembre, un ordine esecutivo senza rispettare la normale procedura costituzionale che riserva al parlamento il compito, e il diritto, di varare le leggi in generale e, di sicuro, in questo cruciale caso. La questione della regolarizzazione dei clandestini e della immigrazione futura è esasperata in America dal flusso di irregolari arrivati negli ultimi decenni e dalle tante famiglie miste “mezzo-americane” dove convivono figli cittadini Usa, in quanto nati qui, con genitori ormai integrati ma senza documenti validi.

Il presidente, però, in autunno ha fatto meglio i suoi conti e ha cambiato idea. Ha calcolato, infatti, che il beneficio che i democratici avrebbero ricavato in voti ispanici alle imminenti elezioni di medio termine, se lui avesse proceduto subito con l’amnistia promessa, sarebbe stato annullato, anzi si sarebbe trasformato in un autogol clamoroso per la reazione opposta. Gli americani, non solo i repubblicani ma anche gli indipendenti, si sono scandalizzati per la fiumana delle decine di migliaia di bambini, moltissimi da soli, arrivati dai paesi del Centro America in Texas e in California attratti dalle promesse di Obama. A questo punto, una prova di forza pro-clandestini del presidente, che il GOP ha peraltro subito accusato di incostituzionalità, avrebbe generato una mobilitazione di elettori – la maggioranza silenziosa – ben superiore al vantaggio raccoglibile tra i latinos e gli ultraliberal. Da qui, a proposito della citata spudoratezza, è maturata la cinica decisione della Casa Bianca di voltare le spalle agli ispanici fino a dopo il 4 novembre, procrastinando la manovra “esecutiva” a loro favore ma nel contempo “preparando le carte”, letteralmente, per la futura invasione di “nuovi cittadini” che verranno buoni per il voto di scambio alla prossima tornata del 2016.

di Glauco Maggi 
twitter @glaucomaggi

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