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La frase del giorno

'O Sistema che vuole far fuori De Magistris ha qualche falla

Andrea Tempestini

Andrea Tempestini

Milanese convinto, classe 1986, peregrinazioni giornalistiche tra Milano, Urbino, New York e ancora Milano, a "Libero" da maggio 2010. Prima economia, poi online, dove continuo a scrivere di economia e politica. Il mio sogno frustrato è l'Nba. Adoro Vespe, gatti, negroni e mr. Panofsky. Su Twitter @anTempestini

Luigi De Magistris

"Da sindaco di strada ho ricevuto dalla gente della mia città affetto, amore e solidarietà, e da sindaco di strada continuerò a stare vicino al mio popolo che è il vero potere forte, quello di cui tanti hanno paura, soprattutto il sistema politico e affaristico che ha cercato di metterci le unghie addosso e farci cadere. Ma noi non cadiamo". Luigi De Magistris, 30 ottobre, dopo il reintegro a sindaco di Napoli.

C'è tutto De Magistris, in questa frase. C'è la bandana arancione, c'è l'arruffapopolo, c'è il (presunto) Masaniello, c'è la retorica posticcia del "sindaco di strada vicino al mio popolo", c'è l'avanspettacolo della politica, proprio come erano avanspettacolo le inchieste-show cadute nel nulla, da Poseidon a Toghe lucane e sino alla fatale Why Not, che gli è costata la condanna a un anno e tre mesi per abuso d'ufficio e, per qualche settimana, la poltrona da sindaco di Napoli. A caldo, un rabbioso e condannato De Magistris rispose a chi chiedeva un suo passo indietro che "sono i giudici a doversi dimettere", e poi rincarò affermando che "la magistratura non è un moloch di gente per bene, perché ci sono anche fior di delinquenti". Bandana arancione, però, fu detronizzata con la complicità della legge Severino e la ratifica a tempo record di Angelino Alfano (ma davvero si vuol fare polemica pelosa sul "tempo record" della ratifica?).

Da poche ore, però, De Magistris è tornato sindaco. Merito della Severino, legge ballerina e che viaggia a targhe alterne (ma nel caso della decadenza del Berlusconi Silvio non ci addentriamo). Merito, soprattutto, di un'ordinanza del Tar, ammazza-sentenze per vocazione, che ha "sospeso la sospensione" da sindaco. Miracoli burocratici di un sistema giudiziario che tanto per parafrasare il tanto vituperato Minzo - incartatosi sulle carte di credito - non offre certezza alcuna del diritto. Bandana arancione, dunque, torna sul trono. E da vero complottardo-complottista qual è elegge il "suo popolo" a "vero potere forte", il "potere forte di cui tanti hanno paura, soprattutto il sistema politico e affaristico" che lo voleva "far cadere" (una frase che si colloca a metà dello scivoloso sentiero che conduce da Michael Moore al grillino Carlo Sibilia). Il punto è che poi vai a spulciare le 37 pagine dell'ordinanza del Tar e scopri che la sospensione è stata sospesa poiché, senza entrar nel tecnicismo spinto, "non è manifestamente infondato" il dubbio sulla retroattività della Severino (che, ricordiamolo, in buona sostanza prevede la decadenza del condannato dagli incarichi pubblici). Dunque Bandana arancione torna sindaco perché, fuori dal giuridichese, non ha tutti i torti ma forse non ha neppure tutte le ragioni. Senza volersi spingere ad ipotizzare cosa stia pensando il Berlusconi Silvio, resta una considerazione da fare: 'O Sistema "politico e affaristico" che lo voleva far fuori ha qualche falla. O no?

di Andrea Tempestini
@anTempestini

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